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Analisi e risultati di un test navetta calcio da Fucci-Varracchio

Oggi sono molto lieto di mostrarvi un audiovideo dove Armando Fucci e Salvatore Varracchio hanno proceduto ad analizzare, in maniera puntuale e dettagliata, la prova di due ragazzi sul test navetta calcio da me proposto. Lo hanno fatto con una perizia e passione veramente stupefacenti, perché hanno messo in mostra tutto ciò che può essere analizzato, e soprattutto le indicazioni che possono essere prese dal test. La cosa interessante e che loro stessi stanno continuando ad analizzare le molteplici varianti di questo tipo di valutazione, modificandola costantemente: il concetto della navetta calcio sono convinto che sia interessante ed innovativo, ma soprattutto deve essere personalizzato alle esigenze del preparatore e della squadra che ha di fronte. Inoltre deve fornire indicazioni utili, quindi può essere modificato a piacimento ed usato come strumento di allenamento.
Quindi veramente complimenti agli autori anche perché potevano, dato il loro curriculum, ignorare totalmente queste innovazioni: ed invece si sono rimessi in gioco, debbo dire con un entusiasmo da ventenni, con strumenti e concetti nuovi. Aspetto dai "giovani" altri contributi...

Terminato il primo invio dei filmati del seminario “La rivoluzione del calcolo della potenza metabolica nel calcio”

Ciao a tutti, a coloro che hanno effettuato la donazione nelle varie tipologie comprensive delle lezioni del seminario di Roma "LA RIVOLUZIONE DEL CALCOLO DELLA POTENZA METABOLICA TRAMITE L'ACCELERAZIONE E LA VELOCITÀ" svolto dal prof. di Prampero e da me il 24/10/2011, ho terminato alle 14:00 del 26/04/12 l'invio al vostro indirizzo e-mail dei filmati e dei PDF delle relazioni con un'aggiunta di una parte riguardante la modalità di lettura dei dati del GPS che avevo trattato a Corato ma non in altre parti. L'invio è stato fatto a tutti quelli che hanno fatto la donazione e la richiesta entro le 13:00 del 26/04/2012.
Se per caso qualcuno che ha effettuato la sottoscrizione non le ha ricevute mi mandasse una e-mail!

È sufficiente cliccare dove c’è scritto http:// etc; questo collegamento punterà al file archiviato, cosicché potrete scaricare le lezioni che sono di 20-30 minuti massimo.

Naturalmente, ricordatevi che avete pagato per questo e quindi tali lezioni non vanno cedute né fatte copiare a nessuno!!! La qualità del video è molto buona e si legge con tutto (il mio consiglio è sempre VLC media player, lettore multimediale libero e ben fatto). Per qualsiasi problema non esitate a scrivermi.
Naturalmente per chi le richiederà nei prossimi giorni faremo altrettanto.

Roberto Colli

Risolto il problema degli indici e delle categorie

Bene, come potete notare qualcosa si muove nel blog, cambiata un po' la forma, ma soprattutto la sostanza: ora l'indicizzazione è stata rimessa apposto dal nuovo blogger (un ex campione del mondo comunque, non uno da poco, che ringrazio soprattutto per aver compreso la necessità di fare in fretta). Adesso sono certo che troveremo delle soluzioni agli altri problemini che ci affliggono dopo la migrazione, ve li comunicherò ogni volta che saranno risolti. Intanto ora potete girare per il blog sulla base delle date, degli argomenti etc e debbo dire che anche la parte estetica mi soddisfa.

Forza reattiva: 3a parte

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Anzitutto vi ringrazio per i complimenti che mi state facendo sul blog per questi audiovideo sulla forza reattiva, ciò mi ha stimolato ad essere forse un po' più prolisso, ed anche stavolta non c'è l'ho fatta a completare l'argomento. Spero di fornire degli spunti per il vostro lavoro (specifico) perché i principi che trovate qui vanno poi applicati in rapporto al vostro sport di provenienza.
Oggi due i punti focali: i differenti angoli di impatto per i velocisti e i giocatori nella determinazione della stiffness ed il dubbio: ma come mai se applico più forza nel movimento di forza reattiva, anche a parità di angolo di un gesto esplosivo, poi l'altezza di salto non è nettamente migliore con il lavoro di forza reattiva? Qui qualche spunto per il nostro bioingegnere che sta in America ci sta: io non sono in grado di spiegarlo, ma se lui ha delle ipotesi sono pronto ad accettarle.
Il secondo punto forte (a mio avviso), sta nella comprensione che anche ad angoli più chiusi sviluppiamo eccome forza reattiva, soprattutto se i nostri gesti sono accelerativi - come avviene negli sport di squadra - e quindi abbiamo bisogno di spazio per accelerare.
Nel prossimo ed ultimo (almeno spero) audiovideo affronteremo il concetto del lavoro monopodalico sempre in ambito stiffness e vi darò anche la mia valutazione del lavoro isoinerziale (che continuo a non capire perché venga chiamato così) ed il suo rapporto con la forza reattiva, facendolo vedere come può essere utilizzato (a livello generale) anche per altri sport dove la forza reattiva non è presente nel gesto tecnico.
Il file PDF con tutte le diapositive utilizzate lo allegherò nell'ultimo audiovideo.

Forza reattiva: 2a parte

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Mentre stavo preparando l'audiovideo sulla forza reattiva mi sono reso conto di quanto profondo sia l'argomento, a cui forse non viene data la giusta importanza in termini anche di collocazione nelle metodiche di allenamento. Sicuramente la forza reattiva può essere collocata nelle vicinanze del lavoro funzionale, a differenza di lavori su altre espressioni di forza, visto che dobbiamo cercare di riprodurre "la storia che precede la contrazione" (come diceva Bosco). È interessante notare che come sempre la pratica ha preceduto la teoria, i lavori di Yuri Verkhoshansky hanno preceduto di oltre vent'anni la validazione scientifica, che come notiamo in questo e nel prossimo audiovideo (ebbene si ce ne sarà almeno un altro!), ha avuto delle falle e degli errori che solo nel corso degli anni si stanno rivelando tali. Ciò dipende anche e soprattutto dalle tecnologie di misura, ma anche da qualche presupposto teorico non considerato, come ad esempio la forza diversa ad angoli differenti al ginocchio che fu introdotto da Viitasalo sono nel 1985. Quindi, attenzione ad accettare supinamente i dati della scienza come la verità assoluta, perché essa è fallibile come l'occhio dell'allenatore e se la pratica contraddice la teoria, io scelgo sempre le indicazioni della pratica, perchè la teoria di solito viene studiata da chi non ha esperienza di campo ma si arroga una superiorità culturale assolutamente inesistente.
Armando Fucci mi ha inviato anche una precisazione graditissima, il lavoro di Verkhoshansky ricevette il nome di Schlag Metod in tedesco che ha vari significati come: eccentricità, botta, colpo, fendente e ne spiega la nostra traduzione in metodo d'urto. Chi insegna storia dello sport a Scienze Motorie, si dovrebbe occupare anche di questo, e allora questa materia non sarebbe una disciplina a sé stante ma collocherebbe meglio i metodi di allenamento e come essi erano influenzati dal regime culturale-politico del periodo.
Ma figuriamoci, questa storia non produce contatti importanti quindi…

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