Riflessioni di Armando Fucci sul carico esterno ed interno nell’allenamento del calcio

Oggi torna a sviluppare un audiovideo uno degli autori più seguiti del blog il prof. Armando Fucci che affronta l'argomento del carico esterno misurato dai parametri di potenza ricavati dal GPS e del carico "interno" presuntamente misurato dal cardiofrequenzimetro e quindi dalla frequenza cardiaca.
Con la sua pragmaticità vi porta alcuni allenamenti svolti da lui con i due sistemi contemporaneamente attivi e vi porta le sue riflessioni. L'autore non vuole darvi giustamente le sue considerazioni finali in modo che ciascuno di voi possa trarre da questi dati il ruolo del carico interno misurato con la frequenza cardiaca. E se volete vi dà anche qualche idea per far si che voi stessi lo possiate fare e sviluppare con le vostre esercitazioni e quindi farvi un idea propria. Io me la sono fatta bella chiara... grazie Armando!!!

25 Responses to Riflessioni di Armando Fucci sul carico esterno ed interno nell’allenamento del calcio

  1. Francesco Veltri 4 marzo 2014 at 11:00 #

    Complimenti per l’audiovideo e ,come dice Colli, per la sua pragmaticità.

    • ArmandoFucci 4 marzo 2014 at 21:25 #

      Grazie francesco. Buon lavoro.

  2. Daniele Nervi 4 marzo 2014 at 15:48 #

    Ciao Armando e complimenti per questo audiovideo. Penso che chi ancora avesse avuto dei dubbi sulla validità dell’utilizzo dei Gps per stabilire in maniera più esatta e diretta il “peso” di una seduta ,ora si sarà convinto del tutto. Tempo fa,come hai giustamente detto tu Armando, avevamo a disposizione sola la FC, di conseguenza prendavamo per buoni i dati che da essa ne uscivano, prendendo delle grosse cantonate, io per primo. Ora con l’avvento della Potenza Metabolica ed a questo Blog di Roberto, siamo in grado di analizzare nel dettaglio i reali parametri del “Modello Prestativo” del calciatore. Come bene dicevi tu nell’audiovideo poi ognuno deve scegliere quali dati prendere in considerazione, essendo quelli presenti nel software tantissimi. Poi il grande pregio di questo software Lagala-Colli è di essere molto flessibile ed altamente personalizzabile. Io stesso che non ho grosse conoscenze informatiche ho fatto delle modifiche alla Sinottica, aggiungendo delle formule su dei parametri che mi interessava mettere in evidenza. Queste cose con altre marche di Gps non si possono fare, per non parlare dei costi elevatissimi. Il nostro ruolo sta cambiando. Io stesso sto constatando che questa cosa del Gps ha un notevole impatto su persone dell’ambiente sia in Italia ma soprattutto all’estero. Da quando utilizzo il Gps riesco a “pesare” con più precisione le mie sedute di allenamento, a programmare in maniera più specifica e sono anche riuscito a convincere gli arbitri a farli mettere nelle gare di campionato (incredibile) così da avere anche dei riscontri sulla gara e verificare,perchè no, la condizione di quel giocatore. Ancora complimenti ad Armando per questo audiovideo. Un saluto a tutti.

    • ArmandoFucci 4 marzo 2014 at 21:23 #

      Grazie Daniele . Condivido la tua osservazione .

  3. ArmandoFucci 4 marzo 2014 at 21:22 #

    Ho un dubbio, che mi auguro qualcuno, oltre Colli, possa chiarirmi.
    È logico aspettarsi la risposta cardiaca durante uno sport come il calcio al pari di quello che avviene durante uno sforzo lineare , casomai a velocità costante ?
    Cioè tutti gli studi di riferimento della fc sono in relazione a sforzi completamente diversi.
    Se è una osservazione sciocca, chiedo scusa sin d’ora .

  4. Luca Scordo 4 marzo 2014 at 22:25 #

    Ciao Armando e ciao a tutti.
    Un buonissimo contributo che conferma e ribadisce i concetti espressi già da Pompa nel suo audiovideo di qualche tempo fa!

    • Armandofucci 5 marzo 2014 at 07:42 #

      Ciao Luca, grazie. Si , hai ragione , in questo av si conferma quanto detto sia da Pompa che , naturalmente , da Colli. Anche al nostro incontro ( aipac Emilia ) l’estate scorsa parlammo di questo. Dato che sono uno appassionato , continuo ad indagare ed osservare.
      Nel caso specifico del mio av :”dato che succede spesso che alla fine del training la partita finale determina questa grossa incongruenza ( fc altissima e potenza metabolica bassa) mi domando: conviene ad evitarla? Ad effettuarla prima ? Ad accettare questo chiaro sovraccarico per motivi tecnici ?

      • Basilio 5 marzo 2014 at 22:38 #

        Salve,
        Mi intrometto in questa interessante discussione, premettendo che sono fra quelli che fino a qualche anno fa ( nascita del blog), ha abusato ( e oggi possiamo dirlo con certezza, prendendo abbagli ) del parametro della F.C. Riallacciandomi a quanto sostiene il prof. Esposito riguardo i lavori lineari, a me capitava spesso che durante il periodo preparatorio, effettuando delle corse a “soglia” ( come disse qualcuno chi non ha sbagliato scagli la prima pietra ), la F.C. tendeva sempre ad aumentare nei minuti finali di ogni ripetuta, con il conseguente abbassamento della velocità, in sintesi, se il soggetto aveva una soglia di 14 Km/h a un F.c. di 175 b.m.p. difficilmente con il passare del tempo, probabilmente per avvenuta stanchezza, riusciva a mantenere la suddetta velocità che tendeva invece ad abbassarsi. Riflettendo sulla bella domanda del Prof. Fucci sulla partita di fine allenamento, mi viene da pensare. Quando una volta ci si allenava in palestra monitorando la potenza con il muscle lab o altri dispositivi, e ci si accorgeva che a un certo punto non si raggiungeva il range ricercato, si fermava l’allenamento perché altrimenti il lavoro avrebbe perso la “qualità”, la potenza ricercata, saremmo andati incontro altrimenti ad un eccessivo affaticamento muscolare controproducente. Mi chiedo, anche se in questo caso non avremmo un feedbak immediato, ma sapendo in modo certo, quanto accade dalle registrazioni dei GPS, incrociando i dati di potenza metabolica e F.c. si notano frequenze alte e potenza metabolica bassa, non è questo un indice di forte stanchezza? Non sarebbe il caso di evitarla?
        Saluti

        • ArmandoFucci 6 marzo 2014 at 20:17 #

          Grazie Basilio del tuo intervento. Hai esperienza da vendere e quindi le tue osservazioni sono importanti per noi. Obiettivamente difronte a dati come questi, riferiti alla fase finale del training , non so se è il caso di prevedere certi lavori. Infatti quello che emerge è che ad un basso carico esterno ( rilevato con dati del gps) corrisponde sempre un pessimo lavoro tecnico tattico! Se poi la fc é alta, obiettivamente non credo, secondo la mia opinione, ci sia da essere contenti!
          Ma voglio farvi notare anche casi opposti: proprio oggi con un lavoro speciale con palla della durata di 20′, ad una percentuale di fc maxi del 76% , il calciatore ha prodotto una potenza metabolica media di 11 w con % D.E. del 28% . Se seguo Bangsbo, non ho fatto alta intensità, ma se osservo quello che realmente ha prodotto il mio calciatore ( tra l’altro giocando a calcio) allora al contrario dico che ha lavorato bene.

  5. Fabio Esposito 5 marzo 2014 at 12:20 #

    L’audiovideo di Fucci oltre a rimarcare l’incongruenza tra FC e Potenza Metabolica nel calcio, fa balzare agli occhi anche un dato che ci fa porre questa domanda:
    – nel calcio la FC è veramente un indicatore del carico interno???
    Come messo in evidenza nella partita finale illustrata nell’audiovideo, si verifica fc altissima e potenza e velocità basse.
    Quando si effettuano lavori ciclici e lineari (ciclismo,corsa) questo non avviene e la FC segue in maniera quasi lineare la velocità; nel calcio invece questo non succede quasi mai e io credo che non è solo uno sforzo precedente a determinare una FC alta, ma anche e soprattutto gli aspetti cognitivi ed attentivi che mettono durante una gara di continuo in allarme il sistema calciatore.

    • ArmandoFucci 5 marzo 2014 at 16:10 #

      Giusta osservazione quella di Fabio Esposito . Sarebbe interessante sapere il pensiero in merito di altri amici del blog, e non solo.

  6. Simone Quadrani 5 marzo 2014 at 18:04 #

    Secondo me, questo eccellente audio video di Armando, al quale faccio i miei più sinceri complimenti, spiega in maniera esauriente come in realtà fc e la potenza metabolica siano 2 parametri differenti, i quali devono essere utilizzati per fini opposti. Io più che di incongruenza, parlerei di ruoli diversi di queste 2 variabili che purtroppo molti hanno cercato di sovrapporre. La verità è che carico esterno e carico interno sono 2 cose differenti, che devono essere valutate entrambe, ognuna per ricercare informazioni specifiche relative agli elementi che ci interessano. Una volta c’era solamente la fc, e allora si é fatto l’errore di pensare che questa potesse pesare ciò che si faceva all’ interno di una esercitazione, adesso che queste cose sono state ampiamente spiegate, stà solo a noi utilizzare questi elementi (fc e potenza metabolica), differenti, ma a mio parere, entrambi utili, per monitorizzare nella maniera più completa e corretta possibile ciò che stiamo proponendo ai nostri giocatori.

    • laltrametodologia 6 marzo 2014 at 15:13 #

      No a questa affermazione caro Simone non ci sto capisco che hai subito il lavaggio del cervello a stare decine di ore in aula a sentire le tante cazzate che raccontano a Coverciano, e va bene tutto finchè devi prendere il patentino far finta di credergli ,ma credergli veramente è proprio da infelici !! Visto che ho qualche anno piu di te e anche se mi permetti 35 anni di esperienza di metodologia di allenamento in molti sport anche ciclici , ti affermo che la Frequenza cardiaca è sempre stata una indicazione molto labile e molto variabile di qualsiasi forma di carcio interno o esterno . Io ho cominciato nel 1986 ad usare i cardiofrequenzimetri della Polar quelli che avevano la memoria e penso di poterti dire che gia allora qualcosa non andava ma avevamo solo quelli .
      Mi sembra che Basile abbia spiegato molto bene in un paio di audiovideo la modesta attendibilità della FC per la misurazione del carico interno ( che a tutt oggi oltre alle ridicole pagliacciate dell RPE non esistono criteri certi per la sua determinazione ) .
      Fino al 1994 comunque il sottoscritto aveva comunque piu volte utilizzato e scritto delle cose su come poteva aiutarci la FC , nel basket e nel calcio ( naturalmente pezzi da museo nella rivista SDS ) . Ora 20 anni dopo dei coglioni che si autocelebrano scienziati e all’avanguardia , ritirano fuori queste cose che non hanno alcun presupposto metodologico , servono solo alle ditte che fanno cardiofrequenzimetri a non fallire !!!!
      Un ricordo per chi vuole capire può aiutare : nel 1994 nel ciclismo, dove imperava il test Conconi per sviluppare le diverse intensità di allenamento , ho cominciato ad utilizzare un misuratore di potenza che calcolava la potenza in base alla forza applicata alla corona tramite degli straingauge (SRM si chiamava) .
      Bene da quel momento tutto la teoria su cui si basava la copertura di Conconi e discepoli è caduta perche si è potuto notare come la FC desse indicazioni troppo lente e grossolane del carico svolto . Tant’è che il ciclismo fino a quel momento si considerava come gara di tipo continuo uniforme ed invece risultava che si facevano da 200 a 600 variazioni di potenza , inferiore a quello che succede nel calcio dal punto di vita della wmax , e leggermente più lunghe . Altro pezzo da museo scrissi un articolo sul modello prestativo nel ciclismo che rilevava queste cose e dimostrava che la FC dava indicazioni sbagliate .
      Un esempio ? basta andare in salita alla stessa potenza che in pianura e la FC è diversa ,piu bassa a parità di potenza perche il cuore deve vincere resistenze piu forti e quindi deve aumentare la forza della gittata riducendo la FC , come avviene anche se in pianura decidete di mettere un rapporto nettamente piu duro e andate a 50 rpm invece che a 90 .Quindi ti pregherei di tenere la validità della FC e delle nozioni farlocche che ti hanno rifilato a Coverciano fuori da questo blog . Fatti dieci o ventanni di esperienza e poi sei in grado di fare del buonismo .
      Nel calcio si fanno tante azioni di forza nel singolo passo che il cuore cambia continuamente assetto in rapporto alle pressioni muscolari che riceve nei cambi di senso .
      Sono ridicoli anche quelli che negli sport ciclici oltre ad essere degli idioti d utilizzare il test Conconi magari fatto sulla bike , poi dicono al loro atleta di andare a 160 b/min perchè quella è la loro soglia !!! Ma quando all’inizio dell’allenamento oppure dopo 15’ di ripetuta , ma di che cazzo parlate guardate quello che succede dal vivo prima di sentire i falsi profeti che non hanno mai visto come si allena un atleta in vita loro !!!!
      E ti dirò anche che tutta questa rottura di coglioni sul carico interno è una invenzione dei medici ( overtraining ,overreacching e stronzate similari ).
      Nella mi a vita non ho mai trovato un giocatore di sport di squadra in superallenamento e se ci fosse dovete prendere a calci nel culo il suo allenatore che non si è reso conto di ciò .
      Lasciate la coglionaggine agli allenatori di sport individuali che continuano a considerare il volume come l’elemento essenziale dell’allenamento e massacrano gli atleti perche non hanno capito un cazzo .
      E quindi se succede quello prendete a calci in culo pure loro .
      Trovate i dati di tutto quello che ho detto qui in diversi miei audiovideo precedenti , se non ci credete allora non pagate la quota di sottoscrizione e fatevi un abbonamento in più a Scienza e Sport o alla rivista SdS ormai caduta veramente nello sprofondo

  7. PIETRO LA PORTA 5 marzo 2014 at 23:23 #

    Come sempre riflessioni da vero operatore da campo legato a grande qualita’ di insegnante.
    La rivoluzione avviata dal prof Colli e’ ormai sotto gli occhi di tutti.
    La fc cardiaca in questi anni ci ha dato sicuramente la possibilita’ di valutare ma ad oggi grazie al software dedicato lagala-colli-esposito abbiamo la possibilita’ di effettuare una fotografia netta e chiara di cosa avviene realmente in campo senza che il dato sia sporcato da fattori emotivi o quant’altro.
    complmenti prof. fucci e grazie a roberto colli.

  8. Simone Quadrani 6 marzo 2014 at 16:29 #

    Professore non volevo assolutamente fare del buonismo, ma esternare solamente un mio pensiero. Io sono il primo che se dovessi scegliere tra utilizzare i gps o i cardio, sceglierei i primi, ma avendo la possibilità sinceramente li utilizzerei entrambi. Conosco tutti gli errori relativi all’utilizzo della FC, session RPE,ecc ma d’altronde sono gli unici mezzi che abbiamo per calcolare il carico interno di allenamento, magari c’è qualcosa di meglio, ma io per adesso non la conosco.
    Comunque il discorso non é credere o non credere in qualcosa,lavaggio del cervello ecc…io ascolto tutto e tutti perché sono sicuro che qualcosa di interessante ed utile la posso trovare ovunque,ho sempre pensato e continuerò sempre a pensare che la scienza può dare le risposte, poi chiaramente mi faccio una mia idea e decido cosa sia più giusto per raggiungere i miei obiettivi come preparatore fisico. Questo, chiaramente, non vale solo per discorsi come fc o potenza metabolica ma per tutto, perché sinceramente sono e sarò sempre io a decidere cosa possa essere giusto o no per me o per un mio atleta…e su questo non penso ci sia o ci sarà mai nulla di male.

    • laltrametodologia 6 marzo 2014 at 16:47 #

      di quale scienza parli , quella ufficiale che usa l’intervallo RR per continuare a vendere frequenzimetri e che si autoperpetua come la nostra classe politica ?? allora non parliamo neanche . Credo piu ai risultati dei singoli disinteressati all impact factor ma interessati ai migliormenti materiali piu complessivi non se uno salta di piu .
      Ribadisco che non si puo mettere sullo stesso piano la Fc con altri sistemi attuali ne si puo affermare che il carico interno ce lo determina la FC ,l’rpe , e forse neanche le analisi ormonali al livello attuali quindi , non riempiamoci la bocca di parole senza senso .
      Quello che determini con discreta precisione , e speriamo diventi sempre piu preciso, è solo il carico esterno se lo basi su parametri meccanici , le altre sono cazzate assolute che fanno solo perdere tempo e far credere a due imbecilli che si sentono superiori agli allenatori .
      Poi di quello che decidi tu per te e i tuoi calciatori o atleti a me non importa molto visto che non hai esperienza , non ho certo nessun interesse a controllarti .Ma non raccontare qui dentro cose che ti sono riferite da altri su cui non hai neanche la benche minima esperienza per poter fare affermazioni serie

      • aldo salerno 24 aprile 2014 at 14:56 #

        Grande prof. !!!!!

  9. Simone Quadrani 6 marzo 2014 at 16:59 #

    Io non ho raccontato nulla di quello che si dice a Coverciano…anzi…ho scritto solo un mio pensiero, che può essere condiviso oppure no.
    Penso che poter parlare ed esprime una propria idea/opinione, giusta o sbagliata che sia, é alla base della crescita individuale e collettiva di tutti.
    Solo su una cosa non sono d’accordo, non avere esperienza non é per forza sinonimo di incapacità o non per forza significa che ciò che propone un “novello” non possa essere interessante. Chiaramente non parlo di me, ma il mio é un discorso generale.

    • laltrametodologia 6 marzo 2014 at 18:58 #

      Non avere esperienza significa che prima di dire una cosa uno la deve provare avere qualche numero per poter suffragare o rigettare la propria tesi. questo vale anche se uno non scrive sui giornaletti impattati degli amici degli amici . Quindi non si pontifica su cose che non si sono provate come hai fatto tu , sembrava che ne avessi gia provate tutte . Se vuoi esprimere pensieri in liberta c’è facebook dove hai gia scritto altre “cazzate” sulle ripetute sui 1000 etc . O hai qualcosa da mostrare di fatto oppure evita su questo blog di incensare quello che ti hanno detto a Coverciano ( parli come loro ) magari anche sperando in qualche cosa altro da loro . E ti faccio presente che da questo momento non pubblichero piu altre tue eventuali risposte .Qui abbiamo una direzione ed un obbiettivo molto chiaro che è diametralmente opposto alle tue provocazioni da restaurazione che ti puoi fare fuori da qui .

  10. Fabio Esposito 7 marzo 2014 at 14:31 #

    Il prof. Colli negli ultimi interventi è stato forse un pò “duro” ma credetemi è l’unico modo per mettere in chiaro le cose. Leggere le ultime dichiarazioni emerse dopo la gara della nostra nazionale contro la Spagna ci fa cadere veramente le braccia. E’ giunto il momento che la figura del “preparatore atletico” nel calcio venga ristrutturata completamente e sinceramente credo che sia ormai una figura obsoleta che vada addirittura tolta dall’organigramma dei “tecnici” per essere sostituita da nuove figure più specializzate. Ciò comporterebbe l’eliminazione anche di cariche “politiche” ed in Italia si sa che non interessa “la cultura” ma l’apparenza. Tutte le persone che credono a ciò che sto scrivendo devono fare in modo di divulgare una “cultura diversa” nel mondo del calcio e far capire agli allenatori che sono loro ad allenare veramente la squadra e che tutte le figure di uno staff devono essere solo da supporto all’allenatore per metterlo nelle migliori condizioni di lavoro. Inoltre facciamo in modo che questo blog resti vivo e che il prof. Colli mantenga la voglia e l’entusiasmo che fino ad ora ha mostrato perchè resta uno dei pochi se non l’unico che possa parlare “veramente” di metodologia dell’allenamento e possa darci sempre nuovi spunti di riflessione.
    Non dimenticate mai che senza Colli e Di Prampero noi oggi saremmo ancora a parlare del “nulla”.

    • Armandofucci 8 marzo 2014 at 08:01 #

      Con molto piacere vedo che da un mio contributo nasce una forte discussione che va oltre l’argomento stesso del l’audio video. Comunque credo che sia giusto esprimere anche la mia opinione in merito. È arrivato il momento di capitalizzare questo ” grido di allarme” che stiamo lanciando tutti ultimamente. Apriamo gli occhi oppure tra poco della figura obsoleta ed arcaica del preparatore atletico non resterà più niente. Mentre il calcio certamente avrà bisogno, nello staff tecnico,m di una figura competente in materia ( metodologia dell’allenamento riferita alla disciplina sportiva allenata), e questo deve essere l’allenatore fisico.
      Quindi, dopo le osservazioni anche del mio audio video, non può esistere che si arrivi al campo, ed il preparatore dica :” mister oggi io faccio un lavoro aerobico all’85% della fcmax , metre lei cosa mister, cosa fa: 35′ di tecnica ?”.
      Oppure dopo che il mister ha fatto un lavoro tecnico tattico, il preparatore dice :” mister abbiamo lavorato all84% della fcmax”!
      Ecco, credo che sia arrivato il momento di svoltare!
      Sono ,come sempre ,sincero: tutto questo interesserà solo il preparatore che può mettere ” sul tavolo ” solo la sua competenza e professionalità , chi è certo di lavorare comunque ( vuoi perchè legato ad un allenatore forte o perchè legato ad una società ) molto probabilmente non avverte enorme avvertirà questa esigenza. Non tutti, ma molti fanno cosi. Signori , se adesso che , grazie a persone competenti come Colli e scienziati come di Prampero, sappiamo molto di piu dello sport che alleniamo e non mettiamo in pratica queste cose, non credo che il treno passi sempre.

  11. Alfredo Genco 9 marzo 2014 at 12:54 #

    Come sempre chiaro e diretto nelle riflessioni condivise. Complimenti Prof.
    In merito alla riflessione finale, la scelta tra carico interno e carico esterno, sicuramente conoscere cosa realmente esprime il giocatore in campo è un qualcosa che secondo il mio modesto parere non può essere rimpiazzato dal monitoraggio di un parametro (F.C.) estremamente condizionato da fattori esterni e che non riporta un quadro esaustivo del reale sforzo del calciatore (non il maratoneta o mezzofondista). Sicuramente anche il carico esterno può essere condizionato (regole, spazi, tempi, sistema di gioco) ma sono parametri che possono essere controllati ed è qui che subentra la necessità di rivoluzionare la nostra figura, essere esperti nel disegnare insieme all’allenatore il condizionamento adatto alle nostre esigenze e i nostri obiettivi.
    E tutto questo, sinceramente, (per quanto dicono i grandi scienziati del “SE NON FAI LE RIPETUTE NON ARRIVI A FINE STAGIONE”), non può essere fatto valutando un unico e solo dato cardiaco.
    Ora però esprimo una considerazione che non sò se condivisibile da tutti. Noi preparatori è bene che ci accorgiamo della necessità del cambiamento da preparatori atletici ad ALLENATORI FISICI…..
    però un qualcosa deve anche cambiare da parte degli allenatori, non tutti sono pronti (o capaci) a questo cambiamento, il preparatore è tenuto anche a far scattare la molla nella testa degli allenatori con cui sta…
    ma se questa molla non scatta, cosa si fa, si fa una scelta etica…non condivido le proposte…quindi non alleno???

  12. ArmandoFucci 10 marzo 2014 at 13:03 #

    Ciao Alfredo . In relazione alla tua osservazione finale: hai centrato il vero problema. La fase più delicata di questo nuovo processo è il coinvolgimento degli allenatori. Riuscire a far capire loro che con questo metodo viene esaltato ancor di più la loro idea allenante. Ci vorrà del tempo, ma sarà questa la strada da percorrere. Sarebbe importante che già dai corsi per allenatori UEFA B venisse indicata questa strada, per poi intervenire l’allenatore fisico ad approfondire il tutto.
    Alfredo, capisco anche la tua ” dolorosa” riflessione finale . Purtroppo se ho bisogno di lavorare, dopo vari tentativi per far capire l’utilità di una certa metodologia, sono costretto a ” sopravvivere”. Comunque prima di desistere bisogna tentarle tutte . E in tutti i modi a coinvolgere l’allenatore . A volte dopo vari tentativi, e piano piano ,iniziano ad accettare le proposte. Non dimentichiamoci che li sottoponiamo ad una vera e proria rivoluzione , in molti casi. Se invece vivo il privilegio di poter scegliere, allora aspetto ” tempi migliori” , ringrazio e vado via. Ci sono altre strade?

    • Fabrizio Tafani 11 marzo 2014 at 09:56 #

      Caro Armando prima di ogni cosa ti faccio i più sentiti complimenti per il lavoro che hai proposto che rafforza ancora quello che da tempo,grazie al blog e a Roberto,stiamo ripetendo….
      Il carico esterno ci consente di avere un quadro assai chiaro di quello che proponiamo…a meno che non intendiamo allenare i nostri calciatori come mezzofondisti,fondisti o maratoneti….
      In quanto alle riflessioni di Alfredo dico che non è facile cambiare le concezioni di allenamento dei nostri mister, però è fondamentale che proprio noi quotidianamente lo mettiamo in grado di capire quello che propone,informandolo e rendendolo partecipe in toto nelle nostre analisi e riflessioni….ci dobbiamo ricordare quando noi all’inizio dell’utilizzo dei gps e della sinottica ci domandavamo tante cose ed avevamo tanti dubbi e incertezze…poi con il passare del tempo siamo riusciti a “capire” l’importanza di usufruire di questi sistemi e siamo riusciti a dare qualità ai nostri lavori….secondo me con il nostro allenatore dobbiamo ripercorrere lo stesso tragitto e la nostra bravura sarà proprio quella di fargli capire l’importanza di tutto ciò….ossia il primo beneficiario sarà proprio lui che così facendo renderà i suoi lavori davvero qualitativi non solo negli aspetti tecnico tattici ma naturalmente anche dal punto di vista fisico…
      Un grande abbraccio ad Armando e un caro saluto ad Alfredo…
      E sempre forza Savoia….

      • Armando Fucci 11 marzo 2014 at 20:06 #

        Come non condividere in pieno le parole di Fabrizio Tafani. Il nostro compito sarà proprio questo, e far capire al mister che il primo beneficiario sarà proprio lui e verrà esaltata la sua idea allenante.
        Grazie ancora Fabrizio e forza Palermo!

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