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L’allenamento metabolico nelle prime 2 settimane di raduno precampionato: 3a risposta a Troisi

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Continuando nella nostra saga solo per i sottoscrittori, faccio dapprima presente che proprio su questo argomento stiamo aprendo una pagina di Forum (ne faremo un'altra anche per i GPS) dove potete scrivere, commentare ed elencare brevemente proposte su questo specifico argomento: non fate come i giornalisti che descrivono le cose più fumose e poi dicono che si fa velocità, resistenza alla velocità, lavori lattacidi e non capiscono un cazzo e facendo più danni della grandine, quasi quanto i nostrani sports scientists di ultima generazione.
Arrivano ormai tutti i giorni immagini inflazionate dai raduni e si vedono cose aberranti: stimo Zeman come allenatore, ma a parte i 1000 di Lamela in 2'49", debbo dire che vedere fare i gradoni ai giocatori della Roma fa veramente vomitare, comunque...
La proposta di oggi in questi particolari giorni di ritiri dove si leggono imprese epiche dei nostri calciatori, credo che sia interessante: cosa fare nelle prime 2 settimane per la parte metabolica?? Faccio presente che dedicherò lo stesso interesse al parallelo universo della forza in queste prime due settimane. Se poi vedo che interessa continuiamo fino alla fine del raduno precampionato e poi chissà anche alla settimana tipo (che barba!!!).
Una cosa importante riguarda il confronto tra la corsa a velocità costante e quella dove invece si parte ed arriva da fermo: non bisogna soffermarci solo sugli aspetti metabolici, ma anche sulla posizione del corpo mentre si corre a velocità costante, praticamente dritto, ed invece inclinato in avanti ed indietro quando si accelera e decelera ancorché non alle massime intensità, come si richiede in questo periodo di ripresa.
Anche questa parte è divisa in due, e abbiate la pazienza di aspettare perché molte mie risposte ed applicazioni pratiche sono contenute nella seconda parte ma se non seguite bene la prima rimane poi difficile comprenderle.

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Che test metabolici fare nel calcio? 2a risposta a Troisi


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Con l'audiovideo di oggi completiamo le prime due risposte alle domande di Troisi sui test metabolici: capisco che qualcuno rimanga disorientato dalla proposta, ma anche la sua formulazione che prevede vari livelli di controllo (max accelerazione in spazi stretti, CdD, frequenza cardiaca, parametri di potenza metabolica sia sui tratti che sulla media del tracciato, abbinamento ad un altra prova su 20"/20" con recupero attivo), ci deve far capire che dobbiamo uscire dagli steccati dei parametri solamente fisiologici perché considerando solo quelli, a qualcuno poi viene istintivo pensare di allenare per migliorare il V'O2max, o la soglia anaerobica, o qualche altra minchiata analitica con altrettante minchiate di allenamento becero come appunto le ripetute sui 1000 m.
L'approccio deve essere olistico, e diciamo che ci dispiace non avere messo il pallone che avrebbe aumentato ancora i gradi di libertà ed il costo energetico degli spostamenti.
Mi fa piacere farvi notare anche la qualità di registrazione del GPS che segnala bene anche i piccoli spostamenti e le variazioni di velocità, in modo da far notare alle teste di Quoio che stanno cercando di denigrarlo che purtroppo per loro hanno fatto tante cazzate nella vita e sarebbe più semplice dire "si, abbiamo sbagliato e tutti i nostri studi sono da buttare nel cesso" piuttosto che andare a cercare il pelo nell'uovo, oppure giustificarsi dicendo "ci avevamo pensato prima noi", si bel coglione (con rispetto per Aldo Sassi che si occupava tra l'altro di altri sport), oltre ad aver sbagliato i calcoli (cosa naturale le prime volte) perché non hai continuato su questa strada originale ma hai ritenuto più comoda la strada arcelliana?? (anche per gli agganci politici ed economici).
Mi è sembrato giusto cominciare dal test per far capire meglio il mio pensiero, se poi volete approfondimenti sulla navetta calcio per costruirvela voi, nel blog ci sono diversi contributi di Fucci, Varracchio e miei.
Una cosa mi fa piacere aggiungere oggi: finalmente sono riuscito a leggere parte del n.2 della rivista Strenght & Conditioning della FIPE e debbo dire che ancora una volta, nonostante non abbia mai avuto alcun rapporto diretto con lui, leggere il Prof. Pasquale Bellotti conforta ed indirizza i miei pensieri sull'allenamento: quando Bellotti scrive le parola "Punti (o aspetti) chiave", leggete con attenzione perché fra 10-15 anni queste cose saranno ben comprese da tutti (vi ricordate la sua relazione sulla resistenza organizzato per punti chiave del 1987 qui ripubblicato; se non l'avete letto provate a cercarlo, è basilare per chi allena e considerate che gli sports scientists non lo hanno nemmeno provato a capire).
Nel suo articolo "L'allenamento sportivo: gli aspetti chiave per sperare di andare nel futuro" ritrovo molto ben organizzati e razionalizzati i miei caotici pensieri sul perche l'allenamento non è scienza, ma si basa su esso senza però adagiarvisi e soprattutto non sperando mai che lo scienziato "corretto" si sostituisca all'allenatore, oppure dica all'allenatore cosa deve fare sempre e lui deve solo eseguire (quanto sarebbero contenti che gli consegnassimo il cervello questi mediocri finti scienziati nostrani).
La pillola di oggi è la sintesi del punto primo:

"L'allenamento è un fenomeno articolato, progressivo, prevedibile solo per grandi linee, sempre diverso e sempre originalmente nuovo per ciascuno degli individui nei quali si realizza... È un fenomeno di complessità tale da richiedere, al suo principale artefice l'allenatore, l'utilizzazione di un patrimonio vasto di conoscenze, da verificare invariabilmente nella pratica esperienza quotidiana... un progetto che è, già in partenza, unico, originale, irripetibile ed improponibile ad un'altra realtà umana, oltre che ad un differente contesto"

(Bellotti 2012 op cit).