Archive | Ergometri

Test di Bosco : aggiorniamoli

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Da circa 40 anni sono comparsi sulla scena sportiva e non solo i Test di Bosco , proposti per rendere piu visualizzabili ed oggettivabili sia le condizioni dell'atleta valutato che i suoi progressi in termini di forza esplosiva e reattivo_elastica (balistico riflessa per chi vuole una definizione piu complessa un po ridondante visto che reattivo e riflessa almeno per me sono la stessa cosa e che tutti i test di Bosco almeno gli originali ,sono balistici ) . Molta acqua è passata sotto i ponti cito per tutte le variazioni il differenziale tra CMJ e SJ che veniva identificato dallo stesso Bosco all'inizio come l'identificatore del riuso elastico che lui attribuiva ai muscoli , poi successivamente derubricato ad intervento principalmente tendineo . Furono comunque una vera rivoluzione perchè attraverso l'uso di un semplice pedana piezoelettrica di costi moderati si consentiva un analisi piu precisa di cose che prima si valutavano con i salti verticali tipo Abalakov e Saergent test . Essendo per quell'epoca disponibile unicamente l'analisi verticale che fino a quel momento veniva compiuta solo sulla pedana dinamometrica (costosissima e bisognosa di essere cementata a terra ) tutto si spostò appunto sull'analisi dei salti verticali e questo oltre un beneficio iniziale iniziò ad essere anche un danno ( ve lo dico per esperienza visto che di errori ne ho fatti tanti su questo argomento , e non tanto errori tecnici sulla strumentazione su cui credo di essere abbastanza preparato ma di interpretazione ed utilizzo di questi dati nelle diverse discipline sportive) . In questa prima parte parlo solo dei salti singoli e come essi possano essere , alla luce delle nuove strumentazioni esistenti sempre di basso costo e alla portata di tutti , evoluti ed approfonditi anche su aspetti dapprima trascurati come ad esempio la decisiva rilevazione dell'angolo di piegamento al ginocchio ( che ha ingenerato degli enormi errori di interpretazione sui vantaggi del riflesso da stiramento nei salti con caduta tipo DropJump) che deve cambiare totalmente la visione dell'operatore .Vi prego di essere pazienti e di prendervi un po di tempo se l'argomento vi interessa , perche nonostante tutto non è facile ed implica anche un coinvolgimento in chi ascolta .

EMG nei jump in alto e in lungo

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Debbo fare una forte autocritica verso la mia miopia nei confronti dei jump in lungo , da sempre oscurati nella mia mente dai salti verticali . Di fatto la presenza di pedane che registravano unicamente la forza verticale negli anni 70-80 mi ha portato , di rimorchio ai grandi studiosi del tempo ( altra pasta rispetto ai quacuaracquà attuali ) , a valutare solo ciò che accadeva in verticale . Oggi ho l'opportunità , grazie anche ai miei collaboratori Dario Pompa e Luigi Lucarini , di poter cominciare a porre rimedio a questa mia enorme carenza . Questo audiovideo darà la stura a tante altre cose su questo argomento che non avete idea ......

Il treadmill : fu vera corsa ? (2 parte)

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La 2 parte completa con i dati medi i dati riferiti al conforto con la corsa in piano su treadmill e campo in erba , ma contiene anche un analisi della corsa in salita sul treadmill paragonata allo studio di Minetti e poi anche un confronto della camminata a 6 km/h : anche qui vengono tantissimi dubbi su come il fattore individuale del Costo energetico ( molto variabile ) influenzi in maniera decisiva il risultato . Ma vi suggerisco , se non lo avete fatto con attenzione di ascoltare la parte finale del 1 audiovideo dove si induce una spiegazione delle differenze tra i due gesti di corsa sul piano e sul nastro ( la posizione fissa e mobile del piano e l'inerzia inesistente nel nastro ) anche per criticarla od integrarla , perchè credo che quella sia la corretta chiave di lettura delle differenze esistenti tra i due gesti che ne fanno 2 cose differenti .

Il treadmill ( o nastro trasportatore ) : fu vera corsa ??

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Ma siamo proprio sicuri che il treadmill sia una corsa del tutto simile a quella che viene effettuata sul campo ? il costo energetico è simile ? e se cosi non fosse tutti i test fatti sul treadmill che validità hanno se poi riportati al campo ? e tutte le ricerche hanno mai tenuto conto di questa differenza eventuale ? Non voglio fare il solito rompicoglioni , ma da parecchi anni ( almeno 15 ) ho tanti dubbi sulla validità dell' utilizzo degli ergometri per la valutazione dell'atleta nella propria disciplina . Gia 12-13 anni fa insieme a Elisabetta Introini avevamo dimostrato che nel kayak l'ergometro è assolutamente non valido per la corretta misurazione del costo energetico della voga , che differiva nello stesso soggetto poi analizzato in kayak direttamente , in quel caso avevamo utilizzato il metabolimetro portatile per dimostrarlo . L'unica validità risultava la valutazione del Vo2max , che raggiungeva nei soggetti un valore molto confrontabile , ma appare evidente che l'elemento equilibrio nel kayak risulta decisivo e questo non era considerato nel'ergometro . Quando abbiamo provato con Gigi Lucarini a vedere il confronto dell'EMG durante la corsa sul campo e quella sul nastro ci sono venuti i brividi , ed ora stiamo estendendo questa analisi anche ai cicloergometri e remoergometri : forse non interesserà a molti nello specifico , ma credo sia utile per capire sempre la decisiva importanza della corretta valutazione del costo energetico per la qualità dell'atleta specifico , cosa che pochissimi pseudo sport scientist hanno capito , visto che continuano a martellarci sugli impossibili aumenti del Vo2max dovuti a stupidi lavori solo metabolici

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