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Pesistica adattata: le girate (2a parte)

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Oggi la 2a parte della pesistica adattata che riguarda le girate e tutti i suoi possibili adattamenti: 6 parametri, con ciascuna più variabili tali da poter costruire decine di esercizi, ma avendo chiaro lo scopo specifico di ognuno di essi. Questo di oggi è il primo dei due audio-video di quella che riguarda la classificazione e costruzione degli esercizi su 6 parametri, poi avremo un altro audio-video su alcuni dettagli importanti riguardo l'insegnamento e all'apprendimento di questa specifica azione, che non è altro che portare un peso dal bacino alle spalle, usando però tutto il corpo e le sue catene cinetiche.

Dopo questa affronteremo, ma più velocemente, le altre specifiche azioni del sollevamento pesi (push press e slancio completo, strappo) e le riadatteremo a quelle che sono le necessità prevalenti degli sport di squadra, ciascuno con le sue peculiarietà.

Facciamo presente che questa è la nostra interpretazione che si sviluppa da oltre 7 anni e che continua ad ampliarsi e naturalmente correggersi con l'esperienza, e facciamo presente che prima è nata la pratica, poi abbiamo usato i sistemi di controllo come pedane dinamometriche, filmati ed encoder, e solo al termine abbiamo cercato di farla diventare un metodo di lavoro non solo fantasioso ma anche ben supportato dai numeri.

Speriamo di non annoiarvi…

EMG sulla semibar: confronto tra esercizi monopodalici bipodalici e su Smith Machine (Fucci Varracchio)

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Oggi pubblichiamo un lavoro svolto da Fucci Esposito e Varracchio tramite EMG per valutare principalmente la muscolatura coinvolta nell'uso della trap bar e semibar (parenti della quadra bar). Questo articolo ben si coniuga con il lavoro svolto da Vito Azzone sulle esercitazioni monopodaliche e getta una luce nuova ed interessante sui lavori monopodalici confermando ed ampliando la necessità di ricorrere molto più spesso a queste esercitazioni. Non sfuggirà anche ad un attento lettore come tale esercitazioni vengono anche intelligentemente paragonate ai movimenti effettuati sulla Smith Machine (o Multipower, comunque attrezzo guidato per fare lo squat o gli affondi) dove senza ombra di dubbio viene confermato che l'attivazione EMG in esercizi guidati è ampiamente più bassa. Continue Reading →

Forza e angolo al ginocchio (2a parte): Half Squat e Parallel Squat

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Continua la saga, se ve lo siete perso scaricate anche il filmato di Giovedì. Comunque vi riallego il PDF che contiene parte del lavoro di Giovedì 1° Marzo e di quello di oggi. È molto utile se si vogliono comprendere bene i presupposti della pesistica adattata e per la costruzione personalizzata degli esercizi avere un po' di pazienza nella lettura della diapositive mentre vengono spiegate ma, come vi dicevo ieri, se sapete già tutto ditemelo che vado in pensione subito, alla faccia di Monti.

Forza e angolo al ginocchio: analizziamolo praticamente

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(by Roberto Colli) Oggi faccio un passo indietro perché mi sono reso conto che se prima non ragioniamo sugli angoli al ginocchio nelle azioni di pesistica adattata, rischiamo di non intenderci poi sul perché questo aspetto risulta decisivo nella costruzione degli esercizi.
Per far questo torneremo dapprima nel discutere come viene applicata la forza a seconda che il ginocchio sia più o meno chiuso, partendo dalle azioni concentriche, la comprensione di ciò che avviene nella fase eccentrica sarà una conseguenza.
Questo che vi espongo è la sintesi di diversi anni di lavoro, di osservazioni e di raccolta dati che ci sta ancora impegnando con i miei collaboratori come Lucarini, Azzone, Cipriani (anche se va a sciare e ancora non ha portato alcun contributo al blog, datti da fare Marcè) e Savoia.
Da un punto di vista pratico tutti noi operatori sappiamo che se facciamo un massimale di ½ squat magari otteniamo 150kg, ma se facciamo un massimale di squat parallelo otteniamo 100 kg, forse un po' meno sappiamo perché (e se lo sapete allora saltatelo e scusate i miei dubbi). Continue Reading →

Pesistica adattata: le girate (1a parte)

(by Roberto Colli, Luigi Lucarini, Marcello Cipriani, Vito Azzone) Sicuramente, una delle caratteristiche principali di chi fa il nostro lavoro deve essere quello di avere un buon livello di creatività che si sposi all'osservazione e alla conoscenza della specificità dello sport in cui si opera. Se poi questo è accompagnato anche da qualche dato che avvalora ciò che viene pensato e proposto, forse aiuta anche qualche collega nelle scelte operative di tutti i giorni.
Da circa 20 anni le alzate olimpiche sono presenti nell’attività degli sport di squadra, uno dei promotori di questa attività in Italia è stato senz’altro Velasco che le spinse moltissimo nella pallavolo da quando arrivò nelle nazionali italiane, e debbo dire con maggiore veemenza e visibilità dopo Atlanta 96 quando passò alla femminile. Lì cercò tramite Ennio Barigelli (da poco scomparso) di impostare un lavoro soprattutto sulle girate con arrivo in piedi, secondo il mio punto di vista sbagliando molto perché con la girata in piedi si cercava di enfatizzare la fase di spinta del bilanciere verso l’alto ma non ad esempio la fase di arrivo, che invece a mio modo di vedere e come è scritto nel nostro articolo, è forse più importante o comunque alla stessa stregua della fase di spinta. Ma quella insistenza mi spinse a cercare di studiare meglio il fenomeno perché in termini generali ero convinto che possedesse dentro di sé molte possibilità di esercizi da adattare agli sport di squadra, ma non ero affatto convinto dell’applicazione che reputavo riduttiva e monodirezionale. Continue Reading →

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