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L’allenamento del calciatore di elite: la seconda parte della nostra relazione (espansa) al seminario di Firenze del 6-7 Febbraio 2014

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Anzitutto voglio ringraziare tutti coloro che hanno rivolto il loro interesse verso la prima parte del precedente audiovideo commentandolo sul blog: sicuramente la prima parte ha fornito tutto insieme molti dati tra loro congrui e concorrenti alla formazione di un modello di riferimento che debbo dire non ho trovato da altre parti. Poi tutto si può migliorare, ma se penso che c'è gente pagata per dire che per allenare nel calcio devi fare le ripetute sui 1000 m, allora penso che l'Italia dello sport è in mano a incompetenti e per giunta presuntuosi.

Con l'audiovideo di oggi cerchiamo di passare dal modello alle proposte operative e al loro controllo durante l'anno: ci dobbiamo convincere che le modalità di controllo degli sport di squadra sono  diverse dalle ormai obsolete valutazioni analitiche che temo ci abbiano fatto troppo depistare dall'obiettivo vero che è la prestazione nel suo complesso e non una porzione infinitesima di questa come l'altezza di salto o la VAM.

Il cercare di migliorare il test ci ha portato ad allenare il test e non più lo sport che ci interessava. Ci siamo caduti tutti per carità, ma qualcuno ancora non se ne è accorto o per convenienza (perché diventerebbe una nullità) fa finta di non accorgersene...

Il rapporto potenza-durata (5a parte): facciamo le nostre scelte di allenamento consapevoli sulla base del modello prestativo

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Siamo momentaneamente arrivati alla fine della saga sul rapporto potenza-durata che sono sicuro in un modo o nell'altro, ha creato un po' di scompiglio tra gli utenti del blog: c'è chi l'ha trovato noioso e troppo teorico, chi invece interessante, chi ha avuto delle folgorazioni e chi invece non ci ha capito nulla, altri hanno affermato che loro ottengono risultati in altra maniera con altre metodologie; qualcuno ha capito invece la vera essenza di ciò che io volevo portare: la libertà di scelta del mio modo di allenare avendo ben chiaro che il centro della mia scelte metodologiche successive si basano sul presupposto essenziale (quello si) che è il modello prestativo che muove i miei passi e non la fisiologia.
Detto questo, possono essere usati anche in parte metodi già usati in precedenza (quindi nessuna novità se proprio vogliamo), ma abbiamo l'obbligo di riconsiderarne la posizione per programmare in rapporto alla sua correlazione con il modello ed i suoi parametri, che sono in parte diversi per tipo di sport. E a questo punto, troppo facile capire che i parametri del calcio sono quelli che esprime la sinottica (o comunque qualcosa anche di più intelligente se la trovate), mentre nel kayak ad esempio sono la velocità, la frequenza dei colpi, il joule/colpo, la durata della ripetizione etc.

 

Le differenze di ruoli nel calcio (3a parte)


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Oggi terminiamo almeno momentaneamente l'analisi dei dati delle differenze di ruoli nei calciatori di serie A. Vedo una grande difficoltà nel dibattito e invito ancora una volta ad inviarmi i vostri lavori personali altrimenti io non ho troppo la sensazione se quello che diciamo ormai vi annoia o sembra scontato (invero non lo è perché si tratta di dati totalmente originali ma forse la sensazione è quella). Vi avviso comunque che la prossima settimana ci sarà un altro audiovideo di Fucci, molto pratico, che è la prosecuzione di quello messo martedì scorso.
Vi invito anche ad identificare qualche argomento anche passato da rinfrescare (ad esempio alcuni mi hanno chiesto un nuovo approfondimento sulla curva potenza-durata applicato nei vari sport) in modo da discutere un po' di più. Vi invito anche a fornire a Varracchio per l'AIPAC campano degli spunti riguardanti la programmazione con la potenza metabolica che sarà oggetto di un seminario regionale a novembre a Torre Annunziata (lo dico a scanso di equivoci, l'ho solo letto su Facebook e mi sembra una bella idea, non ho neanche parlato con Salvatore e spero che questa mia pubblicità non richiesta non danneggi il seminario!).

Le differenze di ruoli nel calcio (2a parte)


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Oggi entriamo nel dettaglio dei ruoli, analizzando naturalmente non solo le potenze metaboliche ma anche tutti gli altri attori che vengono contraddistinti dalla sinottica. Come noterete, ci sono elementi nuovi che ancora non compaiono del tutto esplicite nella nuova sinottica. Entro pochissimi giorni immetteremo il software GPS LagalaColli 9.076 che li conterrà tutti, oltre ad avere finalmente riattivate le funzioni geoplot nel programma stesso.

In molti mi avete chiesto delle differenze di ruolo e finalmente sono qui a darvi dei risultati che si basano su quasi 400 giocatori di serie A. Vi ricordo che se volete, potete immetterli anche sulla vostra sinottica e crearvene a piacimento.

Sono anche molto soddisfatto del grande successo che ha avuto l'audiovideo sui moduli, che ha raggiunto 1000 visualizzazioni in 4 giorni e quasi 600 il primo giorno, facendoci fare il record di contatti giornalieri a 2063. Ciò ci sprona a continuare - anche se molti hanno letto l'articolo senza essere contributori del blog - e a dare ogni tanto qualche informazione diversa dalla solita noia dei giornali sportivi. Oggi torniamo rigidamente ai registrati sottoscrittori del blog che potranno usufruire di questi dati con i loro GPS.

La chiave per impostare l’allenamento nel calcio (2a parte): proposte pratiche per la strutturazione della seduta in termini di durata, intensità e pause


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Ho visto un grande interesse e tantissimi scarichi della prima parte dell'audiovideo inerente la lettura dei recuperi del giocatore tra un'azione intensa e l'altra e sono sicuro allora che questo vi interesserà ancora di più perché mette in chiaro come la penso nell'ambito della strutturazione dell'allenamento metabolico del calcio (e questo non significa che sia giusto ma che è frutto di una serie di osservazioni sul campo e sulle necessità pratiche dell'allenamento). Invece di continuare a giocare come gli pseudoscienziati bamba sull'allenamento fisiologico e basta (roba oramai da pre caduta del muro di Berlino ma fermamente presente nelle nostre federazioni ed università così possono continuare a comandare i medici o chi gli vuole assomigliare mettendosi il camice), cerchiamo quindi di dare spazio a quello che è la strutturazione completa della seduta di allenamento dove l'allenatore ed i giocatori sono protagonisti e l'esperto di condizionamento deve accodarsi, pur non rinunciando al proprio ruolo. E Invece abbiamo i 15 giorni di celebrità del preparatore atletico old style con le corse nei boschi, le dichiarazioni fasulle sui giornali ed il trombonismo sugli infortuni etc.

Credo che un paio di cose dette da Armando Fucci e da Fabrizio Tafani siano del tutto vere (e cercherò anche di metterle in audiovideo): possiamo programmare dosando le accelerazioni, in CdD, la % anaerobica, le azioni intense e i recuperi, che è molto più difficile che le 4 stronzate a 16 km/h, dove basta stare seduti ed aspettare che finiscano. Ed è chiaro che la cosa più importante è trovare a seconda del livello dove operiamo, situazioni di allenamento con la palla dove possiamo esprimere ANCHE potenze metaboliche adeguate, mentre invece fare potenze metaboliche alte è un esercizio da cretini per quanto è facile, ancora più se sono in linea e a velocità costante, ma non stimolano la forza per la mancanza totale delle accelerazioni e non stimola l'aspetto cognitivo del giocatore.

Un paio di note, nel precedente audiovideo per errore ho parlato ancora di rapporto tra distanza percorsa a W > 20 Watt/kg e velocità > 16 km/h, ma come indicatomi da Armando è errato, nella sinottica oramai si parla di tempo e non più di distanza che abbiamo più volte dimostrato essere fallace.

La seconda cosa che ricomincio l'audiovideo con 3 minuti del precedente così non vi perdete e seguite il ragionamento.

 

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