Modello prestativo degli allievi d’elite (Tabarelli) 1a parte

ATTENZIONE PER CHI HA AVUTO PROBLEMI NELLO SCARICO DEL FILMATO HO NUOVAMENTE MESSO UNA VERSIONE COMPRESSA CHE NON DOVREBBE PIU DARE RITARDI TRA VIDEO E VOCE

Con grande piacere oggi ospitiamo la prima parte di un audiovideo realizzato da un nostro sottoscrittore Daniele Tabarelli che porta la sua personale raccolta dati per identificare il modello prestativo della sua squadra allievi elite. Oltre ad averci fatto la tesi a Scienze Motorie, Daniele ha secondo me recepito molto bene il messaggio che ciascuno deve studiare l'ambiente in cui si trova e non ricevere indicazioni dall'alto da pochi "illuminati", scienziati della minchia che non sanno niente ma pontificano.

Ed inoltre fa una cosa, che spero sia la prima di una lunga serie, di iniziare a fornire contributi in questo blog da chi fino a qualche me fa era solo un attento lettore, ed oggi diventa protagonista, e si espone anche alla possibilità di ricevere critiche. Mi farebbe molto piacere che tanta gente che legge questo blog si senta parte attiva di questo scambio culturale, portando la propria anche limitata esperienza per far girare notizie più vere sull'allenamento del calcio o di altri sport che altrimenti rimangono confinati a quattro facce da rincoglioniti che pensano di sapere tutto anche se non fanno niente e non mettono mai il piede in campo.

Questa sarebbe la seconda rivoluzione e spero che quindi tutti quelli che so hanno un esperienza sviluppata con dati e cifre si convincano a mettersi in gioco.

7 Responses to Modello prestativo degli allievi d’elite (Tabarelli) 1a parte

  1. ArmandoFucci 19 marzo 2014 at 16:11 #

    Bellissimo contributo di Daniele. Sicuramente la seconda parte sarà altrettanto interessante. Come sempre Coli aveva ragione: per alimentare sempre di più il nostro blog- agorà , abbiamo bisogno del contributo di tanti sostenitori del blog stesso. L’analisi dettagliata fatta da Daniele deve essere da sprono a tutti, perché si può fare ricerca sempre.

  2. marco fioraso 20 marzo 2014 at 09:59 #

    Ciao Daniele, complimenti per l’audiovideo. Io vorrei farne uno di simile per la categoria junior nazionale, aspetto la fine della stagione quando avrò i dati completi. C’è un aspetto che mi ha colpito fin da subito nella mia raccolta e che hai riportato anche tu: la % di distanza equivalente è maggiore nella categoria analizzata rispetto agli senior, cosa che riscontro anche nei miei dati. Mi sembra di capire che i ragazzi corrono spesso in accelerazione ma che tali parametri non raggiungono le soglie per essere definiti di alta qualità, per tanto poi le percentuali di ACC. e decc. sono più basse. Inoltre si prendono tempi di recupero più lunghi, per cui partono da wattaggi bassi, ed è più facile produrre spostamenti in accelerazione anche se non considerati intensi. Cosa ne pensi?

    • DANIELE TABARELLI 20 marzo 2014 at 14:05 #

      Grazie Marco
      quello che sottolinei è proprio uno dei punti che mi ha fatto più riflettere. Acc.,Dec. e Velocità int. più basse e %Dist. Equiv. maggiore?
      Non starei tanto a vedere le tipologie dei tempi di recupero se sono più lunghi o più corti, in quanto dipendono dal numero di Az.Int. al minuto che “spezzano le pause” (Az.Int.>Senior) ma più che altro dal wattaggio di partenza, trascorrono più tempo tra 0-5W. Mi trovi assolutamente d’accordo nel dire che fanno Acc. ed in parte Dec. di “bassa qualità”(ovvero Acc. inferiori al 50%del massimo raggiungibile a quella velocità).
      A mio avviso questo dovuto ad una diversa “Armonia” di spostamento TATTICA DI SQUADRA ed una differente qualità della TECNICA DI SQUADRA E TECNICA INDIVIDUALE nello specifico passaggio e controllo.

      Magari in questo dibattito qualcuno avrà una giustificazione più plausibile e corretta, ma è proprio questo il bello del blog, il confronto. La paura di confrontarci e di sbagliare ha lasciato spazio all’accettare tutto quello che ci veniva insegnato, detto e spesso inculcato.
      Un ringraziamento anche al prof Fucci per le sue osservazioni positive sul mio audiovideo

  3. nunzio bertano 24 marzo 2014 at 23:27 #

    Grande lavoro Daniele, una cosa mi chiedo e vi chiedo, hai parlato del test di Gacon per individuare la vam, è il test corretto per avere un valore attendibile e veritiero o sarebbe meglio intraprendere un’ altra strada? Grazie al prof. Colli e a tutti i sostenitori del blog perchè questo rappresenta un vero punto di riferimento.

    • DANIELE TABARELLI 26 marzo 2014 at 01:26 #

      Grazie mille Nunzio,
      la ricerca più recente sul test di Gacon è questa,
      “Validity and Reliability of the 45-15 Test for Aerobic Fitness in Young Soccer Players” by Castagna C, Iellamo F, Impellizzeri FM, Manzi V International Journal of Sports Physiology and Performance. 2013

      Loro confermano la validità del test per determinare la V.A.M.. Possiamo discutere sul metodo usato nella determinazione del VO2max (tredmill – pendenza 1%), nella determinazione della V.A.M.. (lattato – frequenza cardiaca) e di conseguenza il relativo confronto dei due dati ricavati.
      Ma ammesso e non concesso che la ricerca eseguita è svolta correttamente e possiamo con certezza dire che la V.A.M. ricavata dal test di Gacon è attendibile, alla luce dei dati esposti nel blog da ormai quasi 4 anni, mi sorge una domanda COME LA USI NEL CALCIO E COSA VORRESTI MIGLIORARE? (Per incrementare il Vo2max? Per migliorare la velocità di soglia? Per la resistenza?)
      Io credo che molto si possa riassumere in una parola. ECONOMICITA’ del gesto specifico. Oggi, abbiamo la possibilità di “pesare” le esercitazioni con la PALLA, a cosa ci serve la V.A.M.?

  4. Alfredo Genco 27 marzo 2014 at 11:20 #

    Complimenti Daniele, analisi molto interessante, trovare lavori sul settore giovanile di questo tipo è davvero impossibile, dare una chiara immagine del modello prestativo del giovane calciatore nelle varie categorie è necessario per gli addetti ai lavori. Spero anch’io di contribuire in tal senso con dei dati su Allievi Nazionali I e II div., e rafforzare la tesi emersa dalla tua analisi sulle differenze tra i vari livelli della categoria Allievi.
    Infatti sulle acc e dec intense e il valore di %dist equiv ho notato anch’io differenze simili alle tue rispetto al modello della Serie A, in misura minore ma comunque differenti. Secondo il mio parere questa tua analisi deve essere anche di supporto a tutti quelli che attivamente lavorano con gps, a pensare che è pur necessario avere un modello di riferimento, ma molto meglio creare il modello prestativo della propria squadra. Infatti ho avuto il modo di raccogliere dati su partite di una prima squadra di Lega Pro, e ho notato differenze rispetto al modello di riferimento per alcune variabili della sinottica, (sicuramente va fatto un’analisi più approfondita), riflettendo come il livello del campionato, la squadra e il suo valore incidono sul modello…
    Quindi in sintesi il messaggio è quello di osservare, analizzare e condividere come ha fatto Daniele.

  5. marco fioraso 28 marzo 2014 at 19:10 #

    Ciao Daniele ti chiedo una cosa: utilizzi il foglio delle reiterazione per programmare dei lavori intermittenti? Visto che ogni categoria presenta tempi diversi di reiterazione dell’azione, la programmazione del lavoro a secco potrebbe seguire questa strada? Anche se sappiamo che posso rappresentare una minima parte del carico settimanale…

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