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Microciclo nelle prime settimane di raduno precampionato nel calcio: 7a ed ultima risposta a Troisi



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Con questa settima parte concludiamo il discorso sulla prima parte del raduno precampionato, in tempo reale in quanto appunto è durato circa 14 gg questo argomento. I dati differenzianti il lavoro tradizionale sono molti, proviamo a riassumerli sicuramente dimenticandoci qua è là qualcosa:
a) niente test metabolici, e tanto meno massimali quando si arriva al raduno, solo analisi di funzionalità muscolare, equilibrio e postura.
b) scegliere da subito metodi intermittenti e a fartlek al fine di dare stimoli di buona intensità (non massimale), seguite da pause utili a ottenere una potenza metabolica di 12-14 watt/kg;
c) individuare insieme agli altri componenti dello staff attività tecniche che non creino troppi problemi a questa fase di ripresa (campo limitato, mq per giocatore bassi, durate brevi delle singole fasi dell'esercizio), pur mantenendo le movenze ed i movimenti da calciatore ed avere un impegno metabolico tecnico un po' inferiore a quello della partita, limitando azioni di forza reattiva soprattutto ad alta velocità;
d) aumentare gradatamente la durata del lavoro a 12-14 watt/kg del 5-10% a settimana;
e) giocare a campo regolare solo verso la fine della 2a settimana, mai oltre i 45';
f) effettuare i test verso la 3a settimana, sempre submassimali per la parte metabolica e mai ad esaurimento;
g) costruzione di un microciclo che si abbini anche all'allenamento della forza funzionale ed alle necessità delle esercitazioni tecnico-tattiche, dando anche i giusti recuperi nel lavoro, e non produrre mai sedute sfiancanti;
h) essere in grado di modificare sempre il microciclo, sulla base della lettura esperienziale e attraverso continui feedback individuali che derivano dalla presenza costante del preparatore nell'esecuzione dei vari esercizi fisici e tecnici.

Quando uno sport scientist è in grado di fare questo? Questo è il mestiere di allenatore, a cui si aggiunge nel calcio la gestione di un gruppo (che non è poco davvero!). Sono certo anche che altri farebbero delle scelte diverse dalle nostre, con prinicpi e situazioni diverse, basta sempre specificare il perché di queste singole scelte, e noi speriamo solo di averle fatte e descritte chiaramente.
L'attuale situazione della scienza dello sport chiusa nella sua concezione analitica e parcellizzata dello sport mi sembra molto simile a quando negli anni '80, qualcuno ha creduto che parcellizzando il movimento e quindi allenando analiticamente il singolo muscolo si aumentasse la forza complessiva del movimento: questa ha giovato solo alla Technogym e qualche altra ditta di macchine di muscolazione; questo prinicipio era valido solo per i culturisti che appunto non hanno movimenti da sostenere ma pose.
Voglio ricordare che questa concezione ha portato alla strada chiusa dell'elettrostimolazione, vero binario morto della preparazione, negazione totale e definitiva del movimento e trionfo dello stupido muscolo che invece va comandato dal cervello in sinergia con tutti gli altri.
Se volete questo, continuate a farvi guidare nella costruzione dell'allenamento da chi vive in laboratorio, analizza un fenomeno alla volta e non vede mai un atleta o una squadra - infatti non li chiama mai nessuna squadra, avete notato? - saggi direttori sportivi e allenatori!!! Però vogliono dettare le regole dell'allenamento senza conoscerlo e senza esperienza. Rimanete confinati nel vostro laboratorio e soprattutto fate ricerche che vi vengono chieste dagli addetti ai lavori (siete voi al servizio degli allenatori e preparatori e non viceversa), non fate ricerche che non interessano gli addetti ai lavori ma servono solo a voi per dimostrarvi bravi con i compagnucci di scuola e per ottenere riconoscimenti internazionali che non servono ormai a nulla poiché pilotati dalle vostre congreghe.

Ancora scelte per l’allenamento metabolico nella 1a fase del precampionato: 6a risposta a Troisi



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Come la saga del film di Rocky, qui siamo arrivati a 6 e non basta, ce ne sarà ancora un'altra che ho già registrato; sarà estremamente sintetica con le scelte effettive che personalmente facciamo (ricordo gli altri due autori Marra e Savoia) nell'impostazione della 1a parte della preparazione precampionato per ciò che riguarda la parte metabolica. Pari dignità ha il lavoro sulla forza che probabilmente descriveremo.
Faccio presente che tale lavoro si riferisce sempre alle prime 2-3 settimane di allenamento, poi se c'è interesse descriveremo anche le altre settimane e soprattutto i principi che ispirano le scelte. A tal fine vi chiediamo di inviarci qualche domanda (sul blog direttamente sarebbe meglio, se poi siete timidi, mandatele a info@laltrametodologia.com) per meglio orientarci in modo da porci delle domande sugli aspetti della forza così come Troisi ce le ha fatte nell'ambito metabolico del precampionato.
È interessante notare - nonostante siamo in piena estate - che ci sono oltre 1000 visitatori al giorno, e aumentano anche quelli che chiedono di loggarsi per accedere ai contenuti multimediali senza essere sostenitori, a cui viene naturalmente negato l'accesso.

Fartlek nel precampionato: come organizzarlo. 5a risposta a Troisi



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Anche oggi trattiamo, unitamente agli altri coautori Marra e Savoia, questo argomento riguardante come affrontare le prime settimane di preparazione nel calcio, secondo una tipologia di allenamento non stantia, assolutamnte diversa dalla orribile definizione e pratica di preparazione atletica che vediamo in questi giorni nei ritiri delle squadre di Serie A.
Uno dei parametri sbagliati con cui spesso ci si pone, riguarda il fattore organizzativo che spesso annichilisce la corretta ricerca dell'obbiettivo. La cosa che non richiede alcuna spesa mentale è proprio mettersi a fare le ripetute sui 1000 metri, si organizza un percorso, per i più in mezzo al prato, lo si misura e poi si fanno girare come delle trottole i giocatori. Oppure neanche si misura e si chiedono prove a velocità non controllate. I più avveduti provano a dare un'andatura, ma sono merce rara, oppure qualcuno usa i GPS per segnalare l'andatura (è già qualcosa, ma che spreco!!).
Invece, costruire prima sulla carta e poi sul campo la struttura di allenamento intermittente o a fartlek e farne rispettare i tempi è un po' più complesso, non c'è dubbio, ed anche soggetto a qualche possibile errore di compilazione.
Altresì io credo che sia proprio il nocciolo duro del nostro lavoro quello di non far fare mai ai nostri giocatori, quantomeno lo stesso allenamento fisico: sai che palle tutto l'anno le ripetute, non significa quindi che per tutto l'anno facciamo lo stesso intermittente o lo stesso fartlek, ma lo dobbiamo variare magari in un suo elemento per volta, in modo che non risulti necessario ogni volta rispiegarlo. La tabella che vi fornisco è utile solo per sbagliare di meno (spero) nella costruzione del vostro intermittente o del vostro fartlek, affinché siate in grado di muovervi bene e con una buona precisione mentre costruite un allenamento variato, e diventiate padroni di questo strumento fino a saperlo manipolare a piacimento.
Poi oggi esiste il calcolo della potenza metabolica che vi aiuta a vedere se avete raggiunto il vostro obbiettivo o di quanto avete sbagliato, e quindi correzione e nuovo percorso sempre più vicini all'obbiettivo prefissato che non deve essere solo metabolico (altrimenti le ripetute andrebbero pure bene), ma deve contenere via via quegli elementi che lo avvicinino sempre più e anche superandolo, al modello di prestazione per cui ci si allena.

L’intermittente nelle prime settimane di preparazione nel calcio: 4a risposta a Troisi



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Come al solito quando comincio ad approfondire un argomento mi accorgo che il tempo dell'audiovideo passa in fretta e quindi per il fartlek dovete aspettare il prossimo, qui parliamo solo di come manipolare bene l'intermittente.
Per fortuna mi vengono ancora delle idee di semplificazione (e di questo sono contento vuol dire che ancora non sono del tutto rincoglionito).
Infatti oggi vi propongo una tabellina molto semplice (usate per oggi solo il foglio chiamato "potenze acc e dec") con allegata una macro che per voi sottoscrittori funziona con un solo clic sul pulsante e vi fornisce la potenza metabolica per fare delle azioni in linea o con ampie curve durante l'allenamento intermittente, partendo e arrivando da fermo e dato un tempo richiesto per una distanza. Potrete così comparare la potenza della corsa costante rispetto a queste situazioni di accelerazioni e decelerazioni, valutando anche la potenza del tratto in accelerazione e decelerazione nei primi ed ultimi 2", naturalmente per adesso su azioni submassimali fino a 18 km/h.
Mi prendo anche una licenza per rispondere ad Armando Fucci in questo caso, oltre ad essere lusingato per le belle parole e i complimenti che fatti da te che sei un profondo conoscitore del sistema intermittente mi fanno molto piacere: caro Armando io sono ben contento che questi audiovideo siano fruibili solo dai sottoscrittori, perché è giusto così, gli altri si godano Zeman, che ripeto stimo come allenatore, ma che in queste due settimane ha fatto più danni della grandine con la sua preparazione vintage di cui potevamo veramente fare a meno e soprattutto speravo che l'attenzione mediatica fosse più bassa intorno a questo fenomeno.
Noi oramai nel blog siamo quasi 200 sottoscrittori, quasi quanto gli iscritti all'AIPAC (non ti offendere Salvatore!), siamo una comunità virtuale che si contatta 3 volte a settimana e produce tantissime novità e spunti assolutamente fuori dalla melma dell'attuale cultura sportiva italiana. Non saremo dei geni, ma qualche idea brillante e sfruttabile ce l'abbiamo anche noi e soprattutto pratica, ancorché sempre con dei numeri a supporto quantomeno utili ad individuare una tendenza. Perché la dovremmo dire agli altri? Continuate con le ripetute sui 1000 m e ringraziateci (quelli che non sottoscrivono il blog) che ancora vi forniamo ogni tanto qualche audiovideo libero di grande qualità su cui riflettere.
Un altro avviso: personalmente non risponderò più alle domande di approfondimento fatte da persone di cui non conosco il loro nome, il loro lavoro e che non sono sottoscrittori; così potete evitare di farle perché da oggi non le rendo più pubbliche, ormai abbiamo raggiunto un numero sufficiente per discutere fra di noi ed arricchirci culturalmente.

L’allenamento metabolico nelle prime 2 settimane di raduno precampionato: 3a risposta a Troisi

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Continuando nella nostra saga solo per i sottoscrittori, faccio dapprima presente che proprio su questo argomento stiamo aprendo una pagina di Forum (ne faremo un'altra anche per i GPS) dove potete scrivere, commentare ed elencare brevemente proposte su questo specifico argomento: non fate come i giornalisti che descrivono le cose più fumose e poi dicono che si fa velocità, resistenza alla velocità, lavori lattacidi e non capiscono un cazzo e facendo più danni della grandine, quasi quanto i nostrani sports scientists di ultima generazione.
Arrivano ormai tutti i giorni immagini inflazionate dai raduni e si vedono cose aberranti: stimo Zeman come allenatore, ma a parte i 1000 di Lamela in 2'49", debbo dire che vedere fare i gradoni ai giocatori della Roma fa veramente vomitare, comunque...
La proposta di oggi in questi particolari giorni di ritiri dove si leggono imprese epiche dei nostri calciatori, credo che sia interessante: cosa fare nelle prime 2 settimane per la parte metabolica?? Faccio presente che dedicherò lo stesso interesse al parallelo universo della forza in queste prime due settimane. Se poi vedo che interessa continuiamo fino alla fine del raduno precampionato e poi chissà anche alla settimana tipo (che barba!!!).
Una cosa importante riguarda il confronto tra la corsa a velocità costante e quella dove invece si parte ed arriva da fermo: non bisogna soffermarci solo sugli aspetti metabolici, ma anche sulla posizione del corpo mentre si corre a velocità costante, praticamente dritto, ed invece inclinato in avanti ed indietro quando si accelera e decelera ancorché non alle massime intensità, come si richiede in questo periodo di ripresa.
Anche questa parte è divisa in due, e abbiate la pazienza di aspettare perché molte mie risposte ed applicazioni pratiche sono contenute nella seconda parte ma se non seguite bene la prima rimane poi difficile comprenderle.

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