Fibre veloci che diventano lente: chiacchiere da bar (3a parte)

 

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Riprendiamo il discorso su ciò che ci ha portato fuori strada per molti anni e cioè concepire l'allenamento (come volevano i medici) come una semplice una variazione microscopica della struttura delle nostre fibre, tra l'altro indipendente da tutto ciò che riguarda il controllo motorio. Ritorniamo quindi a parlare di forza resistente in questo caso ma con riferimento specifico, non come fanno quegli imbecilli che credono che con un circuit training possa essere sviluppata questa caratteristica negli sport specifici quando invece è solo per il fitness. Parliamo quindi di forza resistente e specifica per gli sport di RBd e RMd (resistenza di breve e media durata).

Volutamente non parlo di corsa, ma parlerò di ciclismo, canoa e canottaggio, come si valuta questa caratteristica essenziale per questi sport, e poi vi darò qualche spunto per come allenarla e anche soprattutto per come selezionare i soggetti più adatti o più allenabili a questa prestazione (anche nella prossima puntata).

È un mese che non parliamo di calcio, qualcuno è in astinenza?? Comunicatemelo che magari faccio intercalare un altro audiovideo su parametri del calcio prima della 4a parte sulle fibre, che mi rendo conto non è di facile digestione. Anche se suggerisco a quelli che allenano il calcio di leggere questo argomento, gli dico anche di non usare queste informazioni per allenare il calcio; la forza resistente nel calcio non esiste, così come nel calcio non si usano gli esercizi delle alzate olimpiche perché sono tutte bipodaliche e quindi non serve che nessuno ve le insegni, vi bastano pochi elementi da rilevare nella pesistica adattata, molto semplice e con elementi più adattabili al calcio, ne trovate a chili in questo blog.

Non portate il cervello all'ammasso e non fate diventare importante chi non lo è e non può proprio aiutarvi, anzi non gliene frega niente di aiutarvi ma cerca visibilità.

3 Responses to Fibre veloci che diventano lente: chiacchiere da bar (3a parte)

  1. rodrigo 28 novembre 2014 at 11:49 #

    buongiorno prof,son molti anni che faccio il preparatore fisico e come lei sono sempre in continua evoluzione e ricerca,non ho gli strumenti che ha lei ma mi limito a seguirla e astudiare anche sul campo i miei atleti.una cosa che da sempre mi sono chiesto è e guardando questultimo audiovideo mi si è accesa la lampadina….volevo chiederle…spesso mi chiedono che differenza cè tra l intermittente 30 30 il 20 20 e il 15 15….premetto che lavoro nel calcio da quasi sempre e sono molto convinto che il 30 30 sia quello che adopero di piu…ma la reale differenza tra i tre pur cercando in bibliografia non la riesco a trovare….lei cosa mi puo suggerire?grazie prof

    • laltrametodologia 2 dicembre 2014 at 12:33 #

      ciao guarda 2 anni fa ho fatto alcuni audiovideo sul sistema intermittente e le varie opzioni ed il modo di sceglierle in funzione di quello che devi allenare . E’ possible che magari a breve entro un mesetto faccia un audiovideo per rinfrescare alcuni concetti , intanto ti dico che anche per il calcio bisogna essere in grado di variare gli intermittenti dai concetti che possono servire agli sport di mezzofondo , dove necessitano di andature costanti e dove nel calcio necessitano piu velocità all’interno della stessa ripetizione di intermittente . Ma credo che siano concetti che lentamente dovremo abbandonare per una visione diversa del lavoro impostata sulla presenza di palla e avversari . Certo è gia meglio delle ripetute sui 1000 ma anche l’intermittente classico ha i giorni contati nel calcio secondo il mio parere

  2. rodrigo 2 dicembre 2014 at 18:25 #

    lo so prof,utilizzo l intermittente naturalmente inserendoci cambi di direzione adattandolo ai ruoli,ecc,non piu tanto in linea,ma in ogni caso non valuto che il 15 15 sia simile al 30 30 o al 10-30,anche se i valori della tavola sinottica sono molto simili in termini di vo2 e potenza metabolica,ho notato che i valori di fc max raggiunta sono abbastanza diversi anche se non saprei dire se questo dato è importante e da prender in considerazione; sicuramente l’impegno neuro muscolare non credo poi sia direttamente riscontrabile nei valori della tavola sinottica,in quanto e questo credo sia un limite di cui nessuno parla,credo che venga trascurato quella che l atleta indivdualmente SENTE….prof quello che voglio dire è che spesso (sembrera una stupidata)ma se faccio una semplice scala di borg l atleta che prova entrambi i lavori,15 15 e 30 30,non li trova”uguali”cosi come in alcuni parametri mi riscontra la tavola sinottica!spero di essermi spiegato

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