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L’intermittente nelle prime settimane di preparazione nel calcio: 4a risposta a Troisi



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Come al solito quando comincio ad approfondire un argomento mi accorgo che il tempo dell'audiovideo passa in fretta e quindi per il fartlek dovete aspettare il prossimo, qui parliamo solo di come manipolare bene l'intermittente.
Per fortuna mi vengono ancora delle idee di semplificazione (e di questo sono contento vuol dire che ancora non sono del tutto rincoglionito).
Infatti oggi vi propongo una tabellina molto semplice (usate per oggi solo il foglio chiamato "potenze acc e dec") con allegata una macro che per voi sottoscrittori funziona con un solo clic sul pulsante e vi fornisce la potenza metabolica per fare delle azioni in linea o con ampie curve durante l'allenamento intermittente, partendo e arrivando da fermo e dato un tempo richiesto per una distanza. Potrete così comparare la potenza della corsa costante rispetto a queste situazioni di accelerazioni e decelerazioni, valutando anche la potenza del tratto in accelerazione e decelerazione nei primi ed ultimi 2", naturalmente per adesso su azioni submassimali fino a 18 km/h.
Mi prendo anche una licenza per rispondere ad Armando Fucci in questo caso, oltre ad essere lusingato per le belle parole e i complimenti che fatti da te che sei un profondo conoscitore del sistema intermittente mi fanno molto piacere: caro Armando io sono ben contento che questi audiovideo siano fruibili solo dai sottoscrittori, perché è giusto così, gli altri si godano Zeman, che ripeto stimo come allenatore, ma che in queste due settimane ha fatto più danni della grandine con la sua preparazione vintage di cui potevamo veramente fare a meno e soprattutto speravo che l'attenzione mediatica fosse più bassa intorno a questo fenomeno.
Noi oramai nel blog siamo quasi 200 sottoscrittori, quasi quanto gli iscritti all'AIPAC (non ti offendere Salvatore!), siamo una comunità virtuale che si contatta 3 volte a settimana e produce tantissime novità e spunti assolutamente fuori dalla melma dell'attuale cultura sportiva italiana. Non saremo dei geni, ma qualche idea brillante e sfruttabile ce l'abbiamo anche noi e soprattutto pratica, ancorché sempre con dei numeri a supporto quantomeno utili ad individuare una tendenza. Perché la dovremmo dire agli altri? Continuate con le ripetute sui 1000 m e ringraziateci (quelli che non sottoscrivono il blog) che ancora vi forniamo ogni tanto qualche audiovideo libero di grande qualità su cui riflettere.
Un altro avviso: personalmente non risponderò più alle domande di approfondimento fatte da persone di cui non conosco il loro nome, il loro lavoro e che non sono sottoscrittori; così potete evitare di farle perché da oggi non le rendo più pubbliche, ormai abbiamo raggiunto un numero sufficiente per discutere fra di noi ed arricchirci culturalmente.

L’allenamento metabolico nelle prime 2 settimane di raduno precampionato: 3a risposta a Troisi

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Continuando nella nostra saga solo per i sottoscrittori, faccio dapprima presente che proprio su questo argomento stiamo aprendo una pagina di Forum (ne faremo un'altra anche per i GPS) dove potete scrivere, commentare ed elencare brevemente proposte su questo specifico argomento: non fate come i giornalisti che descrivono le cose più fumose e poi dicono che si fa velocità, resistenza alla velocità, lavori lattacidi e non capiscono un cazzo e facendo più danni della grandine, quasi quanto i nostrani sports scientists di ultima generazione.
Arrivano ormai tutti i giorni immagini inflazionate dai raduni e si vedono cose aberranti: stimo Zeman come allenatore, ma a parte i 1000 di Lamela in 2'49", debbo dire che vedere fare i gradoni ai giocatori della Roma fa veramente vomitare, comunque...
La proposta di oggi in questi particolari giorni di ritiri dove si leggono imprese epiche dei nostri calciatori, credo che sia interessante: cosa fare nelle prime 2 settimane per la parte metabolica?? Faccio presente che dedicherò lo stesso interesse al parallelo universo della forza in queste prime due settimane. Se poi vedo che interessa continuiamo fino alla fine del raduno precampionato e poi chissà anche alla settimana tipo (che barba!!!).
Una cosa importante riguarda il confronto tra la corsa a velocità costante e quella dove invece si parte ed arriva da fermo: non bisogna soffermarci solo sugli aspetti metabolici, ma anche sulla posizione del corpo mentre si corre a velocità costante, praticamente dritto, ed invece inclinato in avanti ed indietro quando si accelera e decelera ancorché non alle massime intensità, come si richiede in questo periodo di ripresa.
Anche questa parte è divisa in due, e abbiate la pazienza di aspettare perché molte mie risposte ed applicazioni pratiche sono contenute nella seconda parte ma se non seguite bene la prima rimane poi difficile comprenderle.

Dall’intermittente generale a quello specifico per ruoli: la proposta di Chiappero

L'audiovideo di oggi è prodotto da un giovane laureato nella specialistica di Scienze Motorie di Torino, Emanuele Chiappero, che ha fatto un razionale percorso di valutazione di alcuni allenamenti intermittenti, dalla condizione classica in linea fino ad arrivare a svilupparli differenziati per ruolo. Ho conosciuto Emanuele tramite il blog e si è sobbarcato un viaggio mica da poco da Torino a Mariglianella (NA) per venire a sentire cos'era questa potenza metabolica, visto che lui stava conducendo uno studio per la sua tesi tramite i parametri classici della match analisi. È "evidente" che la cosa ha avuto un grosso impatto su di lui e reputandola molto più vicina alla realtà, ha acquistato uno dei primi GPS SpinItalia a basso costo e ha cominciato a lavorarci su, chiedendo poco e con molta discrezione, facendosi dare qualche dritta sull'utilizzo e sulla lettura del programma da Cristian Savoia ma poi volendo portare avanti i suoi studi in totale e corretta autonomia di scelta.
Quando ho letto un suo lavoro, gli ho solo chiesto se voleva fare un audiovideo per il blog, dandogli solo il riferimento del programma da scaricare.
Ha fatto tutto da solo e gli faccio veramente i complimenti perché secondo me questa è la vera "evidenza": lavorare ogni giorno sulle proprie idee ma cercare di quantizzarle, cercare l'errore e modificarlo quotidianamente, provare nuove esercitazioni che crediamo più efficienti ma poi affidarci sia ai numeri che anche alle sensazioni; insomma la vera modalità di lavoro dell'allenatore che ogni giorno cerca risposte e non aspetta lo sport scientist tronfio con baffetti e gel nei capelli e occhialetti a caccia solo di Impact Factor - e altre gratificazioni dai suoi compagni di merende - che sul campo non c'è mai stato.
BRAVO EMANUELE VERAMENTE CONTINUA COSÍ!
A questo punto viene quasi naturale aggiungere un'altra pillola di saggezza di Bellotti sempre nell'articolo sulla rivista Strenght & Conditioning n.2:

Dove sia o dove si debba cercare la verità nel lungo processo di allenamento ... che sempre tocca all'allenatore, spesso timoroso di sbagliare... A questo va ricordato l'insostituibile ruolo dell'errore nell'allenamento, ovviamente ove si intende accostarsi ad esso con la necessaria umiltà. Sbagliamo tutti, questo è certo, ma è anche un dato di fatto che i più si rifiutino di attribuire a se stessi gli errori, misconoscendo uno dei fenomeni più caratteristici della natura umana...
L'allenamento è anche errore, lo è costituzionalmente perché errore vuol dire errare, ovvero essere in cerca, porsi alla ricerca di qualcosa".

Bellotti (op cit 2012)

Che test metabolici fare nel calcio? 2a risposta a Troisi


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Con l'audiovideo di oggi completiamo le prime due risposte alle domande di Troisi sui test metabolici: capisco che qualcuno rimanga disorientato dalla proposta, ma anche la sua formulazione che prevede vari livelli di controllo (max accelerazione in spazi stretti, CdD, frequenza cardiaca, parametri di potenza metabolica sia sui tratti che sulla media del tracciato, abbinamento ad un altra prova su 20"/20" con recupero attivo), ci deve far capire che dobbiamo uscire dagli steccati dei parametri solamente fisiologici perché considerando solo quelli, a qualcuno poi viene istintivo pensare di allenare per migliorare il V'O2max, o la soglia anaerobica, o qualche altra minchiata analitica con altrettante minchiate di allenamento becero come appunto le ripetute sui 1000 m.
L'approccio deve essere olistico, e diciamo che ci dispiace non avere messo il pallone che avrebbe aumentato ancora i gradi di libertà ed il costo energetico degli spostamenti.
Mi fa piacere farvi notare anche la qualità di registrazione del GPS che segnala bene anche i piccoli spostamenti e le variazioni di velocità, in modo da far notare alle teste di Quoio che stanno cercando di denigrarlo che purtroppo per loro hanno fatto tante cazzate nella vita e sarebbe più semplice dire "si, abbiamo sbagliato e tutti i nostri studi sono da buttare nel cesso" piuttosto che andare a cercare il pelo nell'uovo, oppure giustificarsi dicendo "ci avevamo pensato prima noi", si bel coglione (con rispetto per Aldo Sassi che si occupava tra l'altro di altri sport), oltre ad aver sbagliato i calcoli (cosa naturale le prime volte) perché non hai continuato su questa strada originale ma hai ritenuto più comoda la strada arcelliana?? (anche per gli agganci politici ed economici).
Mi è sembrato giusto cominciare dal test per far capire meglio il mio pensiero, se poi volete approfondimenti sulla navetta calcio per costruirvela voi, nel blog ci sono diversi contributi di Fucci, Varracchio e miei.
Una cosa mi fa piacere aggiungere oggi: finalmente sono riuscito a leggere parte del n.2 della rivista Strenght & Conditioning della FIPE e debbo dire che ancora una volta, nonostante non abbia mai avuto alcun rapporto diretto con lui, leggere il Prof. Pasquale Bellotti conforta ed indirizza i miei pensieri sull'allenamento: quando Bellotti scrive le parola "Punti (o aspetti) chiave", leggete con attenzione perché fra 10-15 anni queste cose saranno ben comprese da tutti (vi ricordate la sua relazione sulla resistenza organizzato per punti chiave del 1987 qui ripubblicato; se non l'avete letto provate a cercarlo, è basilare per chi allena e considerate che gli sports scientists non lo hanno nemmeno provato a capire).
Nel suo articolo "L'allenamento sportivo: gli aspetti chiave per sperare di andare nel futuro" ritrovo molto ben organizzati e razionalizzati i miei caotici pensieri sul perche l'allenamento non è scienza, ma si basa su esso senza però adagiarvisi e soprattutto non sperando mai che lo scienziato "corretto" si sostituisca all'allenatore, oppure dica all'allenatore cosa deve fare sempre e lui deve solo eseguire (quanto sarebbero contenti che gli consegnassimo il cervello questi mediocri finti scienziati nostrani).
La pillola di oggi è la sintesi del punto primo:

"L'allenamento è un fenomeno articolato, progressivo, prevedibile solo per grandi linee, sempre diverso e sempre originalmente nuovo per ciascuno degli individui nei quali si realizza... È un fenomeno di complessità tale da richiedere, al suo principale artefice l'allenatore, l'utilizzazione di un patrimonio vasto di conoscenze, da verificare invariabilmente nella pratica esperienza quotidiana... un progetto che è, già in partenza, unico, originale, irripetibile ed improponibile ad un'altra realtà umana, oltre che ad un differente contesto"

(Bellotti 2012 op cit).

Che test metabolici fare in precampionato: 1a risposta a Troisi


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Parzialmente risolto il problema dello scarico dell'audiovideo grazie all'intervento del blogger che mi ha soccorso tempestivamente Mi impegno solo per farvi notare che abbiamo superato le 200 mila visite dal 24 ottobre, significa che in 256 giorni di vita del blog i visitatori medi sono stati quasi 800 al giorno!!!

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