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La pesistica adattata : la storia delle nostre scelte (1 parte)

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Poche parole  e molti fatti ,oggi vi inizio a proporre la vera storia della pesistica adattata prima  che qualcun altro la canti in maniera diversa . All'interno di questi audiovideo c'è tutto il mio percorso che mi ha portato tra l'altro ad elaborare nel corso degli anni , questo strumento di lavoro che reputo molto utile da manipolare per chi si occupa di preparazione fisica negli sport di squadra  . E' uno schema di riferimento che va appunto adattato alle specifiche del gioco e del giocatore che abbiamo di fronte e fornisce quindi all'operatore molti spunti per lavorare sulla potenza e controllo del movimento .

Oggi vi fornisco il mio percorso sui principi su cui si basa la pesistica olimpica , che ho scoperto nel corso degli anni 90 e di come ho rifiutato una sua pedissequa applicazione negli sport di squadra . Altresi ho trovato nel corso degli anni  che alcuni di questi principi potevano essere utilizzata nello sport di squadra , ma questo ha portato ad uno stravolgimento della pesistica olimpica che è diventata appunto un altra cosa .

Spero che apprezzerete la sincerità di quello che sostanzialmente è un mio testamento della professione che ho svolto per tanti anni con tanti errori che mi hanno aiutato a crescere . Mettetevi comodi gli audiovideo saranno diversi .....

 

La forza negli sport di squadra (2a parte Colli): espressioni di forza maggiormente utilizzate, monopodalicità e tridimensionalità delle azioni

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Bene, Juventus-Napoli è andata, partita orribile e decisa come avevamo pronosticato da una deviazione (o botta di culo) per come andranno le cose e le antagoniste scarse la Juve vincerà altre 13 partite consecutive.

Ritorniamo a parlare di forza negli sport di squadra (sulla scia del seminario di Roma del 14 dicembre 2015 dell'APF) e anzi vi ricordo a tutti che i colleghi dell AIPAC Campania il 29 febbraio a S. Maria Capua Vetere svilupperanno un seminario sulla forza negli sport di squadra con relatori Fucci e Genco (in allegato il programma dettagliato).

In questo audiovideo provo a sviluppare sviluppo una serie di argomenti tra cui quello delle espressioni di forza sottolineando (non so se ci sono riuscito, ci ritornerò comunque un'altra volta nel corso di questa lunga trattazione) il grande inganno che la forza reattiva produce 3­-5 volte la forza dei lavori concentrici.

Infatti ricordo a tutti che il lavoro reattivo produce alti livelli di forza perché gli angoli al ginocchio sono aperti. Inoltre accenno all'osservazione che quasi tutte le azioni tecniche vengono effettuate con una gamba per volta e soprattutto in una tridimensionalità che mette sempre in gioco più articolazioni su più piani in situazioni di necessità di riequilibrarsi anche per il passaggio di azione da un arto all'altro.

Se ci ricordiamo bene multirticolarità, tridimensionalità e riequilibrio  sono i 3 fondamenti dell'allenamento funzionale. Vi avviso che, salvo altri rinvii della mia operazione, per i prossimi 10-15 gg il blog si ferma.

La forza negli sport di squadra: analizziamo e confrontiamo i modelli prestativi (1_1 parte Colli)

 

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Anno nuovo, vita nuova per il blog. Da oggi esistono i soci sostenitori (quelli iscritti da oltre 3 anni che solo se vorranno potranno fare una donazione al blog), e chi si iscrive come nuovo sottoscrittore sa che gli audiovideo (circa 40 in questo ultimo anno) saranno erogati fino alla fine del 2016 (leggere le note su questo dalla homepage, c'è un link), oltre si andrà su base volontaria e quando ci sono.

Inoltre i possessori di GPS potranno prenotarsi (sulla base di orari di disponibilità che cambiano ogni settimana) un eventuale controllo al software degli stessi se ci fosse qualche problema sempre andando a destra sulla homepage alla riga apposita, oppure in alto nel riquadro del menu orizzontale dove c'è un nuovo pulsante "assistenza GPS": attenzione che chi ha già il software da oltre un anno sarà soggetto a pagamento di una quota di chiamata di 10 euro. Ricordo che invece la garanzia dei GPS (batterie escluse) dura 2 anni ed in tal senso l'assistenza è gratuita.

Per l'audiovideo di oggi troverete la versione espansa del mio intervento al seminario dell'Accademia Preparatori Fisici, del 14 dicembre 2014, e questa è solo la prima parte del primo paragrafo, quindi mettevi comodi, vi aspetta un ampio numero di audiovideo miei e dei relatori del seminario (quelli che hanno accettato di svilupparli) su questo argomento.

Spostamenti a muro e accelerazioni nella pallavolo (3a parte di De Gennaro)

Con questo audiovideo completiamo il lavoro di De Gennaro, preparatore fisico del Molfetta Volley di serie A1. Nel corso degli anni ho visto diversi modelli di prestazione, ma questo cerca di unire la parte strettamente fisica anche ad una serie di varianti tecniche viste in funzione del ruolo.  Alla fine il più impegnato di tutti risulta il palleggiatore. Ringrazio anche Domenico, che al termine dell'audiovideo fa anche delle proposte operative, dettate sia dai numeri che dalla pratica quotidiana. È ormai molto lontana nel tempo la figura del preparatore a cui si chiedeva solamente ed unicamente di far saltare di più il giocatore, dimenticando che spesso qualcosa precede il salto che viene sviluppato - quasi sempre - con una forma di arresto a due tempi. È ora di interessarsi anche alla componente tecnica e tecnico-tattica, altrimenti il preparatore rimarrà sempre più confinato in sala pesi, mentre deve interagire anche in campo.

Volley (2a parte): tipologie di salto dei singoli ruoli nella serie A1 maschile (de Gennaro)

 De gennaro2 volley

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Oggi la seconda parte (ce ne sarà anche una terza) dell'analisi del modello prestativo del volley sviluppata da Domenico de Gennaro, preparatore fisico del Molfetta di serie A1 maschile di pallavolo. Dopo l'analisi complessiva di squadra dei tempi della prima parte, in questa seconda parte si entra nel dettaglio delle azioni tecniche svolte dal singolo ruolo riferite ai salti: muro, servizio, schiacciata, palleggio in salto. Tali dati vengono anche confrontati oltre che con diverse categorie maschili, anche con i dati di 15 anni fa di Pedata-Sgandurra che ci fanno notare come tali numeri di salti sia in parte aumentati, presumibilmente per la maggiore quantità totale di azioni svolte dovute alla maggiore compressione di punteggi  in quanto - abbiamo visto nell'audiovideo precedente - la durata delle azioni intense è rimasta pressoché la stessa (circa 5"5 secondi). Ora ognuno la pensi come vuole, ma constatiamo ancora una volta che il numero dei salti in tutte le azioni tecniche (schiacciata, muro, battuta, palleggio in salto) non supera i 100 salti, esclusi i palleggiatori che sono quelli che, udite udite, saltano di più di tutti gli altri ruoli. Leggendo ed ascoltando, spero che chi continua a credere che far fare 200 salti ad allenamento (a giocatore) almeno si renda conto che questo dato non è vero.

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