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OGGI 25 aprile ore17 secondo mio Webinar gratuito di APF sull allenamento intermittente dedicato stavolta agli sport ciclici

Visto che qualcuno ha un po sparato sull 'uso e sull 'esaurimento del Creatinfosfato come carburante anche negli sforzi submassimali vi posto uno studio del 1995 di Gastlin sul diverso utilizzo dei meccanismi energetici in uno sforzo max ( non proprio massimale visto che è del 250% del Vo2max e dura 90''ma comunque ce lo facciamo andar bene ) e di uno submassimale al 110% del Vo2max . Il soggetto testato non è un fenomeno ( 50ml/min/kg) di Vo2max .Dopo che il grande prof Pietro Enrico di Prampero ci ha ben spiegato ( anche di persona ) come ottenere i diversi debiti dalle prove massimali e submassimali ,noi ne abbiamo fatte almeno un centinaio (non come quelli che fanno le supercazzole) e quindi sappiamo bene come funziona . Dovete farvene una ragione ....... Oggi proverò a semplificare meglio questa slide con altre che ho ricavato perchè mi accorgo di una certa debolezza di conoscenza su questo argomento .Dedicherò molta parte del tempo a produrre lavori intermittenti sviluppati nel corso degli anni per sport e specialità diverse , cercando di spiegare i presupposti per crearli con continui adattamenti al modello di prestazione e legati sempre alla tecnica esecutiva e quindi all' obbiettivo di abbassare il costo energetico . E voglio chiedere scusa che ,come mi succede da oltre 20 anni spesso parlo di acido lattico quando dovrebbe essere lattato .... sono della vecchia scuola e mi rimane difficile cambiare .Mi ricordo che il dr Marini mi rimproverava garbatamente sempre , ma non sono mai riuscito a far diventare automatico questo cambiamento , e temo che sbaglierò anche oggi vi chiedo di perdonarmi in anticipo .... ma cosi darò a qualche rosicone la possibilità di criticarmi ...spero invece che le critiche avvengano sulla sostanza dell organizzazione degli esercizi e le loro tempistiche molto delicate

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Agevolazioni per gli iscritti al blog per il Seminario nazionale APF ” LA VALUTAZIONE FUNZIONALE dall’efficienza fisica alla efficacia tecnica “

Brochure_front (1)Oggi do una buona notizia sia ai soci sostenitori che ai semplici sottoscrittori del blog : al seminario dell APF che vedete in locandina da circa 15 gg potrete pagare fino al 20 maggio 59 euro invece dei 79 euro previsti ,in pratica risparmiate 20 euro per un evento che credo sia abbastanza unico nel suo genere . Non dovete far altro che specificare nel bonifico che siete sottoscrittori del blog Laltrametodologia  ed io certificherò a loro che siete realmente iscritti ( chi fa il paraculo dovrà versare in loco la quota integrativa ) . Dopo lunghe trattative con il gruppo dirigente dell' APF ( che ringrazio per l'impegno volontario in questo settore pieno invece di affaristi che propongono cose di bassa qualità ) sono riuscito ad ottenere questa  ottima scontistica che ricordo prevede , oltre al seminario , anche il pranzo a buffet e 2 coffe break in loco , per consentire pause brevi visto che la carne al fuoco è tanta .

Nei prossimi giorni richiamerò sul blog e su facebook il profilo dei relatori e soprattutto di cosa relazionerà ciascuno di loro intanto vi allego la locandina

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6 parte :fisiologia del recupero attivo e passivo

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Senza nessuna presunzione sento il bisogno di approfondire alcuni elementi di fisiologia , dopo essermi riletto vecchi testi e nuovi media che si trovano su youtube . Naturalmente a chi non interessa può saltare questa parte , ma come dico sempre ,la fisiologia è sicuramente alla base dell' allenamento , su cui poi dobbiamo costruire la metodoloiga che risulta specifica per ogni sport . La fisiologia ha dei presupposti comuni , ma poi ogni sport deve adattare l'allenamento sulla base di una approfondita conoscenza del modello prestativo e coniugarlo con le caratteristiche fisiologiche dell'atleta in oggetto. Sottolineo che io non ricordo tutto a memoria e vanno sfruttate tutte le forme di approfondimento che la rete propone , unito ai classici . Poi bisogne essere in grado di scegliere, e ciascuno lo fa sul proprio vissuto esperienziale , nessuno ci deve dettare la linea e farci agire come uscieri . Dobbiamo liberare la nostra creatività su conoscenze profonde culturali e di esperienza ed essere sempre critici , raccogliendo laddove è possibile dati per controllare le nostre proposte di lavoro e la loro efficacia , senza presunzione   .

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5 parte : recupero attivo e passivo

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Definiamo meglio cosa intendiamo per recupero attivo e passivo , e come questo influenza la risintesi del Creatinfosfato . Per anni anch'io ho creduto che il recupero attivo fosse migliore del recupero passivo perche ci consentiva lo smaltimento dell'acido lattico , ma ciò è stato un evidente errore complessivo . Anche su questo dobbiamo fare riferimento a ciò che succede nel modello prestativo di sport completamente diverso . E dobbiamo considerare che il lattato è un carburante , non solo una scoria   . A tal fine dedicheremo due audiovideo su questo argomento. Ed inoltre sottolineiamo che dobbiamo considerare recupero una intensità fino ad un 50%-55%  del Vo2max, mentre oltre parliamo della fase aerobica dei lavori con variazioni di ritmo e questa è un  altra storia .............

Ho aggiunto anche il pdf che avevo dimenticato nell'audiovideo precedente

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4 Parte ) il recupero breve e l’allenamento intermittente

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Grazie a tutti quelli che hanno manifestato pubblicamente il loro apprezzamento per il lavoro del blog di questi 5 anni . Noi continuiamo a cercare di fornire la nosra esperienza , senza che questa sia per forza corretta o giusta in assoluto come pretendono altri . L'allenamento è in continua evoluzione ma attualmente è in mano ai medici o a persone che pur facendo il nostro mestiere ,sul campo non ci sono mai stati e ci ammorbano con cose scientifiche di nessun valore . L'allenamento è un vestito cucito sull'atleta che risponde a leggi fisiologiche generali ,ma il particolare va studiato e approfondito ed adattato . Prova ne sia appunto la durata della ripetizione e dell' intervallo,unito alla quantità e qualità dello stimolo . Per 40 anni ed oltre abbiamo valutato solo la fisiologia del movimento e non il movimento tecnico ( e tattico ) stesso come fattore principale su cui costruire l'allenamento rispettando solo in secondo luogo le basi fisiologiche e siamo arrivati all'aberrazione che si allena il sistema aerobico o anaerobico , magari con ritmi velocità e frequenze totalmente diverse dalla gara o anche addirittura con gesti enerici che non c'entrano niente con la tecnica specifica  ( ad esempio gli allenamenti a circuito per la forza resistente !!!!!)  e queste cazzate ancora esistono anche negli sport prestativi individuali .

Una nota : risentendo l'audiovideo ho detto lavoro intermittente quando invece era interval training  diapositiva 13 e c'è un errore sulla diapo 5 che ho corretto nel pdf in quanto il lavoro aerobico sviluppato nella 1 rip era di 5 kj non 6 , non avevo voglia di rifarlo spero mi comprendiate lo stesso.