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La valutazione con il jump monopodalico (1a parte)

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Dopo l'ottima presentazione (e discussione) sull'allungamento della catena posteriore sviluppata da Manzari - che credo proprio avrà un seguito congiunto con Gennaro e Christian Casella - oggi riprendiamo il discorso sulla valutazione dei salti, approfondendo in particolare i salti monopodalici.
Nessuna invenzione da parte mia tengo a ribadire, già da molti anni il prof. Vittori aveva inserito questo tipo di valutazione, e credo che sia stato Sepulcri prevalentemente con dati numerici riferiti all'altezza di salto, e poi Cuzzolin con valutazioni posturali dinamiche, che hanno aperto uno scenario importantissimo per la valutazione di questo specifico tipo di salto.
Personalmente ho solo approfondito l'argomento con migliaia di test effettuati con la pedana di forza, e confrontato alcune modalità di test, tutte comparate ai jump bipodalici ed ai lavori con sovraccarico, che esporrò sul blog con calma più avanti. Naturalmente mi sono anche personalizzato la modalità di somministrazione del test, che reputo uno strumento ancora più utile del jump bipodalico dal punto di vista delle informazioni numeriche e visive che fornisce. Ah dimenticavo, ma il test monopodalico non è stato validato quindi per gli pseudoscienziati non esiste, che idioti!!!