Mental Training

concetti mental training

(A cura di: Christian Casella)

In un periodo dove si ricerca costantemente e giustamente (visto quello che ci hanno propinato negli ultimi decenni) metodi di allenamento funzionali, prendo la palla al balzo per citare una tecnica che io considero molto importante, perchè agisce sul sistema più importante dell'essere umano, la mente. Spinto anche dall'interesse sull'argomento da parte del mio collega Manuel Urbano, vi invito a leggere l’allegato in alto che comprende concetti base più una prova pratica del Mental Training.

Spesso ci si dimentica che un giocatore è prima di ogni altra cosa un essere umano, con le sue debolezze e le sue fragilità, specialmente mentali.
Mente e corpo non sono scindibili! La forza mentale ed emozionale gioca un ruolo chiave nello Sport.
Nella mia personale esperienza ho assistito alle lezioni di Implementazione Mentale del Prof. Stefano Tirelli che ha alle spalle anni di pratica ed esperienza con giocatori importanti che militano in squadre per club e nazionali di calcio ed ho messo in pratica i suoi insegnamenti tramite alcuni miei allievi e soggetti sedentari nel mio studio.
Non sarò ancora un esperto, ma penso di poter dire la mia in riguardo, tralasciando anche accenni di fisica quantistica che potrebbero spiazzarci anche sulla vita in generale.
Il Mental Training può essere fondamentale per molti giocatori (nell’approcciare nel miglior modo possibile una partita, qualora ci fosse uno stato d’ansia o pessimismo sull’esito della partita e della propria prestazione, oltre ad un miglior recupero dopo un infortunio), e a mio avviso, non deve essere sottovalutato, perchè quando il nostro giocatore si allena male tutta la settimana o tutto il mese e poi fa delle prestazioni superbe o viceversa (questo accade molto spesso), solo alla debolezza mentale possiamo attribuire la maggior parte delle colpe.
E’ chiaro che alcuni giocatori hanno una mente più evoluta, altri più elastica ed alcuni più debole.
Ad un soggetto molto materialista, il Mental Training, almeno fino a quando non c’è un rapporto di totale fiducia, non lo prenderei mai in considerazione perché il lavoro non riuscirebbe; con i giocatori più evoluti mentalmente, invece, può essere un buon modo per migliorare le sue qualità psicofisiche.
“Nel cervello tutto è relativo, complementare ed opposto”, come la teoria dello Yin e dello Yang, che può essere applicata sia nel micro che nel macrocosmo.
Vi lascio con una citazione: "La mente vera, una mente forte e solida, è quella che può abbracciare allo stesso modo cose grandi e piccole". Samuel Johnson

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4 Responses to Mental Training

  1. Marco Silvino Di Eduardo 3 febbraio 2012 at 15:16 #

    Porto un contributo di esperienza personale. La pallavolo, in cui opero, è lo sporto in cui il punteggio varia con la maggior frequenza e nel minor tempo rispetto ad altri.
    Spesso e volentiri noi allenatori a bordo campo abbiamo la netta sensazione che un’azione possa cambiare quello che io chiamo lo stato energetico della gara, da positivo a negativo e viceversa. Quando questo accade l’unica cosa che noi possiamo fare è chiamare un time-out in cui o non sappiamo cosa dire , oppure diciamoe qualcosa che già sappiamo non sortirà nessun effetto fino a quando un altro evento non ricambi quello stato energetico. Credetemi è una cosa che si percepisce chiaramente. Per far fronte a questo ho contattato una persona che in passato si era dimostrata competente in queste cose e l’ho messa al mio fianco per 3 anni chiedendogli di insegnare ai miei atleti delle tecniche per ristabilire un equilibrio emotivo e mentale in certi frangenti della gara o prima della gara stessa.I miei giocatori quindi prima della gara e in certi time-out facevano degli specifici esercizi di respirazione .
    Non dico che così ho vinto tutte le gare, ma ho notato miglioramenti nella gestione di certi momenti; sicuramente erano più produttive le respirazioni che sentirsi dire frasi come : ” dobbiamno fare meglio questo, quello etc.”.
    L’unica cosa è che i giocatori ci devono credere; il primo anno la squadra era un under 18 di una formazione di serie A e i ragazzi hanno seguito alla perfezione quanto indicato; nel secondo e terzo anno, una serie C fatta di giocatori anche adulti , alcuni dei quali si sentivano goffi nel fare queste cose. Noi abbiamo lasciato libera scelta perchè, come dice giustamente Christian , in queste cose è fondamentale l’approccio positivo, ma abbiamo rilevato che coloro che ci seguivano uscivamo meglio da certe situazioni difficili nel corso della gara.

  2. kri83 3 febbraio 2012 at 16:09 #

    ciao marco,mi fa piacere il tuo interesse e che tu abbia raccontato la tua personale esperienza. io ho giocato a volley x 7 anni,e posso confermare il repentino cambio d’umore che avviene. bisognerebbe approfondire il tuo discorso nei time out,perché é interessante. l’esercizio che io ho postato viene svolto durante la settimana che precede la gara

  3. maurizio 21 marzo 2012 at 14:58 #

    ciao,
    sono maurizio maggiori e sono mental trainer dello sport con PNLSPORT.
    Come ex giocatore ed allenatore mi dedico sopratutto al volley, e sono contento di sentire che c’è sempre più gente che si apprroccia all’argomento.
    Credo che presto anche da noi l’allenamento mentale verrà inteso appunto come forma di allenamento, quindi da effettuare costantemente nell’ottica di migliorarsi, e non solo nei casi di problemi o difficoltà.
    a presto !
    maurizio

    • christian casella 22 marzo 2012 at 09:38 #

      io penso di sì, anche se conta moltissimo il peso che un allenatore dà al mental training. molti non lo considerano e molti non gli danno il giusto peso
      … con i presupposti giusti il mental training può fare veramente la differenza.
      Christian

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