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Squat spinte e trazioni: movimenti poliarticolari e loro peculiarietà

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Continuiamo con la rivisitazione dei movimenti più comuni per lo sviluppo della forza, e ci accorgiamo che non tutto è uguale o fila liscio come vorremmo: nelle spinte otteniamo la massima forza all'inizio del movimento, ma nello squat alla fine, mentre nelle trazioni la forza cala drasticamente mentre avviciniamo il peso al corpo. Anche la velocità non ha lo stesso andamento nei 3 movimenti.
E forse a questo punto capiamo ancora di più come le differenze di angolo articolare in un movimento multiarticolare siano nettamente più complesse rispetto alle stupide macchine di muscolazione monoarticolari come la leg extension. E probabilmente si capisce ancora di più perché tra la forza applicata nella leg extension (monoarticolare e monomuscolo, praticamente con solo coordinazione intramuscolare) e ad esempio il salto monopodalico (movimento multiarticolare e polimuscolare dove decisiva è la coordinazione intermuscolare) non ci sia affatto concordanza.
Ancora di più nella chiosa finale si riporta come lo stesso muscolo lavori magari con la stessa forza, ma il carico che solleva dipende dalla leva delle sue inserzioni e come esse si modificano durante il movimento stesso rendendo più facile o più difficile un movimento.
Ed un primo accenno appena velato al grande mistero del rapporto tra la forza isometrica e la curva forza-velocità vista nei diversi angoli di lavoro...

Squat e dintorni (4a parte)

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Riguardando il precedente audiovideo, mi sono accorto che avevo dato informazioni senza un giusto contributo né numerico né visivo di quello che avevo detto, e cioè che lo squat sviluppato senza arrivare sull'avampiede è, dal mio punto di vista, un esercizio incompleto, di durata inferiore allo squat "balistico o comunque con arrivo sull'avampiede" ed anche dannoso per il ginocchio. Oggi sono in grado grazie a Cristian Savoia e ad Emanuele Marra che mi forniscono spesso delle analisi dettagliate di esercitazioni, di potervi offrire i dati e le immagini che giustificano (almeno per me) l'uso dello squat come movimento completo di spinta. Inoltre descrivo una cosa a cui sono particolarmente legato, e cioè gli orrori che sono stati fatti sulla valutazione della potenza nello squat non considerando che quando lo faccio debbo aggiungere il mio peso del corpo al sovraccarico e cambia tutto rispetto ad esempio alla potenza erogata nelle spinte in panca e ai successivi errori che si fanno sulla determinaizone della % di 1 RM.
Volevo anche parzialmente rispondere a Giovannelli, che si è sfogato sul suo sito istituzionale per delle mie critiche al suo seminario su "GPS mito e realtà": nessuno ti obbliga a leggere il mio blog e la mia pagina Facebook (non siamo certo amici), dove ribadisco il mio pensiero libero, cosa a cui forse tu non sei abituato.
Anzitutto sappi che io ho due palle così grandi da affrontare tutte queste cose da solo dopo tutto quello che mi è stato fatto, anche dal tuo sgusciante mentore, che evidentemente ti ha favorito nella tua attività. Se poi io commento e critico la tua scelta di far venire a parlare di GPS proprio il tuo mentore che come si sa è il minor conoscitore di questo attrezzo perché lo utilizza (male) da poco - quando se li è fatti comprare dalla FIGC - ed anche molto poco, visto che in un anno ha tirato fuori solo quella stupida analisi sui giochi di posizione dove si fanno 83 metri al minuto e dove continua ad ignorare, perché lo sputtana, la potenza metabolica!!!
Non mi sembra di aver criticato Marcolini, anche se non sono del tutto d'accordo su alcune cose che dice, ma questo non mi fa certo ignorare ciò che dice ed identificare i limiti della rilevazione, che ritengo attualmente il top per il controllo del carico esterno per gli allenatori e preparatori.
I miei amici sottoscrittori ed io, siamo in tanti in tutta Italia ed esistiamo da 6 mesi, vogliamo ricordare che il calcio non si allena - secondo noi - con le ripetute sui 1000 o con il "concurrent training", che sono cose da fitness, ma ricercando cose che si avvicinino coordinativamente allo sport che stiamo praticando e ne amplifichino gli aspetti "condizionali"; le stiamo studiando e discutendo con molte prove ed errori che facciamo, ma sul campo.
Prova a fare uno sforzo e a pensare magari, che forse ti fa bene, ed arriva ad una tua sintesi; non ti far dire dagli altri cosa devi fare.
Noi parliamo e critichiamo su questo blog, voi state zitti e vi beccate le presentazioni in inglese e le solite pappardelle di studi - sempre quelli oramai - che sono stati sperimentalmente approvati, ma che ad oggi si sono rivelati sbagliati. Quindi non venite a farmi ridere con la validazione scientifica, che il tuo mentore ha validato scientificamente il calcio con il metodo sbagliato, in tutte le sue considerazioni.
Io ho tanto da parlare, e lo faccio certo senza preoccuparmi se questo ti crea problemi, lo faccio per chi vuole ascoltare, quindi voglio personalmente proprio criticare chi vuole una cultura piatta, solo pseudo-scientifica, magari solo anglofona; io voglio parlare di allenamento, non di statistica se non per necessità, voglio avere la possibilità di farmi e far venire qualche idea a volte brillante a volte no, e poter sintetizzare con la mia testa ciò che voglio fare domani nel mio allenamento, che è sempre ogni giorno una ricerca di qualcosa di più preciso e mirato, e se posso sempre o quasi quantizzato.
Ma soprattutto pensare in proprio, non farmi guidare da chi non va mai sul campo e si crede un elite culturale, dopo aver sbagliato tutti i conti da 10 anni a questa parte sul calcio... e dovrebbero ammetterlo, stracciando i propri lavori e restituendo l'IMPACT FACTOR dietro cui hanno nascosto la totale incapacità di vedere quello che succede sul terreno di gioco.
Ogni tanto mi sembra di vedere le riunioni dell'Europa con tutti i capi di stato che pensano, spendono per viaggi ed alberghi faraoinici e perpetuano se stessi, senza essere in grado di gestire la situazione incancrenita in cui siamo. Qui noi dobbiamo darci da fare singolarmente e per piccoli gruppi per uscire dalla crisi. E stai pur certo che non ho nessuna intenzione di collaborare con chi è attaccato alla sedia del potere tramite le solite amicizie personali, ed il mio scopo è che vadano a casa e si aprano a nuove generazioni, che dovranno sbagliare il necessario, ma dovranno anche muoversi in maniera eticamente diversa, su percorsi differenti che non sono certo quelli della validazione scientifica che attualmente produce solo carriere e non certezze. Importante è la lettura critica dei lavori al di fuori di canali ufficiali inquinati oramai, come quello "scientifico" e universitario.
Mi dispiace per te caro Giovannelli, ma tu fai parte della vecchia generazione anche se non so quanti anni hai, zitto e buono dietro i potenti, e pronto a berti tutto senza coscienza critica per raccogliere qualche briciola. E stai anche contento di questa risposta, da oggi ti conoscerà anche qualcun altro al di fuori della tua regione (pubblicità gratuita!).

Cosa leggere dall’encoder quando facciamo lo squat (3a parte)

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Ve lo assicuro: non sono andato in vacanza. Quando ho approcciato questa parte e cioè la valutazione della forza, non credevo di andare incontro a tante complicazioni: ho dovuto riprendere parecchie cose e riammodernarle e soprattutto, come mi accade sempre, rimettere insieme molti dati sparsi di esperienze passate mi dà degli stimoli di curiosità nuovi che al tempo non erano saltati fuori.
Sarà la continua esperienza che facciamo, ma ti accorgi che una cosa che credevi ultimata non è completa, alla luce delle nuove acquisizioni, o forse avevi trascurato un aspetto che prima insignificante ora assume un ruolo importante.
Ora spero di aver capito in che modo approcciarlo e renderlo fruibile al vostro ascolto, critica e giudizio, che vi invito più assiduamente a fornire.
Siete in molti ad ascoltare, siamo arrivati a oltre 300 mila visite in meno di un anno, mi accorgo di non conoscere molti di voi che si associano perché sono di una nuova o nuovissima generazione, e avrei piacere anche a sapere dell'interesse su quali argomenti. Inoltro insisto nell'invito a molti che conosco di fare qualcosa, di portare la propria esperienza agli altri: non capisco perché molti si ritraggono di fronte a ciò, quando l'esporre la propria esperienza è sicuramente un accrescimento culturale, anche per chi lo fa.

Il metodo della velocità e del tempo per la determinazione dei carichi massimali (2a parte)


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Per i sottoscrittori ci sono anche i due PDF che vengono utilizzati durante l'audiovideo di oggi e di martedì scorso.
Anche oggi ritorno su alcune problematiche della forza, soprattutto per ciò che riguarda la determinazione dei sovraccarichi per allenarsi sulla forza massima, e sempre oggi parleremo a titolo esemplificativo delle spinte su panca, che rappresentano un esercizio facile da monitorare.
Naturalmente questo significa che dovremo sempre distinguere i metodi da utilizzare per le spinte rispetto ad esempio allo squat e alle trazioni. Sappiamo invece che il metodo Brzycki vale per tutti i tipi di movimenti, cosa oggettivamente assurda, basta pensare alle trazioni, molto più dipendenti dallo spostamento che dalla velocità.
Ripercorrerò oggi una tesi, o meglio solo una parte della tesi sviluppato con uno studente (maturo!!) Gianfranco Aquaro di Scienze Motorie di l'Aquila che si è rivolto a me per svilupparla. Tale tesi mi ha consentito di approfondire, anche con l'uso della pedana di forza sdoppiata della Globus, argomenti che avevamo messo già in cantiere con Marcello Cipriani negli anni felici di Tor Vergata prima che gli invidiosi si coalizzassero per chiudere questa esperienza negandola agli studenti; tali studi fatti con Marcello li riprenderò soprattutto quando si parlerà di squat e di metodi di allenamento della forza massima.
Ho intenzione di continuare comunque su questa strada che mi porterà poi a sviluppare quello che sono i miei attuali concetti di allenamento di forza che su queste linee sono sviluppati e vi invito a non trascurare questa prima parte poiché contiene già gli elementi di passaggio per capire come sono arrivato poi a certe scelte (anche se la alternerò con altri audiovideo inerenti maggiormente agli sport di squadra).
In questa e nella prossima parte dimostriamo come la velocità in sostanza non sia così decisiva per la determinazione del carico, in quanto variabile da esercizio ad esercizio, e comincia ad affacciarsi la necessità di utilizzare gli encoder per determianre il tempo di contrazione che effettivamente sembra proprio scandire delle durate che ci fanno capire se siamo o meno nell'espressione di forza che ci interessa; sembra proprio che gli 800 millisecondi proposti da Bosco siano proprio veri essendo sempre circa il 70% del massimale realmente misurato.

Le bugie del Brzycki: 1a parte

Oggi iniziamo una saga che porterà molti audiovideo, anche con alcune puntate che avranno il sapore del vintage, visto che parleremo di forza e soprattutto di valutazione della forza, necessaria se si vogliono individuare le zone delle diverse espressioni di forza.
Questo ci consentirà di partire da vecchie abitudini dure a morire (come le ripetute sui 1000 m), come quella di determinare il massimale indirettamente tramite l'equazione di Brzycki (chiedo scusa mi sembra proprio che si scriva così). Debbo dire che sono almeno 30 anni (ma forse anche 40) che in qualsiasi palestra ci sono delle tabelle che vi fanno identificare il massimale indiretto dicendovi se fai 8 ripetizioni con 80 kg il tuo massimale (1RM) è 100. Credo che questo sia uno dei peccati originali che ci fa capire poco di cosa è composto un gesto tecnico, come ad esempio uno squat o una spinta su panca (con il bilanciere libero naturalmente), che può, naturalmente entro determinati margini, essere allenato anche in maniera tecnica per migliorarne la sua componente di coordinazione (molti la definiscono soprattutto intermuscolare, mentre la scienza la studia sempre o soprattutto in termini strettamente intramuscolari).
Abbiamo già fatto diversi audiovideo sulla forza e sulle sue diverse espressioni, ma da questo momento ripercorreremo, criticamente, ciò che abbiamo studiato nel corso di questi ultimi 15 anni, cercando di portare, se ci riusciremo, dei sistemi di valutazione anche modernizzati, che ci aiutino a programmare bene il lavoro di forza con i sovraccarichi e anche qualche novità come ad esempio avere un indicatore chiaro in rapporto alla potenza espressa ad angoli diversi del ginocchio nello squat etc.

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