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Il rapporto potenza-durata (5a parte): facciamo le nostre scelte di allenamento consapevoli sulla base del modello prestativo

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Siamo momentaneamente arrivati alla fine della saga sul rapporto potenza-durata che sono sicuro in un modo o nell'altro, ha creato un po' di scompiglio tra gli utenti del blog: c'è chi l'ha trovato noioso e troppo teorico, chi invece interessante, chi ha avuto delle folgorazioni e chi invece non ci ha capito nulla, altri hanno affermato che loro ottengono risultati in altra maniera con altre metodologie; qualcuno ha capito invece la vera essenza di ciò che io volevo portare: la libertà di scelta del mio modo di allenare avendo ben chiaro che il centro della mia scelte metodologiche successive si basano sul presupposto essenziale (quello si) che è il modello prestativo che muove i miei passi e non la fisiologia.
Detto questo, possono essere usati anche in parte metodi già usati in precedenza (quindi nessuna novità se proprio vogliamo), ma abbiamo l'obbligo di riconsiderarne la posizione per programmare in rapporto alla sua correlazione con il modello ed i suoi parametri, che sono in parte diversi per tipo di sport. E a questo punto, troppo facile capire che i parametri del calcio sono quelli che esprime la sinottica (o comunque qualcosa anche di più intelligente se la trovate), mentre nel kayak ad esempio sono la velocità, la frequenza dei colpi, il joule/colpo, la durata della ripetizione etc.

 

Le differenze di ruoli nel calcio (3a parte)


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Oggi terminiamo almeno momentaneamente l'analisi dei dati delle differenze di ruoli nei calciatori di serie A. Vedo una grande difficoltà nel dibattito e invito ancora una volta ad inviarmi i vostri lavori personali altrimenti io non ho troppo la sensazione se quello che diciamo ormai vi annoia o sembra scontato (invero non lo è perché si tratta di dati totalmente originali ma forse la sensazione è quella). Vi avviso comunque che la prossima settimana ci sarà un altro audiovideo di Fucci, molto pratico, che è la prosecuzione di quello messo martedì scorso.
Vi invito anche ad identificare qualche argomento anche passato da rinfrescare (ad esempio alcuni mi hanno chiesto un nuovo approfondimento sulla curva potenza-durata applicato nei vari sport) in modo da discutere un po' di più. Vi invito anche a fornire a Varracchio per l'AIPAC campano degli spunti riguardanti la programmazione con la potenza metabolica che sarà oggetto di un seminario regionale a novembre a Torre Annunziata (lo dico a scanso di equivoci, l'ho solo letto su Facebook e mi sembra una bella idea, non ho neanche parlato con Salvatore e spero che questa mia pubblicità non richiesta non danneggi il seminario!).

Le differenze di ruoli nel calcio (2a parte)


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Oggi entriamo nel dettaglio dei ruoli, analizzando naturalmente non solo le potenze metaboliche ma anche tutti gli altri attori che vengono contraddistinti dalla sinottica. Come noterete, ci sono elementi nuovi che ancora non compaiono del tutto esplicite nella nuova sinottica. Entro pochissimi giorni immetteremo il software GPS LagalaColli 9.076 che li conterrà tutti, oltre ad avere finalmente riattivate le funzioni geoplot nel programma stesso.

In molti mi avete chiesto delle differenze di ruolo e finalmente sono qui a darvi dei risultati che si basano su quasi 400 giocatori di serie A. Vi ricordo che se volete, potete immetterli anche sulla vostra sinottica e crearvene a piacimento.

Sono anche molto soddisfatto del grande successo che ha avuto l'audiovideo sui moduli, che ha raggiunto 1000 visualizzazioni in 4 giorni e quasi 600 il primo giorno, facendoci fare il record di contatti giornalieri a 2063. Ciò ci sprona a continuare - anche se molti hanno letto l'articolo senza essere contributori del blog - e a dare ogni tanto qualche informazione diversa dalla solita noia dei giornali sportivi. Oggi torniamo rigidamente ai registrati sottoscrittori del blog che potranno usufruire di questi dati con i loro GPS.

La chiave per impostare l’allenamento nel calcio (2a parte): proposte pratiche per la strutturazione della seduta in termini di durata, intensità e pause


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Ho visto un grande interesse e tantissimi scarichi della prima parte dell'audiovideo inerente la lettura dei recuperi del giocatore tra un'azione intensa e l'altra e sono sicuro allora che questo vi interesserà ancora di più perché mette in chiaro come la penso nell'ambito della strutturazione dell'allenamento metabolico del calcio (e questo non significa che sia giusto ma che è frutto di una serie di osservazioni sul campo e sulle necessità pratiche dell'allenamento). Invece di continuare a giocare come gli pseudoscienziati bamba sull'allenamento fisiologico e basta (roba oramai da pre caduta del muro di Berlino ma fermamente presente nelle nostre federazioni ed università così possono continuare a comandare i medici o chi gli vuole assomigliare mettendosi il camice), cerchiamo quindi di dare spazio a quello che è la strutturazione completa della seduta di allenamento dove l'allenatore ed i giocatori sono protagonisti e l'esperto di condizionamento deve accodarsi, pur non rinunciando al proprio ruolo. E Invece abbiamo i 15 giorni di celebrità del preparatore atletico old style con le corse nei boschi, le dichiarazioni fasulle sui giornali ed il trombonismo sugli infortuni etc.

Credo che un paio di cose dette da Armando Fucci e da Fabrizio Tafani siano del tutto vere (e cercherò anche di metterle in audiovideo): possiamo programmare dosando le accelerazioni, in CdD, la % anaerobica, le azioni intense e i recuperi, che è molto più difficile che le 4 stronzate a 16 km/h, dove basta stare seduti ed aspettare che finiscano. Ed è chiaro che la cosa più importante è trovare a seconda del livello dove operiamo, situazioni di allenamento con la palla dove possiamo esprimere ANCHE potenze metaboliche adeguate, mentre invece fare potenze metaboliche alte è un esercizio da cretini per quanto è facile, ancora più se sono in linea e a velocità costante, ma non stimolano la forza per la mancanza totale delle accelerazioni e non stimola l'aspetto cognitivo del giocatore.

Un paio di note, nel precedente audiovideo per errore ho parlato ancora di rapporto tra distanza percorsa a W > 20 Watt/kg e velocità > 16 km/h, ma come indicatomi da Armando è errato, nella sinottica oramai si parla di tempo e non più di distanza che abbiamo più volte dimostrato essere fallace.

La seconda cosa che ricomincio l'audiovideo con 3 minuti del precedente così non vi perdete e seguite il ragionamento.

 

Pompa: potenza metabolica, dati sinottica e FC (2a parte)


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Oggi il secondo contributo di Dario Pompa (rigorosamente ristretto ai sostenitori) con esempi pratici sugli svarioni della FC, che comunque era prevedibile da tutti visto che nella prima parte Dario non ha fatto altro che usare dati, studi e pratiche conosciute dagli allenatori sulla variabilità della FC a parità di potenza erogata. L'avvento della potenza metabolica dapprima ha chiarito il margine di errore (per carità prima avevamo solo quella ma adesso perseverare è diabolico... ), ma adesso sempre più diventano forse più importanti gli altri parametri che ci avvicinano o allontano dal modello, perché fare 13 watt e sbagliare tutto correndo in linea lo può fare qualsiasi coglione, mettere insieme tutti gli altri dati è un po' più complicato. Mentre continuano a essere presenti nei raduni di serie A test massimali ad esaurimento il 1o giorno, corse nei boschi, 1000 metri (anche dalla Francia che pensavo avessero capito qualcosa) e altre magnificenze del genere che fanno sembrare veramente la festa del dilettante la preparazione fisica del calciatore come se fosse fermo da 8 mesi e dovesse fare chissà che ricondizionamento.
Da adesso a maggio ci sono altri 10 mesi, ma nessuno riesce a concepire che la forma del calciatore è tutta un'altra cosa? Bisogna accompagnarlo progressivamente al recupero di una sua discreta condizione generale (bastano 15 gg per uno che ha smesso di allenarsi un mese fa); dalla condizione generale bisogna poi rievolvere la sua competenza tecnica e poi metterla al servizio delle componenti di squadra, quindi bisogna fare poche cose e semplici e vanno evitati gli eccessi, qui invece si fa il contrario. L'unica cosa di diverso rispetto al campionato e che nella fase di preparazione si fa un volume più alto di lavoro (tante doppie sedute) che quindi non possono essere troppo intense e lunghe ed invece si vedono cose inenarrabili. La doppia seduta ti deve consentire di fare qualcosa di più in termini di volume totale, ma ne paga alcuni aspetti dell'intensità. Tutto qui.

Per la "resistenza" del calciatore, dopo un primo ricondizionamento, conta - a mio avviso naturalmente - il dosaggio della qualità e del tempo di gioco del singolo giocatore in amichevole, che è la vera determinante dello sviluppo della resistenza specifica. Giocare contro la Boscaiola di turno è proprio il concetto dell'intensità modesta che inizialmente necessita ed il giusto dosaggio di aumento di qualità fa la differenza secondo me nella preparazione, così come aumentare il tempo giocato con progressività, senza sperare che il giocatore alla prima partita vera sia in condizione di fare il suo massimo, anzi se lo fosse sarebbe grave.
Abbiamo dimostrato che dobbiamo considerare crescente la forma del giocatore nel corso di tutto il campionato e della crescita della sua potenza metabolica in partita, quindi sappiamo di cosa parliamo. Ma i danni fatti dai preparatori che vengono da altri sport continuano ad imperversare soprattutto in serie A. Vi posso garantire che c'è un'attenzione enorme da parte della serie B in giù fino alle giovanili, al controllo dell'attività con la potenza metabolica e tutti i suoi importanti derivati. Mi ricordo ancora la presunzione della risposta ad una domanda di un mio collaboratore sulla potenza metabolica di un preparatore che oggi sta finalmente a casa (magari sta bene perché si gode i soldi del suo ricco contratto) definito illuminato: adesso fatti i gargarismi con la tua presunzione prima di parlare di cose che neanche ti sei peritato di conoscere.

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