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Che test metabolici fare nel calcio? 2a risposta a Troisi


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Con l'audiovideo di oggi completiamo le prime due risposte alle domande di Troisi sui test metabolici: capisco che qualcuno rimanga disorientato dalla proposta, ma anche la sua formulazione che prevede vari livelli di controllo (max accelerazione in spazi stretti, CdD, frequenza cardiaca, parametri di potenza metabolica sia sui tratti che sulla media del tracciato, abbinamento ad un altra prova su 20"/20" con recupero attivo), ci deve far capire che dobbiamo uscire dagli steccati dei parametri solamente fisiologici perché considerando solo quelli, a qualcuno poi viene istintivo pensare di allenare per migliorare il V'O2max, o la soglia anaerobica, o qualche altra minchiata analitica con altrettante minchiate di allenamento becero come appunto le ripetute sui 1000 m.
L'approccio deve essere olistico, e diciamo che ci dispiace non avere messo il pallone che avrebbe aumentato ancora i gradi di libertà ed il costo energetico degli spostamenti.
Mi fa piacere farvi notare anche la qualità di registrazione del GPS che segnala bene anche i piccoli spostamenti e le variazioni di velocità, in modo da far notare alle teste di Quoio che stanno cercando di denigrarlo che purtroppo per loro hanno fatto tante cazzate nella vita e sarebbe più semplice dire "si, abbiamo sbagliato e tutti i nostri studi sono da buttare nel cesso" piuttosto che andare a cercare il pelo nell'uovo, oppure giustificarsi dicendo "ci avevamo pensato prima noi", si bel coglione (con rispetto per Aldo Sassi che si occupava tra l'altro di altri sport), oltre ad aver sbagliato i calcoli (cosa naturale le prime volte) perché non hai continuato su questa strada originale ma hai ritenuto più comoda la strada arcelliana?? (anche per gli agganci politici ed economici).
Mi è sembrato giusto cominciare dal test per far capire meglio il mio pensiero, se poi volete approfondimenti sulla navetta calcio per costruirvela voi, nel blog ci sono diversi contributi di Fucci, Varracchio e miei.
Una cosa mi fa piacere aggiungere oggi: finalmente sono riuscito a leggere parte del n.2 della rivista Strenght & Conditioning della FIPE e debbo dire che ancora una volta, nonostante non abbia mai avuto alcun rapporto diretto con lui, leggere il Prof. Pasquale Bellotti conforta ed indirizza i miei pensieri sull'allenamento: quando Bellotti scrive le parola "Punti (o aspetti) chiave", leggete con attenzione perché fra 10-15 anni queste cose saranno ben comprese da tutti (vi ricordate la sua relazione sulla resistenza organizzato per punti chiave del 1987 qui ripubblicato; se non l'avete letto provate a cercarlo, è basilare per chi allena e considerate che gli sports scientists non lo hanno nemmeno provato a capire).
Nel suo articolo "L'allenamento sportivo: gli aspetti chiave per sperare di andare nel futuro" ritrovo molto ben organizzati e razionalizzati i miei caotici pensieri sul perche l'allenamento non è scienza, ma si basa su esso senza però adagiarvisi e soprattutto non sperando mai che lo scienziato "corretto" si sostituisca all'allenatore, oppure dica all'allenatore cosa deve fare sempre e lui deve solo eseguire (quanto sarebbero contenti che gli consegnassimo il cervello questi mediocri finti scienziati nostrani).
La pillola di oggi è la sintesi del punto primo:

"L'allenamento è un fenomeno articolato, progressivo, prevedibile solo per grandi linee, sempre diverso e sempre originalmente nuovo per ciascuno degli individui nei quali si realizza... È un fenomeno di complessità tale da richiedere, al suo principale artefice l'allenatore, l'utilizzazione di un patrimonio vasto di conoscenze, da verificare invariabilmente nella pratica esperienza quotidiana... un progetto che è, già in partenza, unico, originale, irripetibile ed improponibile ad un'altra realtà umana, oltre che ad un differente contesto"

(Bellotti 2012 op cit).

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Che test metabolici fare in precampionato: 1a risposta a Troisi


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Parzialmente risolto il problema dello scarico dell'audiovideo grazie all'intervento del blogger che mi ha soccorso tempestivamente Mi impegno solo per farvi notare che abbiamo superato le 200 mila visite dal 24 ottobre, significa che in 256 giorni di vita del blog i visitatori medi sono stati quasi 800 al giorno!!!

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Navetta 20+20 max: dove prendere i tempi del CdS (2a parte di Dario Pompa)

Un modestissimo ricordo: oggi era la data del compleanno di Carmelo Bosco, 4 luglio e avrebbe compiuto 69 anni, non voglio immaginare la sua rabbia se vedesse cosa sta succedendo adesso a Tor Vergata, dove mercanti nel tempio propalano cose contro cui lui si è battuto tutta la vita e dove opera un suo errore di valutazione, che lo ha tradito nel più intimo del suo pensiero per trenta denari.

Inoltre avrei intenzione di sviluppare, su richiesta di alcuni di voi, un mio percorso di quali e quando fare i test nel calcio (idee che vorrei commentate e criticate da chi sta più sul campo di me, almeno ultimamente dato l'ingombro anteriore), oltre ad alcune direzioni di come pensare di sviluppare in preparazione le esercitaizoni metaboliche e quelle dedicate alla forza, con una progressione. Non faccio un diario giorno per giorno ma alcune logiche (secondo me) progressioni e mi aspetto contributi da Armando Fucci, da Vito Azzone, da Matteo Basile, Emanuele Marra e tanti altri che dimentico e chiunque altro voglia "esibirsi". Fatemi sapere con un commento sul blog se lo reputate interessante oppure no e aggiungete indicazioni e direzioni di lavoro, e soprattutto se volete dire la vostra per criticare i vecchi tromboni come me (almeno io sono vecchio, altri sono tromboni e basta!)

Oggi la seconda parte della tesi "autoprodotta" di Pompa del master del calcio a Pisa, quello che secondo gli autori dovrebbe aprire le porte di Coverciano: in pratica così si obbliga chi vuole accedere al corso prep. atletici del calcio dove vi parlano solo di Helgerud, di ripetute sui 1000 e ben poco di forza funzionale ed applicata, magari però vi ammazzano con la statistica, a spendere circa 6000 euro tra viaggi e retta del corso. Diciamo che era meno costosa la raccomandazione, o meglio, adesso la raccomandazione te la chiedono in moneta direttamente quelli che dirigono il corso e poi faranno lezione, direi che definirla una irregolarità anche etica è molto riduttiva, ma oggi fa caldo e non mi voglio accalorare di più.
L'altra cosa singolare di questo master pieno di fuochi di artificio ma di una debolezza didattica complessiva elevatissima (vedi tesi ed argomenti trattati a lezione molto riduttivi, naturalmente con qualche buona eccezione di personaggi che stanno sul campo e dicono qualcosa di effettivamente nuovo ed applicabile) è che fino ad oggi questo viatico non molto "etico" ma millantato non si è ancora realizzato, sarà quindi vero e varrà la pena spendere tutti questi soldi per poca cultura e molta illusione??

Come quei poveracci che hanno fatto il master a Tor Vergata e non sono neanche stati informati che esiste il calcolo della potenza metabolica, anzi li ringrazio perché poi questi stessi corsisti vengono da me a chidermi privatamente di cosa si tratta e ne escono affascinati ed affranti per aver buttato i soldi per la frequenza al Master, non potete capire che soddisfazione

Dopo il solito sfogo mattutino (vorrei dire qualcosa anche sulla spending review ma penso che su Facebook o Twitter troverete qualcosa di più solido, oppure sulla "vittoria" di Monti A Bruxelles, tutto pilotato da qualcuno che dirige la stampa, un po' come le riviste scientifiche per capirci), due sole parole sul lavoro di Dario Pompa che alla fine ci dice con molta chiarezza anche come collocare una sola videocamera rallentata sulla navetta per avere i dati necessari a capire sia le capacità di accelerazione del soggetto ma anche la sua "abilità" nel cambio di senso e questa informazione ci aiuta a risparmiare i soldi delle cellule fotoelettriche.

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Navetta 20+20 max e sprint su 20 m: il ruolo indipendente del cambio di senso (1a parte di Dario Pompa)

Dopo l'ottimo audiovideo di Basile che ci ha dimostrato alcuni aspetti interessanti nella costruzione del microciclo settimanale (e ci deve molte risposte quando tornerà dalle vacanze!!!), sia di quanto non bisogna fidarsi dei risultati di studi internazionali - che spesso ci depistano per la scarsa attenzione che viene data a come sono organizzati gli allenamenti - ecco qui una nuova tesi di Dario Pompa infaticabile, che dopo aver girato mezza Europa - per spesso accorgersi che lui invece è già più avanti di molti altri - ci presenta un qualcosa di molto utile, e cioè un confronto tra gli sprint e le navette su 20 metri.
In questo studio risalta in maniera chiara ed inequivocabile, e conferma alcuni dati presenti anche nel libro di Tibaudi, che la forza esplosiva, le misure antropometriche, la velocità, poco hanno a che fare sulla capacità del soggetto di frenare e ripartire.
Aggiungo un paio di cose: la prima riguarda la mia conoscenza dell'Impact Factor (IF) e dello Science Citation Index (SCI) che risale a circa il 1982, quando conobbi Bosco ad un seminario organizzato dalla SdS, e caso particolare era interessante sentirlo parlare a bassa voce (era da poco tornato dalla Finlandia). Sicuramente IF e SCI erano molto più veritieri 30 anni fa di quanto lo sono adesso, sputtanati dalle camarille che si creano gruppi di pseudoscienziati che a volte sono scrittori di articoli, altre volte referees, con il risultato che si sa già all'interno delle riviste quali sono i lavori da far passare ed in quali riviste si hanno amici.
Questa, attenzione, non è una pratica solo italiana, ma diffusa in tutto il mondo e quindi si è oramai inflazionato qualsiasi indice per determinare la qualità dello scienziato: quindi non fateci ridere please!!!
Il pallino torni agli utenti, e soprattutto descriviamo molto meglio quali sono le tipologie di allenamento usate invece che di sbrodolarsi su indici statistici incomprensibili. Lasciamo agli sports scientists fasulli le loro seghe mentali sulla statistica avanzata, che capiscono solo loro e serve per fare bella figura con qualche scienziato influente americano, grande ras della cultura scientifico-sportiva. Questa è l'evidenza!! Quando uscirete dall'età jurassica dell'allenamento potrete parlare, altrimenti scrivete e basta, fate più bella figura!!!

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Elastici e torsion pulley a confronto sulle trazioni

Oggi affrontiamo un argomento molto di moda e cioè: l'uso degli elastici, che si sta sviluppando da un po' di tempo, quali vantaggi porta al movimento? Ed anche, quali carenze ha questo strumento rispetto alle normali azioni con i sovraccarichi? Ultimamente quacuno si spinge anche oltre affermando che con gli elastici riesci a fare tutto: niente di più sbagliato e scorretto.
Altresì una corretta integrazione fra i due sistemi potrebbe risultare la migliore in termini di sviluppo della forza e del controllo.
Acoltando l'audiovideo, che è stato prodotto da Colagiovanni, Pompa, Introini ed il sottoscritto, abbiamo cercato di analizzare molto sommariamente ciò che accade dal punto di vista dinamico e cinematico in alcuni tipi di trazioni, e credo che si possano comprendere con facilità pregi e difetti dei diversi sistemi.
Anche sottolineando la visione sempre dimenticata delle diverse forze che si applicano e si possono applicare a diversi angoli articolari.
La prossima volta, tratteremo le spinte e porteremo qualche ipotesi di conclusioni, comunque già presenti in questo audiovideo.