Ma le fibre veloci possono diventare lente? Chiacchere da bar (2a parte)

 

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Alla fine tutti parlano sempre di fisiologia e si dimenticano poi di dare dei criteri metodologici per l'allenamento. L'idea di mettersi il camice e scimmiottare i fisiologi è veramente una necessità intrinseca soprattutto per chi poi non ha basi e pratica metodologica. Chi non ha lavorato sul campo ma solo in laboratorio poi si vede subito, bisogna essere in grado di raccogliere dei dati ma sulla propria esperienza, altrimenti si vive la vita di un altro.

Detto questo oggi è la parte più dura, dobbiamo analizzare un confronto tra canottieri quando vanno in gara e come modificano i parametri della remata quando sono in allenamento a bassa frequenza di colpi. Qui è l'essenza del problema per avere più chiaro quale metodologia applicare in funzione della tecnica. I termini usati non saranno di tutti i giorni per molti, ma vi invito ad essere pazienti, quello che alla fine verrà fuori da tutto questo riguarda proprio - solo ed essenzialmente - l'allenamento, visto da una prospettiva integrata tra tecnica, intensità più basse e principi fisiologici.

Quindi il passaggio tra fibre veloci a lente è importante, ma legato ad altri aspetti ancora più decisivi, come la corretta riproposizione in allenamento di alcuni elementi chiave del gesto gara, che in certe situazioni non è dovuta alla forza applicata (in questo caso al remo). Non basta un remoergometro per essere ottimi canottieri...

 

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