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Fartlek nel precampionato: come organizzarlo. 5a risposta a Troisi



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Anche oggi trattiamo, unitamente agli altri coautori Marra e Savoia, questo argomento riguardante come affrontare le prime settimane di preparazione nel calcio, secondo una tipologia di allenamento non stantia, assolutamnte diversa dalla orribile definizione e pratica di preparazione atletica che vediamo in questi giorni nei ritiri delle squadre di Serie A.
Uno dei parametri sbagliati con cui spesso ci si pone, riguarda il fattore organizzativo che spesso annichilisce la corretta ricerca dell'obbiettivo. La cosa che non richiede alcuna spesa mentale è proprio mettersi a fare le ripetute sui 1000 metri, si organizza un percorso, per i più in mezzo al prato, lo si misura e poi si fanno girare come delle trottole i giocatori. Oppure neanche si misura e si chiedono prove a velocità non controllate. I più avveduti provano a dare un'andatura, ma sono merce rara, oppure qualcuno usa i GPS per segnalare l'andatura (è già qualcosa, ma che spreco!!).
Invece, costruire prima sulla carta e poi sul campo la struttura di allenamento intermittente o a fartlek e farne rispettare i tempi è un po' più complesso, non c'è dubbio, ed anche soggetto a qualche possibile errore di compilazione.
Altresì io credo che sia proprio il nocciolo duro del nostro lavoro quello di non far fare mai ai nostri giocatori, quantomeno lo stesso allenamento fisico: sai che palle tutto l'anno le ripetute, non significa quindi che per tutto l'anno facciamo lo stesso intermittente o lo stesso fartlek, ma lo dobbiamo variare magari in un suo elemento per volta, in modo che non risulti necessario ogni volta rispiegarlo. La tabella che vi fornisco è utile solo per sbagliare di meno (spero) nella costruzione del vostro intermittente o del vostro fartlek, affinché siate in grado di muovervi bene e con una buona precisione mentre costruite un allenamento variato, e diventiate padroni di questo strumento fino a saperlo manipolare a piacimento.
Poi oggi esiste il calcolo della potenza metabolica che vi aiuta a vedere se avete raggiunto il vostro obbiettivo o di quanto avete sbagliato, e quindi correzione e nuovo percorso sempre più vicini all'obbiettivo prefissato che non deve essere solo metabolico (altrimenti le ripetute andrebbero pure bene), ma deve contenere via via quegli elementi che lo avvicinino sempre più e anche superandolo, al modello di prestazione per cui ci si allena.

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L’allenamento metabolico nelle prime 2 settimane di raduno precampionato: 3a risposta a Troisi

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Continuando nella nostra saga solo per i sottoscrittori, faccio dapprima presente che proprio su questo argomento stiamo aprendo una pagina di Forum (ne faremo un'altra anche per i GPS) dove potete scrivere, commentare ed elencare brevemente proposte su questo specifico argomento: non fate come i giornalisti che descrivono le cose più fumose e poi dicono che si fa velocità, resistenza alla velocità, lavori lattacidi e non capiscono un cazzo e facendo più danni della grandine, quasi quanto i nostrani sports scientists di ultima generazione.
Arrivano ormai tutti i giorni immagini inflazionate dai raduni e si vedono cose aberranti: stimo Zeman come allenatore, ma a parte i 1000 di Lamela in 2'49", debbo dire che vedere fare i gradoni ai giocatori della Roma fa veramente vomitare, comunque...
La proposta di oggi in questi particolari giorni di ritiri dove si leggono imprese epiche dei nostri calciatori, credo che sia interessante: cosa fare nelle prime 2 settimane per la parte metabolica?? Faccio presente che dedicherò lo stesso interesse al parallelo universo della forza in queste prime due settimane. Se poi vedo che interessa continuiamo fino alla fine del raduno precampionato e poi chissà anche alla settimana tipo (che barba!!!).
Una cosa importante riguarda il confronto tra la corsa a velocità costante e quella dove invece si parte ed arriva da fermo: non bisogna soffermarci solo sugli aspetti metabolici, ma anche sulla posizione del corpo mentre si corre a velocità costante, praticamente dritto, ed invece inclinato in avanti ed indietro quando si accelera e decelera ancorché non alle massime intensità, come si richiede in questo periodo di ripresa.
Anche questa parte è divisa in due, e abbiate la pazienza di aspettare perché molte mie risposte ed applicazioni pratiche sono contenute nella seconda parte ma se non seguite bene la prima rimane poi difficile comprenderle.