Archive | metodologia dell’allenamento

(iso)Inerziale nello squat : confronto con lo squat classico

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Gia il nome isoinerziale non mi ha mai convinto , anche isotonico mi ha sempre lasciato perplesso , (meglio isocarico e basta visto che cambia la forza ( il tono ) durante la stessa contrazione). L'unico corretto è isocinetico vista la velocità costante durante tutto l'arco del movimento (anche se di fatto è il peggior allenamento possibile ) . Ma siamo terra di conquista ."L'allenamento desmodromico o isoinerziale" (proposto da Tesch e Berg credo nel 94 per l'allenamento degli astronauti) "sfrutta un ingegnoso sistema per generare una efficace resistenza allenante che prescinde dalla forza di gravità, come invece accade comunemente nell'impiego dei sovraccarichi. In questo caso si sfrutta l'inerzia di un volano attivato grazie alla forza muscolare " da www.non solo fitness) Non comprendo proprio il termine ISO ...Comunque bando alle pippe mentali ed oggi vi presento un altro audiovideo maratona che cerca di andare nel profondo del sistema (iso)inerziale . Questa prima parte ( eh si è solo la prima parte ) vi da il rapporto tra la velocità esecutiva del movimento (misurata tramite la nostra nuova piattaforma inerziale IMU legata al gps ) e la EMG , mentre nella seconda parte tratteremo soprattutto la forza espressa ed il costo energetico di questa specifica esercitazione, visto per adesso solo nell'esecuzione dello squat e come si differenzia rispetto allo squat con sovraccarico . Nel titolo , anche se oggi non se ne parla vedremo anche come due soggetti differenti producono risposte differenti a seconda della loro esperienza esecutiva , che deve sempre essere il riferimento per l'operatore che usa questo macchinario . Poi in un altro audiovideo parleremo di come questa metodica possa essere utilizzata per le accelerazioni orizzontali specifiche ( altro che elastici !!!)

Confronto squat bipodalico EBW e monopodalico a carico naturale: 2 parte

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Chi allena deve avere un arsenale di scelte che debbono accordarsi con lo sport che allena e con lo specifico "atleta" che segue . Qui abbiamo portato un piccolo contributo su una piccola cosa , ed ora si puo' ragionare meglio sugli effetti del lavoro bipodalico e monopodalico : la scelta consapevole torna a chi si sporca le mani sul campo . Il PDF allegato riguarda tutte e due le parti degli audiovideo su questo argomento .

Confronto squat Bipod EBW e monop carico naturale : 1 parte

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Debbo dire che l ho fatto almeno 3 volte questo audiovideo perchè ogni volta scoprivo qualcosa di nuovo e quindi approfondivo l'argomento e cambiavo le diapositive : la bellezza di questo mio lavoro alle soglie dei 64 anni mi stupisce ogni volta di piu per la mia "ignoranza ". In sostanza quando andiamo in sala pesi ci portiamo appresso i " difetti " dei nostri gesti tecnici e se non facciamo attenzione li moltiplichiamo . La cosa paradossale che leggo tantissima spazzatura sulla letteratura mondiale dei nostri sport scientist ( sopratutto metaboliche e paramediche ) ma di questo pochissimo o se vogliamo niente. Ma guarda caso questo è il nostro lavoro ma è vero : gli sport scientist non lo hanno mai fatto , stanno sempre chiusi in luoghi confortevoli dove non c'è la puzza di sudore !!!

EMG e schiacciate e muro nel volley : 2 parte

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Altre sorprese oggi nell'analisi dei gesti tecnici del volley : analizzando schiacciate e muri abbiamo visto che anche in questa condizione non c'è riflesso da stiramento sul quadricipite e che vi sono differenze significative tra l'azione dei salti verticali ( schiacciate 1 linea) rispetto a quelli orizzontali ( 2 linea e battute ) . Alcune considerazioni su due tipologie di muro e nel prossimo articolo sempre sul volley tratteremo anche sul numero dei salti in allenamento e la loro qualità e tipologia ( piegamento e lunghezza oltre che altezza ed inclinazione del tronco ) che si possono ricavare dal nuovo gps con piattaforma inerziale ed apposito programma .

Differenze di Impegno metabolico rilevate tra EMG e Gps negli spazi stretti : avvertenze per l’uso

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Quando svolgiamo esercizi di allenamento negli spazi stretti sicuramente i giocatori sono costretti a toccare molte piu volte il pallone e questo consente di migliorare la loro tecnica individuale , unita alla capacità tattica individuale di dover leggere cosa succede davanti ai loro occhi . Spesso ci siamo chiesti come mai queste tipologie di lavoro ci fanno risultare dai dati gps un impegno metabolico basso che soprattutto non collima con le nostre impressioni . Credo che una buona spiegazione sia contenuto in questo audiovideo maratona di oltre un ora ed il colpevole sia l'impossibilità da parte del gps di valutare il dispendio energetico dell'elemento tecnico che in queste particolari situazione viene usato molto piu frequentemente rispetto alla partita che avviene negli spazi larghi dove il giocatore tocca la palla per 1-2'' al minuto . Sono graditi commenti e critiche che ultimamente non trovano molto spazio sul facebook del blog .....

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