Archive | metodologia dell’allenamento

2 parte) Il recupero nella seduta di allenamento : un po’ di fisiologia, molta metodologia dell’allenamento e pratica da campo

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Dopo parecchi anni che non ho piu accesso alla tecnologia del consumo di ossigeno , provo a ricostruire  alcuni concetti base di fisiologia da apllicare all'allenamento :lo faccio tramite  le centinaia di prove che ho sviluppato nel corso della mia vita con  l'uso dei metabolimetri che ho cercato di usare sempre con la logica di conoscere meglio le reazioni del corpo umano , non appiattendomi sull'uso dei noiosi ed abbastanza inutili test a carichi crescenti , ma cercando con tutti i miei limiti di utilizzare delle prove che servissero nello specifico al giocatore o all'atleta di turno e al suo sport , e che ci consentissero di studiare vari aspetti del suo metabolismo ,incluso il Vo2max ma senza prove massimali ad esaurimento . L'audiovideo di oggi è difficile e mi sono anche reso conto di essere un po arrugginito su questi concetti e calcoli che stanno alla base della metodologia dell'allenamento , tanto che ci ho messo una settimana quasi a tempo pieno per preparare questo audiovideo di 45 minuti , e non sono neanche soddisfatto. Avviso prima che bisogna stare seduti e magari aiutarsi con qualche appunto , non prendetelo alla leggera è abbastanza complicato e vi prego anche di segnalarmi se ci sono delle cose che vi sembrano sbagliate o non comprensibili , vi ascolto sempre ma stavolta ancora di piu perche voglio migliorarlo . Vi avviso anche che nel prossimo parleremo di allenamento ma secondo me capire questa parte è molto importante per spiegare bene quello che diremo dopo .

Il recupero nella seduta di allenamento : un po’ di fisiologia, molta metodologia dell’allenamento e pratica da campo ( 1 parte)

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Debbo come sempre ringraziare Armando Fucci perchè mi da degli spunti non indifferenti per sviluppare degli audiovideo . Sto diventando vecchio e a volte penso che potrebbe essere utile il mio contributo in piccola parte di conoscenza accumulato negli anni da grandi maestri di fisiologia  come Bosco e di Prampero oltre a letture importanti come  , ma anche e soprattutto dall'aver partecipato in prima persona ( anche se di seconda generazione ) al momento storico in cui queste nuove acquisizioni fisiologiche dovevano trovare riscontro  con la metodologia dell'allenamento e poi essere applicate ai singoli sport con caratteristiche tecniche diversissime ( corsa , ciclismo , canoa e canottaggio, nuoto ) .

La prima generazione di interpreti di questo passaggio furono in Italia Vittori e Bellotti senza dubbio ma molto si deve ad altri allenatori esteri occidentali come Lidyard, Toni Nett, Counsilmann per il nuoto .Non ha mai assunto un ruolo di spicco in questa culturizzazione ( se non nell'ateltica leggera) Sergio Zanon che invece a mio avviso , anche se con ritardo da parte mia , va annoverato tra gli antesignani di questo passaggio ,in quanto in Italia le sue prime traduzioni  di Toni Nett  ed il suo  libro  del 1972 dal titolo "La corsa prolungata in Atletica :biochimica ,fisiologia......... sono quelle che hanno aperto la strada a queste nuove applicazioni dell'allenamento .

Tanto per ricordare ai piu giovani Zanon è stato il primo nel 1974 se non ricordo male ad introdurre il concetto di allenamento pliometrico . Ho conosciuto Zanon direttamente solo nel 1997 e debbo dire non nelle migliori condizioni e non ho avuto una bella impressione . Ma se penso a tutto quello che ha fatto quantomeno per la diffusione  delle conoscenze della metodologia dell'allenamento , mi incazzo molto perche nei primi anni della mia fase di acculturamento è stato sempre ignorato o quasi a vantaggio di altri e della monodirezionalità della cultura metodologica dei paesi sovietici e tedesca dell'est . E questo solo perchè doveva essere affermata dagli allora dirigenti della scuola dello sport (iscritti al Partito Comunista italiano ) che la cultura comunista dello sport era la migliore possibile . Questo è un passaggio storico che ha influenzata per 30 anni il modo di pensare l'allenamento della mia generazione .

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