Allenamento intermittente: focus su durata e recupero

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Oggi avviso subito che l'audiovideo0, oltre ad essere solo per i sottoscrittori , è un po' complicato, in quanto dobbiamo lavorare su una tabella per valutare l'allenamento intermittente che tiene conto di molteplici parametri, incluso il V'O2. La medesima tabella anche per i sottoscrittori se volete me la richiedete, non l'allego perché sono certo che non molti arriveranno in fondo a questo audiovideo.

È paradossale che in Italia di questi argomenti non si discute tra gli allenatori, soprattutto sport di RBD e RMD, forse un po' nel nuoto. Se considerate il tempo che si perde a parlare di soglia, di VAM, di ripetute, che sono veramente semplici  da costruire...  costruire invece un lavoro intermittente mirato risulta molto più difficoltoso per le variabili che comporta: ma il beneficio, è a mio pensiero altissimo in termini di coordinazione specifica a ritmo gara.

Questo è per il 2014 l'ultimo audiovideo, ne riparliamo nel 2015 che cominceremo in maniera scoppiettante facendo un ampio excursus sulle accelerazioni nella fasi di partenza di diversi sport, dove già qualcuno ci ha fatto ridere piazzando l'accelerazione massima dopo 2" e facendoci capire che certi calcoli li dobbiamo far fare (o farceli spiegare che è meglio) da chi capisce di fisica; noi invece facciamo educazione fisica che è un po' diverso.

Vi invito come sempre a discutere, se possibile sulla pagina facebook, ed evitate di farlo qui che oramai è pieno di spam, anche a farmi delle domande di approfondimento da cui - se sono in grado - posso prendere spunto per riprendere argomenti che magari consideravo acquisiti come in questo caso, ma che mi hanno costretto ad un bel brain storm per sfornare qualcosa di più approfondito e spero utile. E non vi preoccupate, torneremo anche a parlare di calcio...

2 Responses to Allenamento intermittente: focus su durata e recupero

  1. rodrigo baldelli 15 gennaio 2015 at 12:07 #

    bhe,questo audiovideo è veramente la serieA.Credo uno degli audiovideo piu interessanti che ho visto,il problema prof,sorge quando e qui lo devo dire,la maggior parte dei preparatori non ha gli strumenti necessari o adatti per valutare la vam,ma si deve basare su test da campo.Mi chiedo allora,un giovane che vuole imparare a far il preparatore fisico,che si deve basare inizialmete sui vari test da campo,quale puo utilizzare?sappiamo benissimo che il test di leger non misura la vam,ma ci da indicativamente solo la fcmax,ma spesso nelle universita dicono il contrario.Lei cosa suggerisce?

    • laltrametodologia 21 gennaio 2015 at 09:00 #

      scusa il ritardo della rispsota ma sto facendo la tesi di dottorato e sono in ritardo . Per me la VAM è improtante misurarla in uno che fa mezzofondo ( gare da 2 a 8 minuti ) al calciatore do valori oscillanti da 16 a 18 kmh e non ci penso piu . Quello che dicono all’università è quasi tutto sbagliato e soprattutto datato Nel leger o yoyo endurance l’unica cosa che ricavi la prima volta è la FCmax , non so se la seconda il calciatore ti arriva quindi prendi quel dato per buono e fallo una volta nella vita del calciatore e spera che i tuoi colleghi se l”hanno fatto te la diano la FCMAX , per quello che ti potrà servire e sbattitene di doverla calcolare la Vam al calciatore . Non allenare i metabolismi del calciatore a secco se non per qualche allenamento a inizio anno e misura invece l’impegno metabolico delle sue esercitazioni tecnico-tattiche; un gps costa meno di un cardiofrequenzimetro quindi …..

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