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(3a parte): L’analisi della prestazione di squadra ed individuale nel corso dell’anno come valutazione dell’organizzazione dell’allenamento


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Terza ed ultima parte dell'argomento periodizzazione nel calcio: qui in sostanza si sposta in maniera chiara decisa e definitiva l'attenzione della valutazione degli effetti dell'allenamento dai vecchi sistemi analitici come V'O2max, cmj, Yo-Yo di vario tipo, all'analisi dei parametri della prestazione e di come essi variano durante l'anno, in rapporto naturalmente a ciò che viene proposto in allenamento. A questo punto diventa importante valutare ciò che viene fatto in gara sia dalla squadra che dal singolo giocatore, ed i parametri su cui sviluppare l'analisi sono tanti e molto legati al gioco. Ad esempio la vera RSA, cioè quella di resistere agli sforzi intensi nel tempo (non quella finta dei finti scienziati con il test su 30m max in linea e recupero passivo) può essere valutata nell'arco dei 90 min in base al numero delle azioni intense sviluppate, il calo prestativo va legato alla potenza espressa nei sesti di gara, la "resistenza" del giocatore può essere vista anche con la riduzione delle pause di recupero da oltre 40" nel gioco etc e molte altre considerazioni possono essere fatte. E soprattutto va quindi fatto uno sforzo di intelligenza nel pensare a delle valutazioni in allenamento con l'aiuto dei GPS che ci possono indicare un miglioramento della performance del calciatore che può avvenire anche e principalmente per la riduzione del costo energetico della corsa specifica, unito ad un miglioramento cognitivo. Altro che V'O2max che già dopo 8-10 settimane è tornato ai livelli dell'anno precedente mentre notiamo che la forma della squadra e del giocatore tende a crescere durante l'anno. Lasciatela ai poveri di spirito e di intelligenza questa analisi...

La sinottica per organizzare l’allenamento annuale nel calcio (2a parte)


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Seconda parte oggi sulla "periodizzazione nel calcio": oltre a concetti che già conoscete, trovate sempre più numeri che ci dicono cosa abbiamo fatto, ma che rimarrebbero un semplice esercizio di archiviazione dati (seppur importante) se poi non lo cominciassimo a collegare a quello che poi succede nelle partite di campionato. Oggi cominciate ad avere anche dei dati che ci dicono come sia una chimera pensare che la prima di campionato il giocatore sia "in forma" ma che la condizione specifica si continua ad affinare nel corso dell'anno. E questo sempre vedendo i dati prestativi, non quelle minchiate tipo V'O2max o altezza di salto che effettivamente dopo 2 mesi hanno già raggiunto invece il massimo e si mantengono più o meno allo stesso livello per tutto l'anno.
Il grande inganno è svelato: non si può partire forte, mantenere la forma e poi aver un ottimo finale di campionato, ma dobbiamo considerare che la forma del giocatore è un insieme di tanti fattori, ed uno dei fenotipi sembra essere la densità delle azioni intense al minuto in partita, elemento presente nella nostra sinottica.

La sinottica del GPS per valutare l’organizzazione annuale dell’allenamento nel calcio (1a parte)


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Oggi iniziamo una serie di audiovideo (saranno 3 o 4) che racchiudono una serie di concetti che vengono rapidamente visualizzati, durante le diverse fasi dell'allenamento annuale, tramite i parametri della sinottica fornita dal programma LagalaColli. In pratica, l'uso di questi dati opportunamente archiviati, ci consente una lettura di ciò che stiamo facendo, se ad esempio i carichi nella fase preparatoria rispettano i principi di progressività, come evolvono nelle settimane gli aspetti di forza, come variano parametri più squisitamente tattici come profondità ed ampiezza nelle esercitazioni del mister.
Oggi abbiamo quindi la possibilità di vedere non solo la qualità della singola esercitazione o del singolo allenamento, ma anche la somma dei diversi allenamenti settimana per settimana e verificare se stiamo andando nella direzione voluta. Ciò va affiancato a dei concetti concatenati tra loro che dovremmo avere chiari che ci indicano come vanno modulati i vari parametri nella preparazione delle esercitazioni nel corso dell'evolversi delle settimane.

La chiave per impostare l’allenamento nel calcio (2a parte): proposte pratiche per la strutturazione della seduta in termini di durata, intensità e pause


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Ho visto un grande interesse e tantissimi scarichi della prima parte dell'audiovideo inerente la lettura dei recuperi del giocatore tra un'azione intensa e l'altra e sono sicuro allora che questo vi interesserà ancora di più perché mette in chiaro come la penso nell'ambito della strutturazione dell'allenamento metabolico del calcio (e questo non significa che sia giusto ma che è frutto di una serie di osservazioni sul campo e sulle necessità pratiche dell'allenamento). Invece di continuare a giocare come gli pseudoscienziati bamba sull'allenamento fisiologico e basta (roba oramai da pre caduta del muro di Berlino ma fermamente presente nelle nostre federazioni ed università così possono continuare a comandare i medici o chi gli vuole assomigliare mettendosi il camice), cerchiamo quindi di dare spazio a quello che è la strutturazione completa della seduta di allenamento dove l'allenatore ed i giocatori sono protagonisti e l'esperto di condizionamento deve accodarsi, pur non rinunciando al proprio ruolo. E Invece abbiamo i 15 giorni di celebrità del preparatore atletico old style con le corse nei boschi, le dichiarazioni fasulle sui giornali ed il trombonismo sugli infortuni etc.

Credo che un paio di cose dette da Armando Fucci e da Fabrizio Tafani siano del tutto vere (e cercherò anche di metterle in audiovideo): possiamo programmare dosando le accelerazioni, in CdD, la % anaerobica, le azioni intense e i recuperi, che è molto più difficile che le 4 stronzate a 16 km/h, dove basta stare seduti ed aspettare che finiscano. Ed è chiaro che la cosa più importante è trovare a seconda del livello dove operiamo, situazioni di allenamento con la palla dove possiamo esprimere ANCHE potenze metaboliche adeguate, mentre invece fare potenze metaboliche alte è un esercizio da cretini per quanto è facile, ancora più se sono in linea e a velocità costante, ma non stimolano la forza per la mancanza totale delle accelerazioni e non stimola l'aspetto cognitivo del giocatore.

Un paio di note, nel precedente audiovideo per errore ho parlato ancora di rapporto tra distanza percorsa a W > 20 Watt/kg e velocità > 16 km/h, ma come indicatomi da Armando è errato, nella sinottica oramai si parla di tempo e non più di distanza che abbiamo più volte dimostrato essere fallace.

La seconda cosa che ricomincio l'audiovideo con 3 minuti del precedente così non vi perdete e seguite il ragionamento.

 

La chiave per organizzare l’allenamento: la lettura delle fasi di recupero in gara e la durata della serie (micropause e macropause nel calcio) 1a parte


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Dopo una breve vacanza, dovuta anche ai postumi dell'incendio e alla volontà di staccare un attimo, eccomi di ritorno con credo un bell'audiovideo originale che vi parla dei tempi di recupero durante la partita e conseguentemente da riportare in allenamento. Oltre alle amenità varie scritte nei giornali sportive e le cazzate sulla Pellegrini che mi ricorda il caso Tomba (qualsiasi imbecille ci girava intorno poi trovava grandi offerte di lavoro) e ricordo per inciso che Tomba ha vinto sia quando lo seguiva Conconi (sic!!) che quando lo seguiva Bosco. Molte domande mi sono state poste da voi con l'uso dei GPS durante il periodo di preparazione, sia per la periodizzazione che per come leggere gli esercizi con e senza le pause. Proverò a dare il mio contributo alla discussione.
Prima di tutto vorrei comunque sottolineare che non va confuso il cambiamento e gli effetti magici prodotti dalla preparazione estiva (cominciare forte, tenere ben e finire forte e magari anche una fetta di culo vicino all'osso!!!) con la validità comunque del concetto di preparazione e del periodo che assume ruoli e connotati comunque diversi dalla rigidità imposta nel calcio dalla partita settimanale o peggio dalla doppia partita settimanale.
Ci sono dei principi di progressività che secondo me vanno rispettati, ci sono delle necessità di utilizzare anche dei lavori senza palla, va gestita la doppia seduta con l'intento di fare un volume gradatamente più alto, non bisogna esagerare con CdD e acc e dec intense sin dal primo giorno né fare amichevoli prima di almeno 2 settimane, insomma una serie di raccomandazioni che sono contenute negli undici audiovideo che ho fatto lo scorso anno proprio per elencare le mie idee sul periodo di preparazione, che ha connotati diversi dal periodo di gara.
Ma se non ci chiariamo come il calciatore recupera durante la partita, che con durate e modalità rischiamo di costruire anche in preparazione esercitazioni che danno sviluppi errati, sia in termini di durata della singola serie, sia nei recuperi tra le serie e nelle serie. Penso che questo doppio audiovideo potrà forse aiutare a chiarire altri dubbi e ancora una volta sottolineare che questo lo possiamo fare solo se sappiamo leggere bene i GPS, di cui la potenza è solo uno dei parametri importanti.
Mi fa ridere leggere di allenamento metabolico da chi ha allenato al massimo il cugino per salire le scale e attualmente è giustamente disoccupato (e spero lo rimanga per molto! C'è molta gente molto migliore non raccomandata che ha bisogno!!) non può davvero neanche lontanamente comprendere, però ha la spocchia di insegnare!!!

 

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