Allenamento della forza funzionale nel calcio di Tafani, Andorlini, Puleo (4a parte)

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Dopo aver passato le vacanze di Pasqua in assoluta fede vegetariana (eheheh), oggi ringrazio ancora gli autori dell'audiovideo Tafani, Andorlini e Puleo (al loro penultimo sforzo parlandoci di allenamento funzionale con lo snodo-trainer e l'isoinerziale) perché nonostante le mille difficoltà e lunghezze di trasferte che il loro campionato comporta continuano a sfornare interessanti idee e proposte sull'allenamento funzionale, ed anche fanno vedere come lo sviluppano praticamente. Quando sei sul campo quasi automaticamente ti accorgi cosa funziona e cosa non funziona, fai delle scelte e procedi, anche perché ti trovi di fronte a 20 persone che a volte eseguono l'esercizio con "tecnica" diversa e spesso perdi più tempo a correggerlo che ad insegnarglielo e invece di fare cose belle per i filmati ma eseguite male, ti devi fermare un po' per evitare che l'esercizio venga fatto male e quindi non abbia alcun effetto. Non si può correggere tutto, bisogna capire la correzione fondamentale da fare e accontentarsi sugli altri particolari, quindi chiedersi sempre qual è l'obiettivo principale di quell'esercizio e non sceglierlo per coreografia. A quel punto diventa importante modificare, se è meno importante, solo la modalità di arrivo o invece di partenza.

Credo che la strada sulle basi dell'allenamento funzionale sia ben tracciata da loro e da questa non ci possiamo discostarci come principi, mentre invece diventa decisivo a questo punto come e cosa correggere, valutare visivamente con dei filmati come cambia e se cambia il modo di sviluppare lo stesso esercizio dopo un certo periodo, la posizione delle ginocchia nelle torsioni, gli angoli di impatto, la posizione del busto nelle frenate e nelle azioni di spinta etc. Ciascuno si troverà con molti problemi e probabilmente dovrà decidere su cosa agire, su cosa è principale e cosa secondario, e questa è la bellezza del lavoro pratico: scegliere cosa conta di più.

Secondo il mio punto di vista da dopo questi filmati sulla forza funzionale il passo successivo ed i filmati successivi dovranno essere orientati sull'analisi, progressione e controllo che potremo fare sui nostri giocatori, siano essi senior o giovani.

7 Responses to Allenamento della forza funzionale nel calcio di Tafani, Andorlini, Puleo (4a parte)

  1. Davide Sganzerla 23 aprile 2014 at 09:55 #

    Probabilmente la mia domanda è stupida ma in una seduta di forza quanti esercizi proponete e soprattutto quante serie e ripetizioni fate fare? grazie in anticipo per la risposta e grazie per questi interessantissimi audiovideo

    • Fabrizio Tafani 5 maggio 2014 at 07:20 #

      Ciao Davide,
      come dicevo già nell’audiovideo i “pacchetti predeterminati” non esistono…bisogna capire ed analizzare la nostra situazione “chi dobbiamo allenare?…come dobbiamo allenarlo?….e soprattutto per che cosa dobbiamo allenarlo….questo secondo il mio punto di vista risulta essere davvero fondamentale e da questo poi scaturiranno numero di esercizi, serie, ripetizioni,ecccc…comunque in totale i nostri circuiti si compongono sempre di 8-10 esercizi fondamentali….

  2. antonio di vicino 24 aprile 2014 at 23:03 #

    complimenti per i 4 audiovideo,mi rendo conto dell’impegno per chi allena nel fare un lavoro del genere, sono d’accordo con il prof. , penso che una volta stabiliti i principi il problema passa alla valutazione funzionale ,alle priorità, alla scelta degli esercizi , a catalogare gli stessi dal semplice al complesso , a definire la tecnica di esecuzione.Le torsioni con lo snodo ad esempio mi sembrano già un livello avanzato sull’allenamento del core ,mentre per le spinte preferisco manubri,bilancieri o altro ma in verticale ,proprio per coinvolgere in modo funzionale la muscolatura dell’addome .Sempre sullo snodo ci sarebbe da definire la tecnica della spinta, la scapola secondo me va stabilizzata ,invece i movimenti di torsione dovrebbero essere a livello della spina toracica con quella lombare stabilizzata o in alternativa coinvolgere le anche , non con anche bloccate e torsione su zona lombare.

    • Fabrizio Tafani 5 maggio 2014 at 07:30 #

      Ciao Antonio,
      Grazie per i complimenti ed aggiungo che in effetti creare audiovideo come questo richiedono tempo ed attenzione….però sono anche uno dei modi migliori per discutere e dibattere su certe tematiche….l’obiettivo principale infatti è quello di ragionare su ciò che si propone ed attraverso la discussione e l’apporto di tutti di migliorare e perfezionare le nostre conoscenze….questo significa crescere professionalmente e proprio grazie a Roberto ed al nostro blog penso che siamo sulla strada giusta!!!

  3. Simone Ripamonti 27 aprile 2014 at 23:46 #

    Faccio anche io i miei compliementi agli autori di questo audio video, ben suddiviso e molto didattico. Logicamente i complimenti vanno al gruppo di Roberto Colli che con grande passione e sacrificio riesce a tenere vivo questo bellissimo ed interssantissimo blog ricco di spunti pratici.

    Ho avuto la fortuna di avere Andorlini come docente a Coverciano e devo dire che la sua capacità di strutturare le proposte di lavoro, con una chiara progressione del livello di difficoltà, è notevole.

    Mi trovo in sintonia con il commento del collega Antonio perchè quando parliamo di efficienza del gesto motorio finalizzato ad un minor dispendio energetico non possiamo sottovalutare eventuali rischi traumatici dovuti ad una scorretta esecuzione.
    Credo che la vera sfida all’apprendimento del movimento funzionale sia nell’educazione alla corretta tecnica esecutiva, come giustamente sottolineato più volte da Puleo nell’audio video.
    Saper insegnare la tecnica trovando la giusta progressione didattica, avere la pazienza di fissare i concetti, tornare ai precedenti se serve…per poi progredire fino a raggiungere i livelli di difficoltà neuromotoria il più possibile simili a quelli di gara.

    Mi piacerebbe sapere dagli autori dell’audio video se hanno codificato una batteria di esercizi “speciali” che vengono utilizzati come modello di valutazione per definire sia il livello di partenza che gli step per progredire di livello.

    Grazie e complimenti ancora.

  4. Fabrizio Tafani 5 maggio 2014 at 07:38 #

    Ciao Simone….ti ringrazio per la stima nei nostri confronti….come dici tu avendo avuto già modo di ascoltare Alberto Andorlini avrai già una buona conoscenza per quel che riguarda la forza funzionale….per quel che concerne la tua domanda ti rispondo che la costruzione va fatta sull’atleta….come dice il mio mister bisogna trovare l’abito giusto da far indossare alla propria squadra e sono proprio le caratteristiche dei singoli giocatori che determinano la tattica di squadra…lo stesso vale per la strutturazione del processo di allenamento e di conseguenza per la forza funzionale

  5. fabio Cavargini 1 novembre 2014 at 12:14 #

    Salve prof, audiovideo molto interessanti e utili a comprendere l’impiego del metodo isoinerziale. Anche io propongo tale metodica per lo sviluppo della forza ed utilizzo come esercitazioni il 1/2 squat bipodalico, l’affondo frontale monopodalico avendo di mia proprietà il macchinario della desmotec con pianale. Personalmente abbino questi esercizi al tirante muscolare in 1/2 squat eccentrico con piastra del bilanciere al petto e ad esercitazioni di pliometria tipo CMJL con arrivo su plinto alto e concentrico a carico naturale con tep up con spinta esplosiva in appoggio su panca. Volevo chiederle solitamente che tipologia di forza cercate di allenare con l’isoinerziale e con quali inerzie (grande – piccola) volta alla forza massima dinamica oppure più esplosiva veloce?

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