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Dalla soglia anaerobica ai test con variazione di ritmo

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soglia anaerobica 3&4

(by Roberto Colli e Fabio De Siati) Oggi riprendiamo il discorso sulla soglia per arrivare a delle nuove proposte che riguardano l’uso di questo indicatore anche per i test con variazione di ritmo. Facciamo presente che da questo si dipana sempre più evidente come ogni sport debba creare il proprio tipo di valutazione: nel ciclismo ad esempio sappiamo che l’andatura è estremamente variata e quindi diventa necessario abbinare al test del MLSS un test con variazione di ritmo (non massimale ad esaurimento).
Questa è, secondo noi, la strada giusta da seguire, modificando profondamente i valori di potenza e le durate, anche per gli sport di squadra e cioè testare le variazioni senza l’esaurimento, cosa che è l’esatto contrario di tutti i test Yo-Yo vari ed i test di RSA (repeated sprint ability). Se infatti ragioniamo, negli sport di squadra non esistono solo le azioni massimali, ma anche delle fasi intermedie che possono essere svolte a velocità sub massimali, ancorché non blande. Tale principio fu introdotto da Bosco con la CCVV, ma che reputiamo riduttiva (certo 10 anni dopo!!!) in quanto prende in considerazione azioni intense massimali e VRA (velocità di recupero attivo) che viene svolta intorno a 10-11 km/h solamente. Continue Reading →

La soglia anaerobica (3): un test riadattato ma utile per impostare l’allenamento

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Eccoci alla 3a parte della soglia dove finalmente cominciamo a dare quelle che per me sono state delle soluzioni necessarie per gli sport di endurance: ho applicato questo protocollo per impostare il lavoro di kayakers, ciclisti stradisti e pistard, canottieri, pochissime volte invece per maratoneti o similari ma sapete che a me quelli dell'atletica leggera non stanno poi così simpatici. Il test proposto NON serve per gli sport di squadra, può essere utile a questi sport invece capire un po' meglio come può essere letto l'acido lattico durante una partita: se io ho 7 mM dopo 5 minuti e li tengo per tutto il primo tempo forse dopo questo risulterà quantomeno più intuibile che NON ho svolto un lavoro lattacido. Così forse, ma spero di poter essere più preciso in futuro, la pianteremo con i lavori lattacidi negli sport di squadra, i 150 o addirittura i 300 metri al 90% del massimo, la cui dannosità negli sport di squadra è quasi più elevata delle ripetute sui 1000. Continue Reading →

La soglia anaerobica (2): l’inganno delle 4mM

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SOGLIA ANAEROBICA 1

Continuiamo oggi nella full immersion del grande depistaggio degli anni '80 fino ai nostri giorni: la soglia anaerobica. Approfondiamo l’analisi di ciò che effettivamente è la soglia anaerobica e la grande bufala rifilataci da Mader (e dalla scienza che sbaglia spesso) sulle 4 mM.
Un suggerimento di Francesco Veltri mi sembra importante: se volete approfondire il tema leggete il libro “Dalla parte del ciclismo" del compianto Aldo Sassi, ottimo allenatore che ha vissuto anche in prima persona i momenti oscuri dell’inganno conconiano del record dell’ora di Moser da cui tutto ha originato, e troverete un'analisi critica molto più approfondita e puntuale di ciò che vi racconto io in pochi minuti. Continue Reading →

La soglia anaerobica (1): un po’ di storia

Da oggi iniziamo a ripercorrere il fenomeno della soglia anaerobica che per tanti anni dalla fine degli anni '70 è stata la giustificazione metodologica alla copertura dell'uso dell'emodoping, inteso sia come autoemotrasfusione agli inizi degli anni '80, sia come abuso di eritropoietina nel prosieguo fino agli anni 2000. L'obbiettivo è arrivare in 3-4 audio video ad una giustificazione dell'uso degli attuali sistemi di valutazione, controllo e di allenamento di questa qualità, anche in rapporto al lavoro variato. Proporremo anche il nostro sistema di valutazione del MLSS, che non è altro che il Massimo Lattato allo Stato Stazionario, cioè appunto la soglia anaerobica. Domani con la seconda parte allegheremo il PDF con le slide.

MLSS e costo energetico: kayak 3a parte

kayak 3parte n80 sds

Nell’audiovideo di oggi terminiamo la descrizione dell’articolo sul kayak, ma come sempre teniamo a precisare che ci sono all’interno due spunti estremamente interessanti che interessano un po' tutti: un accenno alla nuova (si fa per dire) modalità della soglia anaerobica che da qualche anno viene meglio rinominato MLSS (Massimo Lattato allo Stato Stazionario in italiano o se siete esterofili Maximal Lactate Steady State scusando il mio pessimo inglese se ho scritto male). In effetti, per anni abbiamo identificato la soglia: o con le buffonate tipo test Conconi (dove ogni allenatore può dire ciò che vuole!), e ho materiale a chili per dimostrarlo, ma basta leggere l’articolo di Faina del '92 se non ricordo male sulla rivista SdS; oppure usavamo il test di MADER con il prelievo del lattato, identificando la soglia a 4 mM, sbagliando comunque in maniera grossolana. Continue Reading →

Il V’O2max non determina la qualità prestativa: 2a parte articolo kayak

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kayak 2parte n80 sds

(by RColli) Oggi riprendiamo l’articolo sul costo energetico del kayak, che ripeto, va letto anche da chi si interessa al ruolo del V'O2max nella prestazione. Per anni abbiamo creduto che il V'O2max si potesse allenare ed esso incidesse in maniera diretta sul risultato. Ma la frustrazione che provavamo ogni anno, quando sia nel ciclismo che nel kayak non trovavamo mai nessun aumento del valore del V'O2max era altissima; infatti facevamo dei test ad inizio anno e trovavamo valori di base tipo 60 ml/min/kg che poi nel corso dell’anno si alzavano dopo circa 2-3 mesi a 66-68 ml/min/kg e poi non variavano più per tutto l’anno, se non diminuire lievemente verso la fine della stagione. L’anno successivo la stessa storia per lo stesso atleta, eppure le prestazioni miglioravano sia durante l’anno che tra un anno e l’altro. Continue Reading →

L’allenamento con variazioni di ritmo… questo sconosciuto

(by RColli) In Italia soprattutto, patria della fantasia, quando si parla di allenamento spesso si va incontro ad una noia mortale. Per anni ha dominato e domina ancora solo l'allenamento a ritmo costante. Finchè i sistemi di controllo dell'intensità dell'allenamento erano solo i cardiofrequenzimetri, un piccolo margine di ragione poteva esserci, ma adesso che esistono i sistemi di misurazione delle velocità tramite GPS o molti misuratori di potenza ad esempio nelle biciclette, non c'è più ragione di continuare ad aver paura dei sistemi di allenamento con variazioni di ritmo. Dal mio punto di vista due sono i pilastri di questo allenamento: Continue Reading →

Ciclismo su strada: modello di prestazione

modello prestazione GareCiclismo

(by RColli) Cercando di rispettare coerentemente la nostra gerarchia di pensiero quando si va a proporre un allenamento, apriamo la sezione dedicata all'allenamento del ciclismo con un articolo sul modello di prestazione delle gare su strada del ciclismo femminile che risulterà molto simile a quello maschile.
Questo articolo è stato scritto nel 1996-'97 quando in Italia eravamo i primi ad utilizzare i sistemi di valutazione della potenza, ed ampliato nell'anno dopo con le gare maschili; è stato scritto e sviluppato per la federazione ciclistica (Fci) con cui collaboravo e come la maggior parte delle mie modeste "ricerche da campo" non avevo nè il tempo nè soprattutto la voglia di metterle per iscritto; solo due anni dopo, con l'aiuto sostanziale di un paio di coautori è stato pubblicato su una rivista non-ranked come Teknosport, quindi lo hanno letto in pochissimi. Continue Reading →

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