Frenate monopodaliche (Colli Lucarini,Barnaba,Lopetuso)

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Dopo una piccolo inciso sull'utilità dell metodo d'urto , oggi iniziamo con la parte dedicata alle azioni reattive monopodaliche , quando lo sono e se variando il vettore della forza abbiamo differenze significative di pattern motori , muscoli impegnati etc . Iniziamo da un vecchissimo metodo da cui ho preso spunto negli anni 70 e cioè le frenate da cadute molto elevate ( 2-3 metri ) con atterraggio bipodalico ad angoli prestabiliti su un tappetino della ginnastica attrezzistica tipo Fonti ,introdotto dai cubani della pallavolo . Già a quel tempo per tanti motivi l'ho modificato con frenate monopodaliche da altezze dimezzate e l ho utilizzato ogni tanto nelle mie progressioni di forza . Avere l'opportunità di descriverla con pedana ed EMG mi ha riportato indietro di oltre 40 anni e soprattutto di capire che in qualsiasi azione balistica esiste poi una modalità di frenata che può essere anch'essa allenante ed allenata , perche cadere da un altezza e atterrare con una gamba sola va appunto progressivamente migliorata . E questo è molto presente poi nella pesistica adattata , quella vera.....

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