Di Maio: il test navetta rugby, una nuova proposta

Oggi un interessante audiovideo prodotto da Riccardo Di Maio che è un frequentatore abituale del nostro blog, oltre ad averne creato uno suo http://rdmtraining.altervista.org, dove potrete trovare tutta la sua produzione culturale sportiva mirata al rugby. In pratica si tratta di un primo approccio ad una modifica di visione della valutazione del suo sport, da sempre affetto da presenze oscure e da test (vedi il VO2max sulla bike) che sono già scimmiottati da altri sport che già di per se stessi non dicono nulla ma consentono a molti medici di sbarcare il lunario nel calcio.
In pratica riprendendo il modello di riferimento, con le sue azioni intense, medie e pause anche prolungate, Riccardo ci propone una sua prima idea con tanto di dati e confronti fatti anche, oltreché sulla partita, anche sul test Leger svolto dagli stessi giocatori. Penso che la strada sia tracciata e ricordandoci che l'unico test vero è la partita, sappiamo che dobbiamo affidarci a situazioni di allenamento standardizzate da testare dove vogliamo conoscere la specifica resistenza del nostro giocatore a queste continue variazioni di intensità in fasi di tempo limitate a 6-10 minuti (non quindi alla resistenza alla partita completa), e ripetere queste ogni periodo per determinare cosa è successo.

Chiappero (2a parte): monitoraggio tramite GPS di un metodo tecnico coordinativo nel calcio – aspetti situazionali

Dopo l'ottimo successo di scarichi del primo audiovideo di Emanuele Chiappero, oggi proponiamo la seconda parte che personalmente ho apprezzato anche di più della prima soprattutto per la maggior presenza di aspetti situazionali. E comunque grandi complimenti a lui anche per la modalità didattica della presentazione che secondo me meglio di così non può essere fatta: spiegazione tecnica e tattica degli esercizi, visualizzazione filmata dell'esercizio, dati GPS a commento e giudizio metabolico e tecnico dell'esercizio più commento finale con eventuale correzione da impostare.
Questo è il nostro lavoro, misurare ogni giorno e correggerci quotidianamente; altro che andare appresso a quattro barbagianni che fanno sempre le stesse cose lontane dalla realtà e basta che le abbiano fatte una volta loro che sono o giuste o sbagliate. Vi vogliono come soldatini esecutori decerebrati, L'11 PLUS è il simbolo di questa loro tendenza. Ma se non sono capace di fare un riscaldamento come penso sia corretto che cosa ho studiato a fare?
Per fare come gli arbitri che fanno tutti lo stesso riscaldamento di 50 anni fa? MA PER FAVORE... CHE SQUALLORE

Chiappero: monitoraggio tramite GPS di un metodo tecnico coordinativo nel calcio (1a parte)

Oggi vi presento un audiovideo elaborato per il blog da Emanuele Chiappero, che già si era cimentato in un altro audiovideo. È un'altra dimostrazione di come i GPS servano non solo a valutare la potenza metabolica espressa, ma anche come mi muovo in campo. Alla faccia dei dinosauri che adesso dicono che il GPS è solo una moda (tanto a loro non li prende più nessuno ormai), qui trovate come si coniugano delle esigenze di un metodo di lavoro con il controllo di ciò che succede motoriamente, non solo fisiologicamente.
Debbo chiedere scusa all'autore che me lo aveva spedito già un mese fa, ma per mia negligenza l'ho fatto saltare a dopo le ferie. Complimenti ad Emanuele ed al tecnico che con cui lavora e collabora proficuamente.
L'abbinamento di esercizi filmati, descrizione e risultati GPS con il parlato sotto credo sia didatticamente perfetto per chi ascolta; esattamente l'opposto degli ormai noiosi articoli scritti, inzeppati di citazioni di loro stessi, che nessuno legge o anche provandoci non si riesce ad arrivare in fondo per le enormi vanità iniziali e le scarse descrizioni del progetto... poveracci...

(3a parte): L’analisi della prestazione di squadra ed individuale nel corso dell’anno come valutazione dell’organizzazione dell’allenamento


L'audiovideo è solo per i sostenitori del blog, informati sulle modalità di sottoscrizione.
Se sei già sostenitore, effettua il login.

Terza ed ultima parte dell'argomento periodizzazione nel calcio: qui in sostanza si sposta in maniera chiara decisa e definitiva l'attenzione della valutazione degli effetti dell'allenamento dai vecchi sistemi analitici come V'O2max, cmj, Yo-Yo di vario tipo, all'analisi dei parametri della prestazione e di come essi variano durante l'anno, in rapporto naturalmente a ciò che viene proposto in allenamento. A questo punto diventa importante valutare ciò che viene fatto in gara sia dalla squadra che dal singolo giocatore, ed i parametri su cui sviluppare l'analisi sono tanti e molto legati al gioco. Ad esempio la vera RSA, cioè quella di resistere agli sforzi intensi nel tempo (non quella finta dei finti scienziati con il test su 30m max in linea e recupero passivo) può essere valutata nell'arco dei 90 min in base al numero delle azioni intense sviluppate, il calo prestativo va legato alla potenza espressa nei sesti di gara, la "resistenza" del giocatore può essere vista anche con la riduzione delle pause di recupero da oltre 40" nel gioco etc e molte altre considerazioni possono essere fatte. E soprattutto va quindi fatto uno sforzo di intelligenza nel pensare a delle valutazioni in allenamento con l'aiuto dei GPS che ci possono indicare un miglioramento della performance del calciatore che può avvenire anche e principalmente per la riduzione del costo energetico della corsa specifica, unito ad un miglioramento cognitivo. Altro che V'O2max che già dopo 8-10 settimane è tornato ai livelli dell'anno precedente mentre notiamo che la forma della squadra e del giocatore tende a crescere durante l'anno. Lasciatela ai poveri di spirito e di intelligenza questa analisi...

La sinottica per organizzare l’allenamento annuale nel calcio (2a parte)


L'audiovideo è solo per i sostenitori del blog, informati sulle modalità di sottoscrizione.
Se sei già sostenitore, effettua il login.

Seconda parte oggi sulla "periodizzazione nel calcio": oltre a concetti che già conoscete, trovate sempre più numeri che ci dicono cosa abbiamo fatto, ma che rimarrebbero un semplice esercizio di archiviazione dati (seppur importante) se poi non lo cominciassimo a collegare a quello che poi succede nelle partite di campionato. Oggi cominciate ad avere anche dei dati che ci dicono come sia una chimera pensare che la prima di campionato il giocatore sia "in forma" ma che la condizione specifica si continua ad affinare nel corso dell'anno. E questo sempre vedendo i dati prestativi, non quelle minchiate tipo V'O2max o altezza di salto che effettivamente dopo 2 mesi hanno già raggiunto invece il massimo e si mantengono più o meno allo stesso livello per tutto l'anno.
Il grande inganno è svelato: non si può partire forte, mantenere la forma e poi aver un ottimo finale di campionato, ma dobbiamo considerare che la forma del giocatore è un insieme di tanti fattori, ed uno dei fenotipi sembra essere la densità delle azioni intense al minuto in partita, elemento presente nella nostra sinottica.

s2Member®