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La nuova sinottica ed i suoi dati suddivisi per ruolo

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Oggi vi riporto sia il controllo della sinottica rispetto ai dati dello scorso anno, qualche piccola ma significativa variazione c'è (anche nel metodo dell'analisi), e visto che me lo avete chiesto con insistenza, la suddivisione per ruoli con un po' di ragionamenti appresso, che saranno seguiti dall'analisi dell' impegno fisico per moduli di gioco (la prossima).

Se qualcuno ancora non lo sa, abbiamo aperto una pagina di discussione su facebook a cui tutti coloro che sono in regola con la sottoscrizione al blog possono iscriversi , richiedendolo sulla pagina stessa che si chiama laltrametodologia, oppure inviandomi un'email. Se non vi iscrivo vuol dire che non siete in regola con il pagamento, e immaginate solo quanto tempo ci vuole a preparare questi audiovideo. Se non ci sostenete, fra un po' chiudiamo e ritorna il pensiero unico, e tornate alle ripetute sui 1000 m e a sentir dire che la squadra non corre per colpa vostra!!!

Vincere o perdere le partite: qual è il ruolo della condizione fisica e di qualche scelta strategica e tattica? 2a parte

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Come temuto, sabato e domenica è ricominciato il fuoco di fila delle cazzate sulla preparazione fisica: la cosa bella è che ne parlano i commentatori tecnici ex calciatori che evidentemente hanno assorbito negli anni tutte le minchiate sparate dai preparatori per difendersi dalle accuse che la squadra non corre. Una cosa che è apparsa evidente - a chi guardando le partite ha fatto caso alla nuova grafica piccola in alto a sinistra - che alla fine dei secondi tempi di gara, il tempo effettivo di gioco difficilmente ha superato i 50'. Se guardate quello che ho scritto, e la diapositiva apposita che metterò nel prossimo audiovideo, capirete che anche quello è un indice di condizione delle squadre che diminuisce nel corso del prosieguo del campionato. Nessuno ha notato questo dei commentatori, ma tutto un florilegio di carichi di lavoro da smaltire (!?!?), gambe pesanti, brillantezza, giocatore di gamba, mamma mia come stiamo messi... ed è un peccato ripeto, perché di fatto i commenti tecnici a me sembrano in buona parte validi, se si occupassero solo di quello sarebbe meglio.

Se i commentatori venissero informati sulle potenze erogate e su altre amenità di questo genere, forse starebbero su questo punto un po' più zitti ed eviterebbero strafalcioni.

Oggi continuiamo sulla nostra disamina del rapporto tra alcune componenti fisiologiche durante le partite per vedere cosa accade se si vince e si perde, e lo facciamo usando anche qualche altro elemento che ricorda anche un po' le scelte strategiche e tattiche delle squadre, ma le vediamo non più in generale, ma dal punto di vista di una squadra: in pratica come usare la videoanalisi per capire se la mia squadra non solo è in condizione ma se le scelte tattiche e strategiche sviluppate sono poi utili per il risultato oppure no.

Vi prego di attendere, ma abbiamo tanta carne al fuoco per i prossimi audiovideo: tutta l'analisi mirata sui tempi di recupero e come cambiano nel corso dell'anno, i diversi ruoli e come cambiano le sinottiche, il rapporto tra partite giocate in casa e fuori, le diversità di prestazione contro squadre più alte o più basse in classifica, i moduli di gioco e le loro richieste "fisiche" in rapporto alla squadra e ai ruoli; insomma tanta roba, se volete, indicatemi cosa vorreste leggere prima, potrebbe essere un suggerimento valido...

Tabarelli 2a parte del modello di prestazione degli allievi elite

Anzitutto sono contentissimo della valanga di richieste che abbiamo avuto negli ultimi 3-4 giorni per partecipare ai due seminari di Ostia del 24-25 Maggio sulla pratica dell'allenamento basato sulla potenza metabolica che si ricava dai GPS. Le notizie su questi seminari le potete approfondire cliccando nel rotor dei banner a destra o nelle notizie flash.

L'audiovideo è per tutti mentre il PDF è solo per i sostenitori del blog,
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Oggi concludiamo con l'audiovideo di Tabarelli l'analisi di ciò che avviene nelle partite di allievi elite e anche la differenza dell'impegno metabolico tra ruoli. Come più volte sottolineato dall'autore e dal sottoscritto speriamo di avere altri contributi di preparatori di categorie giovanili diversi che possano analizzare come si differenzia questo modello.

Pongo intanto una piccola e modesta riflessione: è giusto che a livello di ragazzi di 14 anni già ci sia un ruolo totalmente definito e un modulo di gioco prefissato? Attualmente nel calcio si vedono utilizzi di moduli diversi partendo dalla difesa a 3 o a 4. Ma un ragazzo che deve giocare solo difensore centrale e magari con due compagni o uno solo, e non provare mai a giocare ad esempio sulla fascia da terzino o da esterno, è corretto in termini evolutivi?? Mi ricorda un po' quello che succedeva nella pallavolo quando nei settori giovanili di serie A i ragazzi che non sapevano ricevere invece di insegnargli a farlo, li si metteva a giocare da opposti - che in gara non ricevono la battuta - così il problema era risolto, ma il ragazzo era marchiato perché poi gli opposti in serie A li occupano sempre o quasi gli stranieri ed è uno solo per squadra, mentre i martelli che ricevono sono due!
Mi piacerebbe sentire chi da anni si occupa di settore giovanile (quelli che stanno sul campo, non quelli che scrivono e non ci sono mai stati in un settore giovanile di alto livello perché non li chiama nessuno e appunto hanno tempo di scrivere), senza avere da parte mia nessuna preclusione mentale in merito.

Allenamento per la forza funzionale nel calcio (Tafani, Andorlini, Puleo) – conclusione 3a parte ma anche un quesito da un nostro sottoscrittore…

L'audiovideo è solo per i sostenitori del blog, informati sulle modalità di sottoscrizione. La sottoscrizione senza il versamento verrà cancellata. Non verrà data alcuna risposta alle email o commenti o richieste di informazioni di non sostenitori del blog. Se sei già sostenitore, effettua il login. Oggi oltre ad ultimare la 3a parte dell'allenamento funzionale della forza nel calcio (molto pratica oggi e piena di filmati esplicativi), voglio mettere una email che mi è arrivata ormai da 15 giorni da un nostro collega, ma che rimane a mio avviso attuale su cui possiamo discutere ed anch'io dirò la mia. Caro prof. sono MB (dal profondo SUD) preparatore professionista, l'argomento sul quale le chiedo un parere non è attinente alle tematiche trattate, ma ci terrei  tanto a conoscere il suo parere in merito a due episodi analoghi verificatisi recentemente e secondo me passati sotto eccessivo silenzio. Vengo al punto: l'allenatore del Milan Seedorf, che io ammiravo non solo come calciatore, ma anche per le sue dichiarazioni fino ad ora mai banali, questa volta, mancando oltretutto di stile, secondo il mio parere è caduto nella banalità, dicendo di aver trovato al suo arrivo al Milan una squadra mal preparata fisicamente. Possibile a questo punto della stagione quando l'intera rosa ha disputato almeno 20 partite a testa? Nessuno gli ha risposto per le rime, tantomeno Allegri. Qualche giorno dopo, o prima, non ricordo esattamente, Prandelli altro tecnico che considero tra i più preparati, ci fa sapere che la sconfitta contro la Spagna è solo colpa della condizione fisica. Anche stavolta nessuno che gli risponda che non siamo a Settembre (tra l'altro le cattive prestazioni della Nazionale in quel periodo hanno già sempre questo alibi), e nemmeno a Giugno mese nel quale qualche calciatore potrebbe arrivare realmente "cotto", ma a Febbraio, nel pieno della stagione agonistica, mese nel quale la condizione fisica dovrebbe essere al culmine. Perché qualcuno non prova a spiegare a Prandelli e a Seedorf, che capita che l'avversario è superiore perché ha più qualità, è più organizzato, e soprattutto "mentalmente" fa meno fatica perché più abituato a riorganizzarsi una volta persa palla (le famose fasi di transizione)? Ad esempio ho visto giocatori della qualità di Iniesta aggredire l'avversario più vicino una volta persa palla, ed il nostro Cerci fermarsi ad aggiustare i capelli nella fase analoga. Mi sembra che questa "qualità" dello scarica-barile (in questo caso sui preparatori fisici), sia una caratteristica di noi italiani e che mister Seedorf ha appreso completamente, è anche la via più comoda perché scaricando le responsabilità sugli altri, si evita di mettersi in discussione e di provare a ragionare per risolvere le difficoltà. Ma questo è il mio pensiero; ci terrei tanto a conoscere il suo che considero "vangelo". Se trovasse un po' di tempo le sarei grato. Un abbraccio con stima e riconoscenza. MB

L’allenamento della forza funzionale nel calcio – 2a parte (Tafani, Andorlini, Puleo)

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Oggi a grande richiesta la seconda parte dell'allenamento della forza funzionale del calcio a cura di Tafani, Andorlini e Puleo, che nella loro prima uscita hanno raggiunto ad oggi oltre 1600 visualizzazioni. Tale audiovideo lo lasciamo solo per i sottoscrittori del blog, visto che non è nostro compito fare beneficenza. È molto bella questa parte perché vi mette in rapporto preciso il passaggio tra i principi teorici di riferimento e la conseguente applicazione pratica.

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