Archive | audiovideo privati

Il Pendolo: una nuova applicazione del Torsion Pulley (1a parte Barnabà,Colli)

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Oggi vogliamo riportare delle proposte applicative nuove o comunque moderne per ciò che riguarda l'uso del pendolo, che in questa occasione viene applicato direttamente al Torsion Pulley: senza nessuna volontà di primogenitura, abbiamo già apprezzato alcune ipotesi ed esercizi proposti da Yuri Verchoshanskij quando abbiamo affrontato il discorso sul metodo d'urto.
Ma adesso, alla luce anche della maggiore importanza data al lavoro funzionale, ed anche alle necessità del lavoro di rinforzo ed allungamento delle catene cinetiche in apertura, una nuova rivisitazione su questo argomento ci sembra doveroso.
In questa prima parte teorico-pratica vengono riviste le variabili che determinano l'energia cinetica del pendolo: lunghezza della corda, peso del pendolo, ampiezza di oscillazione, punto di presa del pendolo, e come esse possono essere adattate in rapporto alle necessità dell'esercizio. Sono anche sottolineate le caratteristiche della forza che possono essere allenate con questo sistema che renda ancor più ampia la scelta delle esercitazioni, partendo sempre dal criterio fisiologico e funzionale, e non certo da quello coreografico.
Seguiranno altri audiovideo sport specifici, dove si cercherà di identificare meglio gli esercizi che possono essere applicati da sport diversi e con che finalità "muscolare", sempre partendo dal presupposto dell'utilità del lavoro eccentrico nelle sue diverse configurazioni possibili, senza ulteriori spese particolari sfruttando sempre il Torsion Pulley.

Il recupero agonistico di un legamento crociato: un percorso (Lucarini,Azzone)


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Questo audiovideo sul recupero del legamento crociato di Lucarini, Colli, Azzone e Savoia rappresenta un tentativo di visualizzare il recupero nella fase agonistica di una giocatrice cercando di seguire i principi di controllo che abbiamo indicato nei precedenti audiovideo. Sappiamo per certo che quando un medico ci dice: "Ok, la ragazza è pronta, può andare in campo", non gli dobbiamo mai credere perché la visione miope ed analitica degli ortopedici significa solo che in un cazzo di test alla leg estension magari hanno trovato che i valori dell'arto operato risultano vicini a qulli dell'arto non operato. Il buon senso ci dice che la ragazza ad esempio quando corre piano zoppica ancora o si appoggia tutto dal lato sano. E se la guardassimo saltare? Sicuramente, anche unito ad un buon squat test con fotografie e video, dobbiamo fare qualcosa di più approfondito della superficialità dei medici che riguarda il movimento e poi se possibile anche il moviemnto specifico. Continue Reading →

La valutazione con il jump monopodalico (1a parte)

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Dopo l'ottima presentazione (e discussione) sull'allungamento della catena posteriore sviluppata da Manzari - che credo proprio avrà un seguito congiunto con Gennaro e Christian Casella - oggi riprendiamo il discorso sulla valutazione dei salti, approfondendo in particolare i salti monopodalici.
Nessuna invenzione da parte mia tengo a ribadire, già da molti anni il prof. Vittori aveva inserito questo tipo di valutazione, e credo che sia stato Sepulcri prevalentemente con dati numerici riferiti all'altezza di salto, e poi Cuzzolin con valutazioni posturali dinamiche, che hanno aperto uno scenario importantissimo per la valutazione di questo specifico tipo di salto.
Personalmente ho solo approfondito l'argomento con migliaia di test effettuati con la pedana di forza, e confrontato alcune modalità di test, tutte comparate ai jump bipodalici ed ai lavori con sovraccarico, che esporrò sul blog con calma più avanti. Naturalmente mi sono anche personalizzato la modalità di somministrazione del test, che reputo uno strumento ancora più utile del jump bipodalico dal punto di vista delle informazioni numeriche e visive che fornisce. Ah dimenticavo, ma il test monopodalico non è stato validato quindi per gli pseudoscienziati non esiste, che idioti!!!

L’evoluzione dei test di salto bipodalici (parte 3): analisi dell’allenamento

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Con questo, concludiamo solo la parte dell'evoluzione dei test bipodalici. Per i sottoscrittori loggati c'è anche un PDF di tutte le slide utilizzate dove potete guardare meglio i numeri. Subito da mercoledì comincereremo ad affrontare la parte riguardante anche i test monopodalici nelle sue varie forme.
Ripeto, questa è l'organizzazione dei test che adotto io, che vuole essere una sintesi tra i numeri che prendevamo prima, la nuova visione dell'angolo al ginocchio, e l'analisi del movimento. Il tutto per fornirmi la possibilità di operare nella direzione individuale: come noterete, adesso non hanno più molto senso quegli studi che ci fanno vedere le medie di evoluzione (come purtroppo avviene nella pseudo ricerca scientifica di chi non sa quali sono le esigenze dell'operatore), perché sono troppo parziali; il nostro compito attuale - e di prospettiva - è proprio quello di cucire addosso al nostro giocatore un programma che tenga conto dei molteplici aspetti, sia personali che dello sport. Continue Reading →

L’evoluzione dei test di salto: 2a parte

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Mentre stavo per registrare l'audiovideo ieri, mi sono accorto che non avevo mai fatto dei conti su tutta quella marea di dati che ho raccolto nel corso della mia vita di valutazione funzionale, PER CIÒ CHE RIGUARDA GLI ANGOLI DI PIEGAMENTO IN RAPPORTO ALL'ALTEZZA DI SALTO. Quindi, ho dovuto sospendere, perché come al solito la curiosità l'ha fatta da padrone e non ho resistito. Ho passato circa una giornata a fare dei calcoli che debbo dire mi sono sembrati utili, per il fatto che ho tirato fuori dei dati interessanti. Intendiamoci, niente che non abbia già visto e compreso, ma come al solito, i dati non fanno altro che spiegare l'esistente però ti danno l'opportunità di farlo leggere anche agli altri in maniera abbastanza oggettiva. Chi sa solo far girare i dati ma non ha competenza sull'allenamento, chi si occupa di indici statistici sofisticati, di problemi di costrutto etc, non ha tempo per sporcarsi le mani, ma non ha certo la capacità di un allenatore di interpretare i fenomeni molto prima che arrivino i numeri a spiegare quello che ha già compreso da tempo. Continue Reading →

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