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Toschi 2a parte sull’impatto muscolare ma anche il coccodrillismo italiano

Oggi immettiamo la seconda ed ultima parte del lavoro di Toschi sui lavori di accelerazione e forza, stavolta con l'intento di collocarli nel microciclo settimanale.

Oltre ad associarmi per l'umano dispiacere per la morte del prof. Arcelli, non sono d'accordo su nulla di quello che è stato scritto su di lui sulla sua attività come nel miglior stile da coccodrillo che esiste in Italia, dove quello che muore è sempre un santo o giù di lì. Non discuto su nessun aspetto etico, mi limito a ricordare che Arcelli è stato a capo (almeno all'inizio poi fu scalzato da Conconi) dell'equipe Enervit che segui il record dell'ora di Moser dove tutti si dimenticano che da lì è iniziata la morte della metodologia dell'allenamento italiana, con l'uso dell'autoemotrasfusione che aprirà la porta a cose ben peggiori.
Ricordo bene quando lo stesso compianto Aldo Sassi in un serata dei corsi FIC (ciclistica) a Salsomaggiore in una tavolata da 8 persone ricordò a tutti che Moser migliorò la sua soglia anaerobica del test Conconi nel giro di 3 giorni di oltre 2.5 km/h, tanto da ridurre a poltiglia qualsiasi sistema di allenamento (ricordo che in termini di potenza questa variazione è nettamente superiore al 10%).
Anche la definizione di grande scienziato-fisiologo stride molto con la sua produzione scientifica risulta su PubMed di 5 articoli, neanche troppo citati. E la cosa interessante è che lui parlava di evidenze scientifiche - evidentemente non per il suo lavoro - e nelle bibliografie dei suoi beneficiati, rigidissimi sulla provenienza degli articoli, invece apparivano i suoi articoli scritti su riviste not ranked, unico caso accettato.
Risulta invece di grande impatto sicuramente la sua capacità divulgativa di lavori di altri, che riusciva un po' alla Piero Angela, a rendere accessibile a molti ed infatti i suoi articoli migliori sono proprio quelli not ranked, dove con una leggera presunzione di superiorità da medico, spiegava e semplificava ai noi poveri allenatori un po' ignoranti dei principi di biochimica, fisiologia, alimentazione. Ho la certezza personale che i suoi consigli sull'allenamento erano unilaterali e nascevano appunto dalla fisiologia e non dal campo, ed il suo è stato uno dei primi esempi di quello che poi è successo nelle scienze motorie italiane, il disastro della medicalizzazione ed anche quelli che venivano dal campo si sono messi il camice.
Naturalmente la sua influenza, anche nei campi accademici, è stata molto grande; ora vediamo cosa succederà ai suoi beneficiati, se ne proseguiranno l'opera oppure, come qualcuno in privato e molto sommessamente mi diceva guardandosi spaventato alle spalle (qualcuno si riconoscerà in queste parole vero!?), appena fuori dai giochi lui finalmente si sarebbe potuta togliere quella cappa di vecchiume delle sue proposte legate solo all'allenamento fisiologico. Un po' come successo per qualche beneficiato di Bosco che morto lui nel giro di 2-3 anni ha rinnegato tutto con i lavori lenti o con le ripetute sui 1000 m.

È veramente insopportabile questo conformismo decerebrante e che appiattisce tutto distorcendo la storia umana, riposi in pace.