Tag Archives | CdS

Dall’intermittente generale a quello specifico per ruoli: la proposta di Chiappero

L'audiovideo di oggi è prodotto da un giovane laureato nella specialistica di Scienze Motorie di Torino, Emanuele Chiappero, che ha fatto un razionale percorso di valutazione di alcuni allenamenti intermittenti, dalla condizione classica in linea fino ad arrivare a svilupparli differenziati per ruolo. Ho conosciuto Emanuele tramite il blog e si è sobbarcato un viaggio mica da poco da Torino a Mariglianella (NA) per venire a sentire cos'era questa potenza metabolica, visto che lui stava conducendo uno studio per la sua tesi tramite i parametri classici della match analisi. È "evidente" che la cosa ha avuto un grosso impatto su di lui e reputandola molto più vicina alla realtà, ha acquistato uno dei primi GPS SpinItalia a basso costo e ha cominciato a lavorarci su, chiedendo poco e con molta discrezione, facendosi dare qualche dritta sull'utilizzo e sulla lettura del programma da Cristian Savoia ma poi volendo portare avanti i suoi studi in totale e corretta autonomia di scelta.
Quando ho letto un suo lavoro, gli ho solo chiesto se voleva fare un audiovideo per il blog, dandogli solo il riferimento del programma da scaricare.
Ha fatto tutto da solo e gli faccio veramente i complimenti perché secondo me questa è la vera "evidenza": lavorare ogni giorno sulle proprie idee ma cercare di quantizzarle, cercare l'errore e modificarlo quotidianamente, provare nuove esercitazioni che crediamo più efficienti ma poi affidarci sia ai numeri che anche alle sensazioni; insomma la vera modalità di lavoro dell'allenatore che ogni giorno cerca risposte e non aspetta lo sport scientist tronfio con baffetti e gel nei capelli e occhialetti a caccia solo di Impact Factor - e altre gratificazioni dai suoi compagni di merende - che sul campo non c'è mai stato.
BRAVO EMANUELE VERAMENTE CONTINUA COSÍ!
A questo punto viene quasi naturale aggiungere un'altra pillola di saggezza di Bellotti sempre nell'articolo sulla rivista Strenght & Conditioning n.2:

Dove sia o dove si debba cercare la verità nel lungo processo di allenamento ... che sempre tocca all'allenatore, spesso timoroso di sbagliare... A questo va ricordato l'insostituibile ruolo dell'errore nell'allenamento, ovviamente ove si intende accostarsi ad esso con la necessaria umiltà. Sbagliamo tutti, questo è certo, ma è anche un dato di fatto che i più si rifiutino di attribuire a se stessi gli errori, misconoscendo uno dei fenomeni più caratteristici della natura umana...
L'allenamento è anche errore, lo è costituzionalmente perché errore vuol dire errare, ovvero essere in cerca, porsi alla ricerca di qualcosa".

Bellotti (op cit 2012)

Navetta 20+20 max: dove prendere i tempi del CdS (2a parte di Dario Pompa)

Un modestissimo ricordo: oggi era la data del compleanno di Carmelo Bosco, 4 luglio e avrebbe compiuto 69 anni, non voglio immaginare la sua rabbia se vedesse cosa sta succedendo adesso a Tor Vergata, dove mercanti nel tempio propalano cose contro cui lui si è battuto tutta la vita e dove opera un suo errore di valutazione, che lo ha tradito nel più intimo del suo pensiero per trenta denari.

Inoltre avrei intenzione di sviluppare, su richiesta di alcuni di voi, un mio percorso di quali e quando fare i test nel calcio (idee che vorrei commentate e criticate da chi sta più sul campo di me, almeno ultimamente dato l'ingombro anteriore), oltre ad alcune direzioni di come pensare di sviluppare in preparazione le esercitaizoni metaboliche e quelle dedicate alla forza, con una progressione. Non faccio un diario giorno per giorno ma alcune logiche (secondo me) progressioni e mi aspetto contributi da Armando Fucci, da Vito Azzone, da Matteo Basile, Emanuele Marra e tanti altri che dimentico e chiunque altro voglia "esibirsi". Fatemi sapere con un commento sul blog se lo reputate interessante oppure no e aggiungete indicazioni e direzioni di lavoro, e soprattutto se volete dire la vostra per criticare i vecchi tromboni come me (almeno io sono vecchio, altri sono tromboni e basta!)

Oggi la seconda parte della tesi "autoprodotta" di Pompa del master del calcio a Pisa, quello che secondo gli autori dovrebbe aprire le porte di Coverciano: in pratica così si obbliga chi vuole accedere al corso prep. atletici del calcio dove vi parlano solo di Helgerud, di ripetute sui 1000 e ben poco di forza funzionale ed applicata, magari però vi ammazzano con la statistica, a spendere circa 6000 euro tra viaggi e retta del corso. Diciamo che era meno costosa la raccomandazione, o meglio, adesso la raccomandazione te la chiedono in moneta direttamente quelli che dirigono il corso e poi faranno lezione, direi che definirla una irregolarità anche etica è molto riduttiva, ma oggi fa caldo e non mi voglio accalorare di più.
L'altra cosa singolare di questo master pieno di fuochi di artificio ma di una debolezza didattica complessiva elevatissima (vedi tesi ed argomenti trattati a lezione molto riduttivi, naturalmente con qualche buona eccezione di personaggi che stanno sul campo e dicono qualcosa di effettivamente nuovo ed applicabile) è che fino ad oggi questo viatico non molto "etico" ma millantato non si è ancora realizzato, sarà quindi vero e varrà la pena spendere tutti questi soldi per poca cultura e molta illusione??

Come quei poveracci che hanno fatto il master a Tor Vergata e non sono neanche stati informati che esiste il calcolo della potenza metabolica, anzi li ringrazio perché poi questi stessi corsisti vengono da me a chidermi privatamente di cosa si tratta e ne escono affascinati ed affranti per aver buttato i soldi per la frequenza al Master, non potete capire che soddisfazione

Dopo il solito sfogo mattutino (vorrei dire qualcosa anche sulla spending review ma penso che su Facebook o Twitter troverete qualcosa di più solido, oppure sulla "vittoria" di Monti A Bruxelles, tutto pilotato da qualcuno che dirige la stampa, un po' come le riviste scientifiche per capirci), due sole parole sul lavoro di Dario Pompa che alla fine ci dice con molta chiarezza anche come collocare una sola videocamera rallentata sulla navetta per avere i dati necessari a capire sia le capacità di accelerazione del soggetto ma anche la sua "abilità" nel cambio di senso e questa informazione ci aiuta a risparmiare i soldi delle cellule fotoelettriche.

IL PDF allegato è solo per i sostenitori del blog, informati sulle modalità di sottoscrizione.
Se sei già sostenitore, effettua il login.

Una critica francese all’RSA: qualcosa si muove nel muro di omertà??

Penso che sia interessantissima questa risposta data da Cristian nel blog che voglio che tutti la conoscano: partendo da uno studio comunque sbagliato dei francesi dove ancora una volta la misurazione della prestazione in partita viene fatta tramite le velocità oltre 19,8 km/h, comunque alla fine ammettono che l'RSA non vale niente per misurare lo sforzo in partita: mi faccio solo una domanda, ma solo noi leggiamo la letteratura internazionale? Perché di Prampero inglesi, francesi etc non lo conoscono?? Vabbè, anche gli italiani non lo hanno letto bene visto le fesserie di studi che hanno fatto in questi anni.

(by Cristian Savoia) Ringrazio Dario per aver segnalato questo studio che non conoscevo e allego al link (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22248291) la traduzione in italiano dell’abstract: Continue Reading →

s2Member®