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Prestazione fisica e risultato dinamico (3a parte)

Prestazione fisica e risultato dinamico 3 parte
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Terminiamo questo argomento che mette in relazione la prestazione fisica della squadra con il risultato finale, dopo lo spettacolo indecente proposto lunedì sera dalle due squadre migliori d'Italia. Non so voi, ma veramente pensare che il nostro calcio è questo, sempre pauroso, in cui la Roma che doveva offendere ha solo mantenuto un inutile possesso palla per 2/3 della partita, e la Juve si è limitata ad agire di rimessa, stride rispetto alle partite che spesso vedo della Premier League (l'ultima in ordine Liverpool- Manchester City) dove non si tocchetta sterilmente e non si gioca per il pareggio. Dai dati che esponiamo, risulta che non è una questione fisica, ma di impostazione tattica e di mentalità. A proposito, mi viene in mente l'esonero di Novellino che aveva cercato di salvare la panca addossando la colpa al preparatore fisico licenziato in tronco, ma che 3 mesi dopo ha giustamente subito la stessa fine (tanto lo stipendio lo prende sempre...). Mi piacerebbe con qualche dato alla mano verificare se la Juventus di quest'anno sviluppa molta potenza metabolica in meno rispetto alla Juventus di Conte dei 3 anni di scudetto (anzi ne sono certo), e che quindi si può vincere lo scudetto sia con impegno fisico elevato che con un impegno tattico molto sparagnino. Se riuscirò, nelle prossime puntate parlerò anche della periodizzazione e ci faremo qualche risata sui luoghi comuni del fieno in cascina...