Vincere o perdere le partite: qual è il ruolo della condizione fisica e di qualche scelta strategica e tattica? 2a parte

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Come temuto, sabato e domenica è ricominciato il fuoco di fila delle cazzate sulla preparazione fisica: la cosa bella è che ne parlano i commentatori tecnici ex calciatori che evidentemente hanno assorbito negli anni tutte le minchiate sparate dai preparatori per difendersi dalle accuse che la squadra non corre. Una cosa che è apparsa evidente - a chi guardando le partite ha fatto caso alla nuova grafica piccola in alto a sinistra - che alla fine dei secondi tempi di gara, il tempo effettivo di gioco difficilmente ha superato i 50'. Se guardate quello che ho scritto, e la diapositiva apposita che metterò nel prossimo audiovideo, capirete che anche quello è un indice di condizione delle squadre che diminuisce nel corso del prosieguo del campionato. Nessuno ha notato questo dei commentatori, ma tutto un florilegio di carichi di lavoro da smaltire (!?!?), gambe pesanti, brillantezza, giocatore di gamba, mamma mia come stiamo messi... ed è un peccato ripeto, perché di fatto i commenti tecnici a me sembrano in buona parte validi, se si occupassero solo di quello sarebbe meglio.

Se i commentatori venissero informati sulle potenze erogate e su altre amenità di questo genere, forse starebbero su questo punto un po' più zitti ed eviterebbero strafalcioni.

Oggi continuiamo sulla nostra disamina del rapporto tra alcune componenti fisiologiche durante le partite per vedere cosa accade se si vince e si perde, e lo facciamo usando anche qualche altro elemento che ricorda anche un po' le scelte strategiche e tattiche delle squadre, ma le vediamo non più in generale, ma dal punto di vista di una squadra: in pratica come usare la videoanalisi per capire se la mia squadra non solo è in condizione ma se le scelte tattiche e strategiche sviluppate sono poi utili per il risultato oppure no.

Vi prego di attendere, ma abbiamo tanta carne al fuoco per i prossimi audiovideo: tutta l'analisi mirata sui tempi di recupero e come cambiano nel corso dell'anno, i diversi ruoli e come cambiano le sinottiche, il rapporto tra partite giocate in casa e fuori, le diversità di prestazione contro squadre più alte o più basse in classifica, i moduli di gioco e le loro richieste "fisiche" in rapporto alla squadra e ai ruoli; insomma tanta roba, se volete, indicatemi cosa vorreste leggere prima, potrebbe essere un suggerimento valido...

8 Responses to Vincere o perdere le partite: qual è il ruolo della condizione fisica e di qualche scelta strategica e tattica? 2a parte

  1. Antonio Mazzone 1 settembre 2014 at 09:42 #

    Grazie Prof.Colli , come sempre chiaro ed esaustivo nell’abbattere i luoghi comuni che sono legati al calcio ..la squadra che vince corre di più!! squadra preparata benissimo fisicamente..!!!come se la prestazione fisica del calciatore potesse scindersi dal contesto tecnico-tattico. Le chiedevo in risposta al suo interrogativo se fosse possibile prima ascoltare l’audiovideo relativo alle richieste fisiche in rapporto al sistema di gioco e ai ruoli, credo che tanti colleghi oramai interagiscano quotidianamente con gli allenatori i quali cercano di confrontarsi per capire se un calciatore abbia o meno determinate caratteristiche fisiche per poter ricoprire un determinato ruolo in relazione al sistema di gioco che lui intende proporre, la ringrazio ancora prof, da un anno sostengo il blog e rinnoverò con immenso piacere e gratitudine la mia sottoscrizione , tra i tanti soldi spesi negli anni niente è paragonabile alle conoscenze che mi hanno fornito questi suoi contributi.

  2. yuri fabbrizzi 2 settembre 2014 at 20:23 #

    ciao a tutti
    intanto una domanda, ma la potenza nei 6/6 è vista con il tempo effettivo o con il totale?
    se vista con il totale, sicuramente è molto intaccata…a mio parere
    credo che vista con l’effettivo la squadra che perde possa essere ancora più alta di potenza(a meno che non perda 3-0 o che tra le due squadre ci sia un divario talmente alto da far sì che chi perde non creda nel pareggio)
    esprimo il mio pensiero anche se uguale a quello del prof
    in parte si è già risposto da solo,
    intanto ci sono molti aspetti che dipendono dal momento in cui cambia un risultato,quindi il baricentro, la posizione della palla, le potenze, i recuperi inattivi
    è chiaro come nel campionato italiano chi vince tenda a far fare la partita a chi perde, è un fatto culturale, solo in pochi continuano a fare l’opposto, ci sono squadre in italia( 2/3 )che se vincono e tolgono un attaccante (magari giocando a tre)inseriscono un altro attaccante,magari all’estero lo fanno di più non avendo risultati peggiori(soprattutto in coppe europee)
    quello che voglio carpire da questi video, non se ne offenda il prof(conosce la stima che ho per lui!!!),non è tanto la scoperta dell’acqua calda che se la squadra vince sta dietro, ma è un fatto di cambiamento culturale,il fatto di non nascondersi sempre dietro un risultato qualunque esso sia, ma di analizzare la partita in modo sereno, spesso i più grandi difetti li vediamo nelle sconfitte, ma al contrario sono nelle vittorie, solo che il risultato positivo è un oppiaceo
    spesso capita che quando perdiamo(e ve lo dice uno che è esperto) facciamo le più belle partite a livello fisico, fino al 90° senza fermarsi mai(e sei li in tribuna che dici caspita come si corre), solo che poi la palla deve passare quella riga tra i tre legni,(poi entri nello spogliatoio ed il direttore ti dice: “mi sembravano un po’ sulle gambe”e allora ti viene il dubbio di essere stato ad un’altra partita) e allora sta molto li la differenza, puoi fare tutto il possesso che ti pare,la corsa, la forza, ma la grande differenza poi la fanno le letture e le giocate individuali
    con questo non voglio sminuire il nostro lavoro, ma voglio dare una dimensione più calcistica alla nostra figura nel bene e nel male
    ciao

    • laltrametodologia 3 settembre 2014 at 07:04 #

      Andiamo per ordine : la potenza è calcolata sul tempo totale perchè quello è lo sforzo ed il conseguente dispendio , se cresce durante l’anno e diminuiscono i tempi di recupero e di pausa, è evidente che i giocatori si debbono prendere piu tempo quando sono meno preparati all’inizio e poi per effetto delle partite soprattutto , si allenano alla “resistenza ” della partita giocando , mantenendo la stessa potenza delle azioni intense ma diminuendo il recupero e quindi di fatto aumentando la potenza media .
      Le piu grandi scoperte sono quelle davanti ai nostri occhi e la scienza ( o se volete ) i numeri debbono tendere a darci delle risposte che in parte conosciamo .Ora con questo banale studio avete una carta in piu per dire che sta dicendo un sacco di cazzate il dirigente o allenatore che vi dice che la squadra non corre . Sarebbe una cosa molto utile che si facesse una rivendicazione sindacale , al fine di poter indossare il gps durante le gare ufficiali , cosi da avere delle riposte piu precise sulla prestazione della nostra squadra . Purtroppo la videoanalisi ,che sarebbe la soluzione ha dei costi non stratosferici come quelli richiesti in serie A ( oltre 2000 euro a partita ) consentirebbe di avere dei dati anche nelle categorie inferiori , ma ci vuole anche uno stadio con una tribuna sufficientemente alta e quindi si rischia che in legapro o serie D magari non è praticabile . Con l’analisi del gps si potrebbero aprire comunque scenari importanti legati anche magari all’acquisizione filmata della sola palla e dei suoi parametri . E con un semplice sistema di accorpamento via software dei dati acquisisti si potrebbero rimappare tutti i movimenti dei giocatori in un consesso di squadra ed in maniera dinamica , come appunto la videoanalisi . Questo avvicinerebbe molto di piu la prestazione fisica e quella tattica in un unica registrazione con un dispendio molto basso , per software globale ( 1 tantum) e per la videoanalisi della palla . In un colpo solo non fai piu test perche vedi l’andamento annuale del giocatore e della squadra nei parametri fisici sensibili , hai dati precisi da confutare tutto e tutti su chi corre e chi no e contemporaneamente il mister può leggere la partita anche in maniera piu schematica su tutto quello che abbiamo detto negli anni passati leggibili dalla videoanalisi , anzi di piu perche sicuramente potrebbe richiedere altre cose al software . Nel rugby ,un po piu sport di contatto del nostro , i gps sono legali in partita quindi direi che chi sa qual’è la strada lo faccia , anche interpellando lo stesso Conte che mi sembra di capire , apprezzi molto questa forma di analisi dell’allenamento .
      Una cosa da aggiungere senz’altro nell’analisi è ….il punteggio progressivo in modo da avere proprio una valutazione di quando sei sopra ,pareggi o perdi e poter valutare tutti gli altri parametri fisici e tattici in rapporto al risultato del momento e non solo a quello finale ( acqua calda o uovo di colombo , ma nessuno ci ha pensato visto che stanno tutti a studiare la potenza aerobica , sti coglioni !!)

  3. yuri fabbrizzi 3 settembre 2014 at 21:58 #

    so che in serie d da quest’anno, almeno nel girone che comprende le squadre marchigiane, è permesso l’uso di gps, credo che abbiano fatto un accordo con ksport credo si chiami così,
    spero che questa novità possa essere estesa anche tra i professionisti
    riguardo all’ultimo punto, effettivamente disponiamo di pochi lavori validi e soprattutto pratici, quindi ben venga l’acqua calda, che alla fine è la visione di una partita non condizionata da un pensiero o da una paura, spesso crediamo di non aver corso e magari è il contrario, o magari la nostra squadra si è adattata ad una situazione tattica
    se qualcuno ha a disposizione dei dati riguardo a questo campionato di serie d, ne può parlare, oppure oltre a mettere quelli della marca ne può mettere altri qstarz e magari si fa un quadro migliore

  4. domenico borelli 4 settembre 2014 at 09:19 #

    Buongiorno Prof. i video che hai proposto, mi hanno fatto pensare che ogni squadra pur percorrendo strade diverse raggiunge lo stesso risultato. Se i metodi ed i contenuti di allenamento sono differenti da squadra a squadra e il risultato agonistico è identico, allora vuol dire che l’uno vale l’altro purchè si dia importanza fondamentale alla gara ed agli allenamenti che ne imitano i parametri. Quindi 1000 o non 1000, forza alle macchine o funzionale non sono alla fine stimoli allenanti tali da indurre un adattamento alla gara. Allora va bene tutto? Su cosa dobbiamo concentrare il nostro lavoro? Forse è solo importante “non fare danni”? Cosa ne pensi? A presto Domenico.

    • laltrametodologia 4 settembre 2014 at 16:25 #

      ciao Domenico , non credo di essere in grado di dare una risposta completa alla tua domanda , ma qualcosa credo che ormai si capisca dopo quasi 3 anni di blog . La figura del preparatore atletico ( che usa mezzi e metodi di allenamento di questo sport) è morta e sepolta , chi viene dall’atletica se ne deve fare una ragione . Dobbiamo parlare di persone che conoscono il calcio , direttamente od indirettamente ( io giocavo in 3 categoria e avevo i piedi da zero a zero mi dicevano ) che hanno un ruolo molto diverso dai fantocci che dicono che fanno correre la squadra ( e non sanno neanche che non è vero e forse non serve neanche cosi tanto ) : bisogna correre in modo efficiente rispetto al gioco e all’avversario . Cosa dovranno fare mi azzardo in un elenco
      Per i lavori generali l’idea di non fare danni mi sembra molto azzeccata , se poi si pensa in rapporto al movimenti funzionali al calcio mi sembra la strada migliore ( quindi un rogo di tutte le macchine da palestra )
      Per il metabolico l’idea principe è allenare con il calcio e questo ruolo nuovo di consigliere dell’allenatore mi sembra il piu moderno possibile , anzi costringerà le nuove generazioni a prendere il patentino di allenatore almeno a livello piu basso per capire i rudimenti di base : se non si è fatto quello sport bisogna studiarlo ,non usare le esercitazioni che facevo nel mio sport !!!
      Bisogna arrendersi all’idea che sia la gara a dettare i principali adattamenti al carico e quindi i miglioramenti e ciò avviene indubitabilmente da quello che ho putto quantizzare io , in misura importante fino a novembre poi ancora puo essere sviluppata in piccola parte ed il girone di ritorno va mantenuto il livello raggiunto .
      Per fare ciò bisogna essere molto bravi a fare dei microcicli con volumi diversi nei diversi periodi e quest non è poco .
      Poi bisogna categorizzare le esercitazioni dell’allenatore , al fine che non faccia cazzate lattacide magari con lavori 2′ e poi stia fermo 4′ . E poi valutare quello che si è fatto usando cose diversissime da quelle fatte dalla mia ( e tua ) generazioni cioè i test analitici e fisiologici di base (bosco test,e tutti i vari yoyo e compagnia cantante ) : l’analisi della prestazione è decisiva non perche ci fa vincere ma perche ci fa capire se abbiamo vinto o perso con una buona o scarsa condizione fisica , naturalmente nel periodo e non nella singola partita .Poi rimane il recupero infortuni di cui non parlo
      Poi ce ne saranno mille altre di opzioni ,io credo che queste siano comunque tanto , e credo che sia veramente rivoluzionario e farebbe sparire dalla scena tante cornacchie con Impact factor che hanno solo rovinato l’approccio scientifico allo sport per la loro carriera e la pubblicazione idiota ma sul giornale di impatto , che di campo non sanno un cazzo e non saprebbero adattarsi a tutti questi cambiamenti .
      Naturalmente è solo la mia modesta opinione e se vuoi anche la mia modesta speranza per quel poco che mi resta da vedere .

      • fabio Cavargini 7 settembre 2014 at 11:53 #

        Salve a tutti, mi inserisco nel dibattito dell’impiego dei gps in competizioni ufficiali in quanto interessato al discorso e personalmente ritengo che se veramente tutti vogliamo (comprese le alte sfere della federazione) veramente cambiare la metodologia di allenamento del calciatore, abbattendo luoghi comuni e dicerie varie, l’impiego dei gps in gare ufficiali sarebbe per tutti (calciatori e tecnici) una grande utilità per comprendere ancora meglio le richieste metaboliche della gara al fine di analizare anche in maniere più dettagliata l’impegno metabolico ruolo per ruolo durante competizioni ufficiali dove anche la componente nervosa e motivazionale risulta essere a mio parere maggiore rispetto a gare amichevoli.
        Se posso esprimere una mia idea a riguardo credo che ognuno di noi ha una propria metodologia di lavoro, più o meno efficace o criticabile che dir si voglia e che dalla quale negli anni passati come tutti credo abbiamo preso aspetti positivi ed altri meno. Personalmente ritengo che grazie ai tanti studi svolti negli ultimi anni dal prof. Di prampero, del grande prof. Colli riguardo l’impegno metabolico e neuromuscolare del calciatore durante la prestazione oggi giorno abbiamo la grande fortuna rispetto ad alcuni anni fa (parlo in particolare per me che da circa 16 anni cerco di allenare il calciatore) di avere una fotografia molto più chiara e concreta del modello prestativo e funzionale del calciatore. Da diversi anni ho rivisto totalmente mezzi di allenamento sia per lo sviluppo della forza che della componente metabolica e ciò he mi ha spinto a fare questo è stato proprio lo stimolo a cambiare, a rendere l’allenamento il più funzionale possibile alle richieste muscolari e metaboliche del calciatore. Grande aiuto i questo me lo hanno dato i gps e credo fermamente che l’obbiettivo di tutti coloro che si occupano di allenare è cercare il più possibile di farlo in maniera logica, equilibrata e funzionale al modello prestativo dell’atleta indipendetemente dal risultato sportivo frutto di innumerevoli componenti che spesso esulano dal contesto fisico.

  5. Enrico Talpo 8 settembre 2014 at 15:42 #

    Complimenti! Lavoro, come al solito, completo e preciso.
    Sarebbe interessante verificare se qualche squadra straniera (quelle per inteso che hanno elaborato un modello prestativo che seguono da tempo e che serve anche per strutturare il lavoro di allenamento), segue lo stesso trend per quanto riguarda le risposte prestative.
    Implimentare dati statistici come il possesso palla con la zona di campo dove viene effettuato il possesso, la percentuale di passaggi effettuata e dove (quale zona di campo) questi passaggi hanno la percentuale maggiore di efficacia e precisione, credo servirebbe a farci capire ancora più elementi.

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