Perché la potenza metabolica (Prof. di Prampero) va valutata come un dato meccanico e non metabolico

 

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Attenzione, non voglio minimamente entrare nella sfera dei migliaia di critici frustrati del lavoro del Prof. di Prampero sulla potenza metabolica, né sul suo concetto di accelerazione = corsa in salita a velocità costante per determinare la potenza.
Sono un credente ed un seguace del Prof su questa linea che considero sempre una grande rivoluzione.
Il fatto è che io non mi occupo di fisiologia in senso stretto, ma questa è secondaria per me, perché prima di tutto mi occupo di allenamento specifico.
Ha senso ormai secondo me parlare di metodologia dell'allenamento specifico. Rispetto a quando ho iniziato la mia attività 35 anni fa non esiste la metodologia di allenamento in termini assoluti, in quanto nessun principio può essere generale: pensate solo al concetto di progressività come cambia nel giocatore di calcio rispetto al kayaker che ha una gara importante l'anno. Non ho detto che non c'è il concetto di progressività, ma questo va adattato allo sport e all'evolversi delle gare.

Quindi parliamo di metodologia dell'allenamento per il calcio. Reputo quindi che il dato che ci fornisce il GPS sono dati di natura meccanica (cioè dovuti ad eventi cinematici e dinamici) e non rapportabili direttamente a ciò che spende effettivamente il calciatore per farli. E su questo sono sicuro che anche il Prof di Prampero è d'accordo. In questo lavoro che vedete e nel prossimo audiovideo viene dimostrato che:

a) l'idea del Prof. di Prampero sul rapporto accelerazione = corsa in salita a velocità costante è reale ed applicabile tramite la validazione da noi fatta con l'uso del metaboliemtro su 13 calciatori di serie A (spero se ne compiaccia anche il Prof di Prampero, abbiamo cercato di restituirgli un piccolo favore);

b) la riduzione della potenza metabolica a 5-Hz (da GPS a 10-Hz) è necessaria così come l'uso di formule derivate da Minetti e adattate alla situazione logistica;

c) che dobbiamo sempre leggere cosa succede in qualsiasi azione NON di tipo lineare come è stato fin adesso, perché ci sono mille rivoli di comprensione che possono portare a potenze diverse sulle stesse prove;

d) che il costo energetico in qualsiasi azione umana è decisivo per la performance, anche se difficile da misurare, ma questo deve essere sempre presente nella nostra mente quando pensiamo all'allenamento dove le componenti coordinative specifiche dominano sulle componenti condizionali e le asserviscono, non il contrario;

e) che spesso un alto V'O2max è indice di bassa coordinazione specifica e quindi i criteri di valutazione di esso sono assolutamente inutili principalmente per uno sport come il calcio e vanno presi con le molle anche per gli sport ciclici;

L'allenamento non è la fisiologia ma qualcosa di molto più complesso e non può essere ridotto ad essere sperimentato come se fosse un aspirina.

4 Responses to Perché la potenza metabolica (Prof. di Prampero) va valutata come un dato meccanico e non metabolico

  1. Francesco Veltri 3 agosto 2014 at 12:46 #

    La semplicità con la quale spiega alcuni concetti molto complessi è disarmante!
    A questo punto sorge spontanea una domanda…un test incrociato che valuti la potenza metabolica che viene dai gps e una dal metabolimetro non sarebbe importante farla?e unirla a una videoanalisi per sapere se effettivamente quello che per noi può essere un soggetto coordinato ed quindi economico,ha un costo energetico basso nella navetta?

    • laltrametodologia 4 agosto 2014 at 07:15 #

      ciao Francesco ,intanto grazie per aver svolto un commento che ormai risulta merce rara nel blog ,non so perchè: infatti le visite al blog e agli argomenti sono sempre altissime quasi 800-1000 al giorno ma nessuno commenta piu quindi io navigo al buio per ciò che riguarda l’interesse agli argomenti attuali del blog .
      Quello che tu dici è necessario per gli sport ciclici, per gli sport di squadra reputo impossibile oggettivare le azioni specifiche e quindi il calcolo del loro costo energetico : diventa un lavoro per gli sport scientist che non avendo nulla da fare e soprattutto pochissime idee che si copiano ormai da decenni potrebbero dilettarsi su questo ma senza riscontro pratico . Io mi accontento di una valutazione solo su stesso e sulle sua evoluzione ( ad esempio non mi basta un test navetta calcio di 8-10 min ,ma 3 valutazioni simili consecutive con breve recupero (max 2 minuti) ,senza sapere di preciso cosa è migliorato , se non un miglioramento complessivo di metabolismo e coordinazione . La vera rivoluzione di valutazione va fatta secondo me sull’andamento annuale del giocatore in situazioni di gara (cioè proprio mentre gioca nel corso dell’anno valutando come cambia , qualche cosa l ho accennata e la approfondirò nei prossimi audiovideo o in simulazioni specifiche di parziali gara in allenamento ( non certo gli SSG ) . I parametri da valutare sono tanti quanti quelli che ci sono nella sinottica , e nessuno di questi va perso di vista

  2. lorenzo riela 17 agosto 2014 at 22:43 #

    Ciao, ti chiedo se non sarebbe più opportuno mettere uno step con palla sul test navetta – calcio??

    • laltrametodologia 18 agosto 2014 at 09:51 #

      si può fare tutto quello che vuoi , basta che poi lo ripeti con le stesse modalità

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