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Avellino tutto molto bene e pronti anche i filmati del 7 giugno a Roma

Banner 7 giugno 2015Parlare di fatica è eccessivo, ma anche per quest'estate abbiamo terminato il nostro sforzo di portare elementi di discussione a chi vuole ragionare sull'arte di allenare. Naturalmente la nostra attività non si ferma, perché il blog continua ancora: finché ci sono argomenti da approfondire e la concorrenza è quella che vediamo, potremmo durare per altri 10 anni!!!

Avellino è stata la conclusione positiva di questo tour iniziato in sordina a Cambiago con 25 persone, proseguito e crescituo nettamente nei numeri a Roma con 2 seminari (con le 40 persone max bloccate), e terminato con l'overbooking di Avellino dove oltre 50 persone si sono riunite per ascoltarci e magari anche per criticarci. Debbo dire, ad onor del vero, che i campani sono sicuramente i più grandi fruitori dei GPS e conoscitori della potenza metabolica e derivati rispetto a qualsiasi altra regione d'Italia, è come giocare in casa. La descrizione del seminario lo farò la prossima settimana appena saranno pronti i filmati ed il materiale in PDF.

Ma il mio ringraziamento a Fabio Esposito, Salvatore Varracchio e Pietro La Porta per l'organizzazione in loco dell'AIPAC Campania è grandissimo, anche se penso che gli costerà il posto con l'azzeramento delle cariche sociali come è successo nel Lazio!!!

Qualche parola invece sul seminario di Roma del 7 giugno di cui sono pronti i filmati gia da 2 -3 gg ma solo oggi sono in grado di poter scrivere qualcosa.

Abbiamo cominciato a riprendere pezzi del passato perché se non si capisce da dove si viene, si rischia di non capire perché adottiamo certi sistemi di allenmento e combattiamo con ferocia quelli che non capiscono un cazzo e pretendono di controbatterli senza capire e senza sapere. Una carrellata storica sulla nascita del sistema intermittente che nasce dopo la 2a guerra mondiale per merito di alcune intuizioni di Christensen (maestro di Astrand e speriamo che i giovani sappiano chi è), è il momento iniziale per capire cosa è e come nasce questo sistema di allenamento che allena ritmi e situazioni dalla VAM in su, mentre tutto il mondo noiosamente si cimenta sulle intensità subaerobiche. La catarsi del sistema di allenamento a ritmo gara con gli intervalli è rappresentata da Emile Zatopek, (e quanti giovani sanno chi è costui?). Invece di insegnare la storia a Scienze Motorie come fa ad esempio Lombardo e tanti soci a Roma (una noia mortale a detta di molti studenti), sarebbe opportuno affiancare anche e soprattutto andare a riprendere queste cose che ormai sono a 70 anni da noi e farne oggetto di studio, perché queste sono le radici del nostro pensiero e della nostra metodologia, altro che solamente lo sport ai tempi dell'antica Roma o la storia delle polisportive di Roma, benemerita ma poco congrua con la metodologia dell'allenamento. Armando Fucci ha proseguito con una serie di esemplificazioni pratiche di questo lavoro che hanno chiarito meglio i punti da me sollevati nella mia rapida carrellata, dove però abbiamo ritrovato da subito i dati attuali riferiti al calcio e le modalità di pausa ad esso legate, riprendendo il concetto di densità di allenamento.

Gianvito Piglionica ci ha illustrato il lavoro del match analista dal punto di vista tattico e la parte con maggiori interventi è stata su alcuni dati di possesso palla, tipo di conclusioni etc che hanno dimostrato avere correlazioni quasi nulle con il risultato finale.

Correlazioni nulle le ha mostrate anche Basile tra Yo-Yo test ed invece le possibilità di impegno in allenamento specifico di giocatori, sia in termini trasversali che longitudinali.

Alfredo Genco e Pasquale Bovienzo hanno relazionato sulla periodizzazione tattica, e di come anche allenando con questo concetto primario, si può - e si deve - quantificare il carico esterno, sia in allenamento che in gara: ci hanno fatto vedere una serie di esercizi monitorati che si basano sui principi di questo sistema per loro molto utili al fine di determinare un eventuale miglioramento dell'esercizio. Stessa cosa, registrazioni in più gare per descrivere anche lo sforzo durante l'anno ed eventuali variazioni di qualità dei giocatori giovani in rapporto al risultato ma anche in rapporto alla qualità degli avversari.
Dario Pompa ha fatto due relazioni: nella prima ha evidenziato i dati prestativi della sua squadra e come quindi ha adattato alcuni modelli di allenamento ad esso e nella seconda ha mostrato tanti esempi di come manipolando parametri del campo, del numero di giocatori e delle regole, possiamo mantenere livelli elevati di intensità anche introducendo brevi pause in brevi ripetizioni.

Oltre a questo, insieme a Luca Scordo, hanno dimostrato in maniera chiara e netta come gli studi fino ad ora pubblicati siano tutti fuorvianti poiché non usano la potenza metabolica come parametri del carico esterno e che quindi possono essere buttati. Luca Scordo nel dettaglio ha fatto vedere una serie di allenamenti di 3>3 con registrazione di potenza metabolica in cui la frequenza cardiaca (registrata) da indicazioni completamente sballate del carico: infatti, per la potenza metabolica, il carico esterno  diminuisce nel corso dell'esercitazione mentre la FC sale. Quindi addio cardiofrequenzimetri, anche se qualcuno non l'ha ancora capito...

Unica nota, dovevamo finire alle 17 e abbiamo finito alle 19 perché cacciati dal custode che voleva andare a casa, con una sala ancora piena, segno che l'attenzione cala solo se le cose sono noiose, come le relazioni pseudo-scientifiche una uguale all'altra, lì ci si annoia anche se durano 20 minuti.

Calcio a 5: amichevoli con chi? (Zito, Pompa, Colli – ultima parte)

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Ultima parte (almeno per adesso) delle nostre analisi sul calcio a 5 che nascono dalle rilevazioni fatte nell'ultimo anno da Giorgio Zito e Dario Pompa e che spero di non aver maldestramente rielaborato; non abbiamo certo la pretesa di avere la verità in tasca, ma sicuramente i dati da noi ricavati, che sono i primi comprensivi di potenza, possono consentire di ragionare meglio ad allenatori e preparatori fisici di questo sport che ormai vive di luce propria e non ha bisogno di attingere alle cazzate degli scienziati del calcio.

Crediamo che  molte cose che abbiamo scritto, confermino le valutazioni empiriche degli addetti ai lavori (e questa è la cosa più importante) e magari aggiunga certezze. In questa ultima parte (per adesso), affrontiamo cosa succede quando si fanno amichevoli con squadre di più alto e basso livello, e sono sicuramente interessanti alcuni dati che ci possono far costruire meglio la settimana di allenamento proprio in funzione dell'eventuale amichevole che si fa (e in funzione del livello scelto). Utile sarà anche la valutazione di ciò che accade con la durata delle entrate, vera caratteristica di questo sport che la avvicina più al basket che al calcio come comportamento gestito dagli allenatori. Insomma qualcosa che crediamo sia utile per riflettere.

Programmi definitivi dei seminari del 6-7 giugno 2015 a Roma al centro Eschilo

 

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locandina 6 e 7 giugno finale

Bene, prontissimi e definitivi i programmi dei seminario di Roma del 6 -7 giugno che trovate nell'allegato pdf

6 giugno gli infortuni muscolari nel calcio : relatori di primissimo piano e molto conosciuti, ma anche disponibili al dialogo ed impegnati tutto l'anno sul campo ogni giorno. Oltre alle loro relazioni, ci sarà un'introduzione numerica di Fabio Esposito sulla quantità di infortuni nei diversi campionati e il loro andamento nel corso degli anni. Puntiamo molto anche sulla presenza di altri esperti del settore per una animata discussione al termine delle loro relazioni che saranno sicuramente in parte teoriche ma anche e soprattutto piene di indicazioni pratiche.

7 giugno : integrazione tra i dati fisici e rilevazioni tecnico-tattiche e la necessità di integrazione : sarà ovviamente dedicata a tutto ciò che ruota intorno alla prestazione fisica del calcio e alle interazioni tra tutte le altre componenti del gioco. È ormai infatti chiaro, almeno per quelli che seguono il blog, che la prestazione fisica viene usata per millantare crediti o debiti nella prestazione complessiva, da parte spesso di allenatori ma anche e soprattutto da giornalisti e commentatori televisivi che non hanno minimamente compreso le dinamiche di questo particolare aspetto prestativo e di come esso entri in gioco in misura molto ridotta rispetto alla prestazione ed al risultato.

Questo significa anche che il preparatore fisico non dovrà più millantare doti tali da far correre la squadra o farla saltare, ma dovrà sempre più adeguarsi a conoscere ed interagire con lo staff, conoscendo le problematiche tattiche che sono sempre più numerizzate e forse anche con ritardo in Italia. Cercheremo quindi di capire meglio anche il lavoro degli altri, le possibilità attuali tecnologiche a portata di portafoglio (come per i GPS esistono ora dei business intorno alle partite di calcio di serie A da costi e ricavi altissimi, me quasi nessuno si caga i dilettanti o le giovanili).
Oltre a questo argomento, dove abbiamo aggiunto anche un'esperienza di preparatore ed allenatore che lavora sui principi della periodizzazione tattica ma anche del controllo del carico di allenamento tramite la potenza metabolica ed i GPS.
Parleremo anche ancora di GPS e di controllo del carico, sia durante gli allenamenti che le partite di campionato, soffermandoci anche su alcuni protocolli sperimentali semplicissimi che ci aiutano a capire sia il carico, il livello tecnico e la condizione dei nostri giocatori, cose semplici a cui tutti possono accedere e crearsi anche le proprie esercitazioni, potendole verificare con i GPS.
Dulcis in fundo due vecchietti come Armando Fucci ed il sottoscritto, presi dalla nostalgia dei vecchi tempi, si cimenteranno nel ripercorrere le tappe dell'allenamento intermittente, dei loro principi applicativi e di come questi vanno adattati agli sport di squadra.

 

 

(PASINI) Promozione: modello prestativo di squadra, analisi dei tempi di pausa e andamento longitudinale con sinottica e RPE

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Anche oggi mettiamo a disposizione di tutti (escluso il PDF che è solo per i sottoscrittori) un altro esempio di come la scienza ce la facciamo da soli senza i bamba da laboratorio, che anzi finalmente sembra si stiano dedicando ad altro ed abbiano ormai abbandonato l'idea di poterci insegnare dall'alto tutto il loro corrotto sapere. In questo audiovideo Alberto Pasini con grande naturalezza debbo dire - come se avesse fatto audiovideo per una vita - ci descrive la sua realtà non come una fiaba, ma con dati che caratterizzano il suo campionato di promozione e la propria squadra. Dà un confronto semplice con i giocatori di serie A, ma entra anche nel dettaglio di una cosa che il GPS da solo non può dare (ci stiamo attrezzando per fornirvi un'app e una macro per il prossimo anno) e cioè le pause di gioco. Come temevamo, più si abbassa il livello, sempre meno si gioca (anche se in quest'ultimo anno la serie A ci sta provando a fare come la promozione, giocando sempre di meno, ma gli arbitri non se ne sono accorti e sono sicuro che in Premier League ad esempio non funziona così).

Inoltre Alberto Pasini ha cercato di rilevare l'RPE a fine partita ad un giocatore per tutto l'arco delle partite scoutizzate, che hanno la caratteristica di essere giocate molto ravvicinate nel tempo, per via della Coppa Italia, e ha messo alcuni dati prestativi a confronto. Direi che come fai da te è andato molto avanti, e sono sicuro che molti di voi prenderanno spunti interessanti da lui per fare cose egregie anche il prossimo anno. Vi ricordo che potete togliere il beep del GPS se volete evitare che vi sgamino, tramite QSport, poi però dovete rifare memoria ottimale dal bridge e cancellare la memoria.

Spostamenti a muro e accelerazioni nella pallavolo (3a parte di De Gennaro)

Con questo audiovideo completiamo il lavoro di De Gennaro, preparatore fisico del Molfetta Volley di serie A1. Nel corso degli anni ho visto diversi modelli di prestazione, ma questo cerca di unire la parte strettamente fisica anche ad una serie di varianti tecniche viste in funzione del ruolo.  Alla fine il più impegnato di tutti risulta il palleggiatore. Ringrazio anche Domenico, che al termine dell'audiovideo fa anche delle proposte operative, dettate sia dai numeri che dalla pratica quotidiana. È ormai molto lontana nel tempo la figura del preparatore a cui si chiedeva solamente ed unicamente di far saltare di più il giocatore, dimenticando che spesso qualcosa precede il salto che viene sviluppato - quasi sempre - con una forma di arresto a due tempi. È ora di interessarsi anche alla componente tecnica e tecnico-tattica, altrimenti il preparatore rimarrà sempre più confinato in sala pesi, mentre deve interagire anche in campo.

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