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La durata della ripetizione ad alta intensità

(by RColli) Con questo filmato terminiamo le clip dedicate al seminario di Roma sul calcolo della potenza nel calcio. Credo che sia stato dato un contributo importante, non tanto alla comprensione, ma alla riflessione sulla scelta dei metodi di allenamento, la loro intensità e durata che va sempre rapportata al modello prestativo. Da ciò si evince che la classificazione dei mezzi di allenamento può essere semplificata con quella gia proposta da Bellotti molti anni fa dove si doveva indicare la correlazione del metodo di allenamento con la gara e non più se l'esercizio era generale, speciale etc.
Ciò accade perché sono molteplici i parametri da prendere in considerazione, non solo quelli più classici come: volume, intensità (dopo aver chiarito qual'è il 100%), a cui deve seguire anche la scelta della durata della singola ripetizione e gli eventuali microrecuperi. Vanno aggiunti inoltre altri parametri più specifici della prestazione come i cambi di direzione, le accelerazioni e decelerazioni. Se non facciamo questo, ci ritroveremo sempre a discutere di V'O2max o di soglia anaerobica e quindi risulterebbero quasi giustificate le idiozie come i 4 x 1000...

Il rapporto Potenza-Durata

Sassi Aldo potenza durata

(by RColli) Oggi ripubblichiamo il filmato di ieri poiché per un disguido abbiamo messo sul sito due argomenti e quindi abbiamo dato meno visibilità a questo. Parliamo del rapporto potenza-durata che spesso viene trascurato ed invece risulta un riferimento decisivo per comprendere l'entità dello sforzo e successivamente la durata della ripetizione (nella prossima clip). Vi aggiungo una decina di slide in PDF presentate dal compianto Aldo Sassi su questo argomento che penso vi aiutino a comprendere meglio il significato per l'allenamento.

Un po’ di storia: modello prestativo del basket (1985!)

modello basket 1985

(by RColli) Non so se mi sto facendo prendere dalla nostalgia, ma questo lavoro per me ha rappresentato un cambiamento di mentalità: non si possono proporre sistemi e metodiche d'allenamento se non si conosce come avviene la prestazione. In quel tempo, e ancora per molti adesso, eravamo tutti bloccati dalla differenziazione in categorie per capacità condizionali e capacità coordinative, distinzione importata soprattutto dall'Est, ragionando come se potessimo gonfiare a dismisura una di queste per migliorare la prestazione finale. Ad esempio: l'aumento della forza massima sviluppata magari con le macchine (che in quel periodo cominciavano ad andare di moda), si pensava potesse automaticamente garantirci una maggiore accelerazione... Continue Reading →

Cos’è il 100% dell’intensità? A che parametro si riferisce?

(by RColli) A cosa faccio riferimento quando dico: "Mi alleno al 100% dell'intensità"? Uno dei concetti più sbagliati che si è mai applicato (putroppo da tempo immemorabile) nell'allenamento, è quello dell'alta intensità riferita a categorie fisiologiche (soprattutto il V'O2max) invece che alla prestazione e alla potenza espressa in essa. Se accettiamo (e non dobbiamo farlo se si parla di sport, possiamo accettarlo solo se parliamo di fitness) che l'alta intensità sia lavorare al 100% del V'O2max, siamo fuori strada.
Pensando ad esempio di applicare questo concetto all'allenamento di un ciclista inseguitore (prova di 4' che si sviluppa al 120-130% della VAM), per lui l'allenamento alla VAM sarà sicuramente submassimale. Al contrario, per un maratoneta, l'allenamento alla VAM (la gara si fa al 75-80% della VAM) sarà di intensità sovramassimale. In nessuno dei due casi siamo nel giusto, e quindi neanche negli sport di squadra. Continue Reading →

Le prime applicazioni dell’allenamento intermittente

(by RColli) Oggi proponiamo la 3a parte dell'articolo sul kayak del 1989 dove trovate la descrizione dell'allenamento intermittente e le prime prove fatte con esso per cercare di rendere più specifico l'allenamento a ritmi più vicini alla gara. Ci lavoravamo su da un paio d'anni e quindi non avevamo l'esperienza necessaria per manipolarlo bene come invece abbiamo fatto negli anni successivi. Lo chiamavamo "frazionato", e Bosco mi cazziò come sempre dandomi invece la giusta definizione di intermittente che adottammo negli anni successivi. Infatti, il lavoro intermittente è nato nel 1947 da Christensen, ma in Italia a livello di allenatori credo lo conoscesse solo il compianto Castagnetti, che lo applicava con i suoi nuotatori ed era considerato un eretico dalla FIN. Continue Reading →

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