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Un po’ di storia: modello prestativo del basket (1985!)

modello basket 1985

(by RColli) Non so se mi sto facendo prendere dalla nostalgia, ma questo lavoro per me ha rappresentato un cambiamento di mentalità: non si possono proporre sistemi e metodiche d'allenamento se non si conosce come avviene la prestazione. In quel tempo, e ancora per molti adesso, eravamo tutti bloccati dalla differenziazione in categorie per capacità condizionali e capacità coordinative, distinzione importata soprattutto dall'Est, ragionando come se potessimo gonfiare a dismisura una di queste per migliorare la prestazione finale. Ad esempio: l'aumento della forza massima sviluppata magari con le macchine (che in quel periodo cominciavano ad andare di moda), si pensava potesse automaticamente garantirci una maggiore accelerazione... Continue Reading →

Cos’è il 100% dell’intensità? A che parametro si riferisce?

(by RColli) A cosa faccio riferimento quando dico: "Mi alleno al 100% dell'intensità"? Uno dei concetti più sbagliati che si è mai applicato (putroppo da tempo immemorabile) nell'allenamento, è quello dell'alta intensità riferita a categorie fisiologiche (soprattutto il V'O2max) invece che alla prestazione e alla potenza espressa in essa. Se accettiamo (e non dobbiamo farlo se si parla di sport, possiamo accettarlo solo se parliamo di fitness) che l'alta intensità sia lavorare al 100% del V'O2max, siamo fuori strada.
Pensando ad esempio di applicare questo concetto all'allenamento di un ciclista inseguitore (prova di 4' che si sviluppa al 120-130% della VAM), per lui l'allenamento alla VAM sarà sicuramente submassimale. Al contrario, per un maratoneta, l'allenamento alla VAM (la gara si fa al 75-80% della VAM) sarà di intensità sovramassimale. In nessuno dei due casi siamo nel giusto, e quindi neanche negli sport di squadra. Continue Reading →

Le prime applicazioni dell’allenamento intermittente

(by RColli) Oggi proponiamo la 3a parte dell'articolo sul kayak del 1989 dove trovate la descrizione dell'allenamento intermittente e le prime prove fatte con esso per cercare di rendere più specifico l'allenamento a ritmi più vicini alla gara. Ci lavoravamo su da un paio d'anni e quindi non avevamo l'esperienza necessaria per manipolarlo bene come invece abbiamo fatto negli anni successivi. Lo chiamavamo "frazionato", e Bosco mi cazziò come sempre dandomi invece la giusta definizione di intermittente che adottammo negli anni successivi. Infatti, il lavoro intermittente è nato nel 1947 da Christensen, ma in Italia a livello di allenatori credo lo conoscesse solo il compianto Castagnetti, che lo applicava con i suoi nuotatori ed era considerato un eretico dalla FIN. Continue Reading →

Finalmente si riparla del sistema alattacido nel calcio!!!

(by RColli) Vi proponiamo un duetto del Prof. di Prampero e del Prof. Colli, dove viene riportato in vita il concetto che nel calcio la fonte energetica primaria per svolgere le azioni intense è il creatinfosfato, poiché la durata della azioni ad alta potenza è molto breve (2-3") tale da non richiedere un massiccio intervento del sistema glicolitico. Si ricordano anche i tempi di recupero molto rapidi del creatinfosfato: tutto ciò appare molto più vicino alla modalità di erogazione della potenza nel calcio ridimensionando in maniera drastica la necessità di ricorrere a lavori di tolleranza lattacida. Continue Reading →

Ciclismo su strada: modello di prestazione

modello prestazione GareCiclismo

(by RColli) Cercando di rispettare coerentemente la nostra gerarchia di pensiero quando si va a proporre un allenamento, apriamo la sezione dedicata all'allenamento del ciclismo con un articolo sul modello di prestazione delle gare su strada del ciclismo femminile che risulterà molto simile a quello maschile.
Questo articolo è stato scritto nel 1996-'97 quando in Italia eravamo i primi ad utilizzare i sistemi di valutazione della potenza, ed ampliato nell'anno dopo con le gare maschili; è stato scritto e sviluppato per la federazione ciclistica (Fci) con cui collaboravo e come la maggior parte delle mie modeste "ricerche da campo" non avevo nè il tempo nè soprattutto la voglia di metterle per iscritto; solo due anni dopo, con l'aiuto sostanziale di un paio di coautori è stato pubblicato su una rivista non-ranked come Teknosport, quindi lo hanno letto in pochissimi. Continue Reading →

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