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Tavola sinottica del GPS: come leggere accelerazioni e cambi di direzione

Visto che ho avuto parecchie richieste di chiarimento individuale su questi argomenti, al fine di non dover ripetere troppe volte le stesse cose preferisco fare degli audiovideo per meglio decifrare i dati contenuti nella tavola sinottica del software creato per il calcolo della potenza metabolica, secondo le intuizioni del prof di Prampero.
In questo audiovideo parliamo di come leggere i dati riferiti alle accelerazioni e decelerazioni e cosa si legge nei cambi di direzione, anche nei fogli specifici presenti nel software.
Un aiuto per gli utenti del GPS, ma anche per chi ancora non c'è l'ha e vorrebbe sapere quali sono i notevoli vantaggi che può dare questo strumento, oramai disponibile a costi bassissimi, contro la speculazione delle ditte che lo vendono a 5 volte tanto senza neanche avere il calcolo della potenza metabolica, cioè dati totalmente inutili a prezzi altissimi.

Che test metabolici fare nel calcio? 2a risposta a Troisi


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Con l'audiovideo di oggi completiamo le prime due risposte alle domande di Troisi sui test metabolici: capisco che qualcuno rimanga disorientato dalla proposta, ma anche la sua formulazione che prevede vari livelli di controllo (max accelerazione in spazi stretti, CdD, frequenza cardiaca, parametri di potenza metabolica sia sui tratti che sulla media del tracciato, abbinamento ad un altra prova su 20"/20" con recupero attivo), ci deve far capire che dobbiamo uscire dagli steccati dei parametri solamente fisiologici perché considerando solo quelli, a qualcuno poi viene istintivo pensare di allenare per migliorare il V'O2max, o la soglia anaerobica, o qualche altra minchiata analitica con altrettante minchiate di allenamento becero come appunto le ripetute sui 1000 m.
L'approccio deve essere olistico, e diciamo che ci dispiace non avere messo il pallone che avrebbe aumentato ancora i gradi di libertà ed il costo energetico degli spostamenti.
Mi fa piacere farvi notare anche la qualità di registrazione del GPS che segnala bene anche i piccoli spostamenti e le variazioni di velocità, in modo da far notare alle teste di Quoio che stanno cercando di denigrarlo che purtroppo per loro hanno fatto tante cazzate nella vita e sarebbe più semplice dire "si, abbiamo sbagliato e tutti i nostri studi sono da buttare nel cesso" piuttosto che andare a cercare il pelo nell'uovo, oppure giustificarsi dicendo "ci avevamo pensato prima noi", si bel coglione (con rispetto per Aldo Sassi che si occupava tra l'altro di altri sport), oltre ad aver sbagliato i calcoli (cosa naturale le prime volte) perché non hai continuato su questa strada originale ma hai ritenuto più comoda la strada arcelliana?? (anche per gli agganci politici ed economici).
Mi è sembrato giusto cominciare dal test per far capire meglio il mio pensiero, se poi volete approfondimenti sulla navetta calcio per costruirvela voi, nel blog ci sono diversi contributi di Fucci, Varracchio e miei.
Una cosa mi fa piacere aggiungere oggi: finalmente sono riuscito a leggere parte del n.2 della rivista Strenght & Conditioning della FIPE e debbo dire che ancora una volta, nonostante non abbia mai avuto alcun rapporto diretto con lui, leggere il Prof. Pasquale Bellotti conforta ed indirizza i miei pensieri sull'allenamento: quando Bellotti scrive le parola "Punti (o aspetti) chiave", leggete con attenzione perché fra 10-15 anni queste cose saranno ben comprese da tutti (vi ricordate la sua relazione sulla resistenza organizzato per punti chiave del 1987 qui ripubblicato; se non l'avete letto provate a cercarlo, è basilare per chi allena e considerate che gli sports scientists non lo hanno nemmeno provato a capire).
Nel suo articolo "L'allenamento sportivo: gli aspetti chiave per sperare di andare nel futuro" ritrovo molto ben organizzati e razionalizzati i miei caotici pensieri sul perche l'allenamento non è scienza, ma si basa su esso senza però adagiarvisi e soprattutto non sperando mai che lo scienziato "corretto" si sostituisca all'allenatore, oppure dica all'allenatore cosa deve fare sempre e lui deve solo eseguire (quanto sarebbero contenti che gli consegnassimo il cervello questi mediocri finti scienziati nostrani).
La pillola di oggi è la sintesi del punto primo:

"L'allenamento è un fenomeno articolato, progressivo, prevedibile solo per grandi linee, sempre diverso e sempre originalmente nuovo per ciascuno degli individui nei quali si realizza... È un fenomeno di complessità tale da richiedere, al suo principale artefice l'allenatore, l'utilizzazione di un patrimonio vasto di conoscenze, da verificare invariabilmente nella pratica esperienza quotidiana... un progetto che è, già in partenza, unico, originale, irripetibile ed improponibile ad un'altra realtà umana, oltre che ad un differente contesto"

(Bellotti 2012 op cit).

Una proposta per allenare la rimessa laterale

Nel video sottostante viene proposto un esercizio per il giovane calciatore, la rimessa laterale a coppie e in movimento.

Il calciatore (categoria 2° anno giovanissimi) esegue una rimessa laterale per il compagno di fronte che esegue dai rapidi cambi di direzione per diverse ripetizioni.

L’esercitazione può e deve avere delle varianti, in base agli obiettivi del preparatore fisico, quali, allungare o accorciare le distanze, effettuare un cambio di senso, aggiungere un avversario passivo per disturbare lo stop del pallone, modificare i cambi di direzione (lento/veloce alternato o una ripetizione al massimo delle potenzialità e un’altra più bassa), etc.

L’esercizio può essere inserito sia come riscaldamento pre-allenamento metabolico o come esercitazione tecnica.

 

A cura di:

Christian Casella

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