Quanto conta la prestazione fisica nel vincere o perdere la partita? 1a parte

Stanno  per cominciare in Italia  i nuovi campionati di serie A e B sabato, e la prossima settimana saranno al via anche i campionati di Lega Pro, Serie D etc., mentre in Europa sono già partiti tutti con diverse settimane di anticipo.

E siamo pronti alle nuove cazzate dei telecronisti ed opinionisti sul tema della preparazione fisica e di come si dimostri secondo loro che una squadra sta bene: <<Ha gamba perché vince>>, e l'altra che perde invece ha sbagliato preparazione. Tutto ciò con la semplice sensazione, perché in quel momento si vede un giocatore veloce percorrere la fascia ad alta velocità, oppure una squadra che sembra correre di più dell'altra perche se ne sta rintanata nell'area e quattro giocatori fanno contropiede. Se invece girassero dei dati da parte delle società che fanno delle videoanalisi (complessivi), credo che farebbero un miglior servizio al calcio e a queste cazzate dette. Invece, cosa compare in sovraimpressione di tutto questo mastodontico e pagatissimo lavoro (è un po come i GPS, non si capisce perché debba costare il triplo di un onesto lavoro)?? La distanza percorsa dal giocatore o i passaggi riusciti.

Abbiamo assistito ad uno squallidissimo balletto quest'estate dove si cercava di giustificare la prestazione con i metri percorsi dalla squadra e dal giocatore, e sappiamo come è finita; bruciati insieme alla "casetta Manaus" e a tutti i capoccioni che hanno provato a fare a gara di prendersi il merito del risultato (guardate l'euforia dopo la vittoria sull'Inghilterra dove tutti si sono fatti avanti) e dove dopo l'eliminazione non c'è stata traccia di collaborazione.

Questo mio audiovideo (ed il successivo) mi è costato notti insonni perché quello che vedete è il frutto selezionato di una enormità di dati che sono stati incrociati al fine di trovare una relazione tra la prestazione fisica ed il risultato. ùNaturalmente è un primo approccio, ed è dedicato a tutti i bamboccioni scienziati che ancora giocano con la potenza aerobica e le correlazioni quando ci sono centinaia di aspetti che andrebbero studiati sulla prestazione calcistica, e soprattutto a quei preparatori troppo gasati che ancora credono che la loro squadra corra (e vinca) perché corre più degli altri, ostentandosi e facendosi belli con le penne del pavone che oggi iniziamo a spennare...

3 Responses to Quanto conta la prestazione fisica nel vincere o perdere la partita? 1a parte

  1. yuri fabbrizzi 26 agosto 2014 at 20:06 #

    ciao a tutti
    forse mi sbaglio, ma la diapositiva che più mi fa venire in mente una partita è quella delle azioni intense, con le due squadre che se la lottano per buona parte della partita e quella che perde che negli ultimi 20-25 minuti si butta in avanti e corre anche a prendere i palloni dalle mani dei raccattapalle, complice la squadra vincente che si mette dietro, e sparacchia la palla dove capita affidandosi a qualche contropiede e che indubbiamente lesina azioni di pressing, la classica mentalità all’italiana,
    sarebbe interessante confrontare questi dati per vedere se anche giocando con squadre straniere,magari inglesi, i parametri sono sempre simili oppure se come si vede ad occhio nudo, le squadre straniere hanno una mentalità un po’ più spregiudicata,(chelsea a parte :)!!! )
    secondo me ma non scopro di certo l’acqua calda, spesso è l’atteggiamento mentale, che porta a quello tattico, che fa correre più o meno e fa correre in modo migliore o peggiore
    poi noto come in serie a stanno fermi 16-17′ per tempo circa(se ho capito bene il recupero passivo)credo che in parte sia dovuto anche alle varie perdite di tempo che consentono di fermarsi letteralmente,
    l’anno scorso ho preso i tempi effettivi di 30 partite di lega pro e nei primi tempi su 46,3′ giocati di media ho riscontrato un tempo effettivo di 24′ mentre nei secondi su 49,2′ ben23,9′ di tempo effettivo
    se andiamo poi anche a vedere le multe fatte alle varie società per mancanza di palloni a bordo campo, capiamo meglio!!!
    in serie a sicuramente avendo puntati addosso molti occhi anche le perdite di tempo si riducono
    ancora se ho capito bene il rec passivo…,ci sono dei giocatori(intelligenti) che mentre gli altri recuperano passivamente, si spostano in mezzo al campo cercando di posizionarsi in modo da potersi risparmiare gli scatti intensi per recuperare un eventuale ritardo, probabilmente fanno meno azioni intense o scatti intensi, ma sono ugualmente la dove si trova la palla, chiaramente questo è un mio pensiero “visivo”, non ho dati, ma ho avuto qualcuno di questi giocatori
    spero di essere stato chiaro e grazie
    yuri

  2. yuri fabbrizzi 28 agosto 2014 at 07:18 #

    buon giorno
    avrei anche un’altra domanda da porre
    se non ricordo male nel video lei dice di aver lavorato sul discorso del recupero passivo durante l allenamento, intanto non ho capito bene in che modo , ma se lavoriamo sul recupero passivo, rendendolo un pò più attivo , credo che andiamo ad incidere sulla potenza metabolica in momenti in cui il gioco magari è fermo, quindi falsiamo un po’ i risultati? a meno che non si sia visto che le squadre che hanno vinto abbiano un recupero passivo minore quindi di sicuro potrebbe avere un fine… non so se mi spiego, ma credo che bisogna approfondire questo discorso sul rec passivo
    grazie

    • laltrametodologia 29 agosto 2014 at 07:14 #

      ciao Yuri purtroppo sei l’unico che fa domande su quest cosa che è serissima secondo me e alimenta il dibattito che spero trasferiremo su facebook grazie all’interessamento di Luca Scordo . Intanto ti dico che una prima parte di questi argomenti sul recupero sono stati oggetto di qualche audiovideo verso febbraio marzo unitamente alla mia relazione fatta al seminario di Firenze di marzo 2014 , poi si ci sono nell’ultimo audiovideo che dimostrano come le squadre con migliore risultato HANNO un recupero passivo inferiore . Per adesso ti fornisco dati inediti che sto organizzando di mettere in audiovideo che riguardano proprio i recuperi passivi durante le partite nel loro andamento annuale : nelle prime 8 partite di campionato abbiamo una media di 1572 secondi di fase passiva ( ripeto si intende il tempo in cui il calciatore è a 0-5 watt) , nelle seconde 8 parlimo di 1301 secondi , quindi un grosso calo che continua anche nel 3 periodo 1271″ e in piccola frazione anche nell’ultimo periodo 1239 . Come dire che Prandelli non ci ha capito nulla neanche su questo indicando che la forma dei giocatori peggiorava a marzo . Su questo i dati vanno letti ed interpretati , ma non c’è alcun dubbio che nel corso dell’anno , come mostra anche la potenza ma su questo aspetta l’audiovideo , i giocatori hanno un costante miglioramento di prestazione . Il maggiore salto lo si ha dalle prime 8 partite alle 2 diciamo quindi da fine ottobre a dicembre , poi i miglioramenti sono piccoli ma si lima qualcosa . Quindi dopo la preparazione la condizione della squadra difficilmente supera il 75-80% se proprio vogliamo dare i numeri . Poi ti farò vedere come reputo si possano migliorare questi dati , avendo degli studi ampi su questo argomento non quelle cagate ridicole e presuntuose proposte di cui si parla in questi giorni , con esperimenti su 4 allenamenti , io ho dati di 2 anni quindi ……..

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