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Tabarelli 2a parte del modello di prestazione degli allievi elite

Anzitutto sono contentissimo della valanga di richieste che abbiamo avuto negli ultimi 3-4 giorni per partecipare ai due seminari di Ostia del 24-25 Maggio sulla pratica dell'allenamento basato sulla potenza metabolica che si ricava dai GPS. Le notizie su questi seminari le potete approfondire cliccando nel rotor dei banner a destra o nelle notizie flash.

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Oggi concludiamo con l'audiovideo di Tabarelli l'analisi di ciò che avviene nelle partite di allievi elite e anche la differenza dell'impegno metabolico tra ruoli. Come più volte sottolineato dall'autore e dal sottoscritto speriamo di avere altri contributi di preparatori di categorie giovanili diversi che possano analizzare come si differenzia questo modello.

Pongo intanto una piccola e modesta riflessione: è giusto che a livello di ragazzi di 14 anni già ci sia un ruolo totalmente definito e un modulo di gioco prefissato? Attualmente nel calcio si vedono utilizzi di moduli diversi partendo dalla difesa a 3 o a 4. Ma un ragazzo che deve giocare solo difensore centrale e magari con due compagni o uno solo, e non provare mai a giocare ad esempio sulla fascia da terzino o da esterno, è corretto in termini evolutivi?? Mi ricorda un po' quello che succedeva nella pallavolo quando nei settori giovanili di serie A i ragazzi che non sapevano ricevere invece di insegnargli a farlo, li si metteva a giocare da opposti - che in gara non ricevono la battuta - così il problema era risolto, ma il ragazzo era marchiato perché poi gli opposti in serie A li occupano sempre o quasi gli stranieri ed è uno solo per squadra, mentre i martelli che ricevono sono due!
Mi piacerebbe sentire chi da anni si occupa di settore giovanile (quelli che stanno sul campo, non quelli che scrivono e non ci sono mai stati in un settore giovanile di alto livello perché non li chiama nessuno e appunto hanno tempo di scrivere), senza avere da parte mia nessuna preclusione mentale in merito.

Allenamento per la forza funzionale nel calcio (Tafani, Andorlini, Puleo) – conclusione 3a parte ma anche un quesito da un nostro sottoscrittore…

L'audiovideo è solo per i sostenitori del blog, informati sulle modalità di sottoscrizione. La sottoscrizione senza il versamento verrà cancellata. Non verrà data alcuna risposta alle email o commenti o richieste di informazioni di non sostenitori del blog. Se sei già sostenitore, effettua il login. Oggi oltre ad ultimare la 3a parte dell'allenamento funzionale della forza nel calcio (molto pratica oggi e piena di filmati esplicativi), voglio mettere una email che mi è arrivata ormai da 15 giorni da un nostro collega, ma che rimane a mio avviso attuale su cui possiamo discutere ed anch'io dirò la mia. Caro prof. sono MB (dal profondo SUD) preparatore professionista, l'argomento sul quale le chiedo un parere non è attinente alle tematiche trattate, ma ci terrei  tanto a conoscere il suo parere in merito a due episodi analoghi verificatisi recentemente e secondo me passati sotto eccessivo silenzio. Vengo al punto: l'allenatore del Milan Seedorf, che io ammiravo non solo come calciatore, ma anche per le sue dichiarazioni fino ad ora mai banali, questa volta, mancando oltretutto di stile, secondo il mio parere è caduto nella banalità, dicendo di aver trovato al suo arrivo al Milan una squadra mal preparata fisicamente. Possibile a questo punto della stagione quando l'intera rosa ha disputato almeno 20 partite a testa? Nessuno gli ha risposto per le rime, tantomeno Allegri. Qualche giorno dopo, o prima, non ricordo esattamente, Prandelli altro tecnico che considero tra i più preparati, ci fa sapere che la sconfitta contro la Spagna è solo colpa della condizione fisica. Anche stavolta nessuno che gli risponda che non siamo a Settembre (tra l'altro le cattive prestazioni della Nazionale in quel periodo hanno già sempre questo alibi), e nemmeno a Giugno mese nel quale qualche calciatore potrebbe arrivare realmente "cotto", ma a Febbraio, nel pieno della stagione agonistica, mese nel quale la condizione fisica dovrebbe essere al culmine. Perché qualcuno non prova a spiegare a Prandelli e a Seedorf, che capita che l'avversario è superiore perché ha più qualità, è più organizzato, e soprattutto "mentalmente" fa meno fatica perché più abituato a riorganizzarsi una volta persa palla (le famose fasi di transizione)? Ad esempio ho visto giocatori della qualità di Iniesta aggredire l'avversario più vicino una volta persa palla, ed il nostro Cerci fermarsi ad aggiustare i capelli nella fase analoga. Mi sembra che questa "qualità" dello scarica-barile (in questo caso sui preparatori fisici), sia una caratteristica di noi italiani e che mister Seedorf ha appreso completamente, è anche la via più comoda perché scaricando le responsabilità sugli altri, si evita di mettersi in discussione e di provare a ragionare per risolvere le difficoltà. Ma questo è il mio pensiero; ci terrei tanto a conoscere il suo che considero "vangelo". Se trovasse un po' di tempo le sarei grato. Un abbraccio con stima e riconoscenza. MB

L’allenamento della forza funzionale nel calcio – 2a parte (Tafani, Andorlini, Puleo)

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Oggi a grande richiesta la seconda parte dell'allenamento della forza funzionale del calcio a cura di Tafani, Andorlini e Puleo, che nella loro prima uscita hanno raggiunto ad oggi oltre 1600 visualizzazioni. Tale audiovideo lo lasciamo solo per i sottoscrittori del blog, visto che non è nostro compito fare beneficenza. È molto bella questa parte perché vi mette in rapporto preciso il passaggio tra i principi teorici di riferimento e la conseguente applicazione pratica.

L’allenamento del calciatore di elite: la seconda parte della nostra relazione (espansa) al seminario di Firenze del 6-7 Febbraio 2014

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Anzitutto voglio ringraziare tutti coloro che hanno rivolto il loro interesse verso la prima parte del precedente audiovideo commentandolo sul blog: sicuramente la prima parte ha fornito tutto insieme molti dati tra loro congrui e concorrenti alla formazione di un modello di riferimento che debbo dire non ho trovato da altre parti. Poi tutto si può migliorare, ma se penso che c'è gente pagata per dire che per allenare nel calcio devi fare le ripetute sui 1000 m, allora penso che l'Italia dello sport è in mano a incompetenti e per giunta presuntuosi.

Con l'audiovideo di oggi cerchiamo di passare dal modello alle proposte operative e al loro controllo durante l'anno: ci dobbiamo convincere che le modalità di controllo degli sport di squadra sono  diverse dalle ormai obsolete valutazioni analitiche che temo ci abbiano fatto troppo depistare dall'obiettivo vero che è la prestazione nel suo complesso e non una porzione infinitesima di questa come l'altezza di salto o la VAM.

Il cercare di migliorare il test ci ha portato ad allenare il test e non più lo sport che ci interessava. Ci siamo caduti tutti per carità, ma qualcuno ancora non se ne è accorto o per convenienza (perché diventerebbe una nullità) fa finta di non accorgersene...

Il rapporto potenza-durata (5a parte): facciamo le nostre scelte di allenamento consapevoli sulla base del modello prestativo

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Siamo momentaneamente arrivati alla fine della saga sul rapporto potenza-durata che sono sicuro in un modo o nell'altro, ha creato un po' di scompiglio tra gli utenti del blog: c'è chi l'ha trovato noioso e troppo teorico, chi invece interessante, chi ha avuto delle folgorazioni e chi invece non ci ha capito nulla, altri hanno affermato che loro ottengono risultati in altra maniera con altre metodologie; qualcuno ha capito invece la vera essenza di ciò che io volevo portare: la libertà di scelta del mio modo di allenare avendo ben chiaro che il centro della mia scelte metodologiche successive si basano sul presupposto essenziale (quello si) che è il modello prestativo che muove i miei passi e non la fisiologia.
Detto questo, possono essere usati anche in parte metodi già usati in precedenza (quindi nessuna novità se proprio vogliamo), ma abbiamo l'obbligo di riconsiderarne la posizione per programmare in rapporto alla sua correlazione con il modello ed i suoi parametri, che sono in parte diversi per tipo di sport. E a questo punto, troppo facile capire che i parametri del calcio sono quelli che esprime la sinottica (o comunque qualcosa anche di più intelligente se la trovate), mentre nel kayak ad esempio sono la velocità, la frequenza dei colpi, il joule/colpo, la durata della ripetizione etc.

 

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