Ancora tabella intermittente ma anche: «Grazie a tutti ma non è il mio mestiere».

Anzitutto oggi voglio rispondere a chi mi ha chiesto dei chiarimenti sull'uso della tabella fartlek intermittente e di come essa interagisce con quella del costo energetico della corsa a navetta: personalmente credo che il ruolo di questo blog è tentare di approfondire delle tematiche su vostra richiesta, nei limiti del possibile, ma queste richieste debbono essere pubblche, altrimenti diventa una richiesta di consulenza privata che non può essere contemplata in questo blog, ma in altre sedi.Molto volentieri rientro nella spiegazione e se anche altri ritengono che questo argomento vada meglio approfondito può trovare altre e migliori esemplificazioni in questo audio video.
Ma il titolo di oggi riguarda un evento curioso che è accaduto ieri: alcuni amici mi hanno informato che sul blog www.canoaitalia.blogspot.com (di cui non conosco gli autori, anche se mi sono peritato di chiederglielo qualche giorno fa) era partito un sondaggio sul ruolo del direttore tecnico della canoa in Italia dopo queste Olimpiadi 2012, ed in questo sondaggio era inserito il mio nome.
Ora, nella mia vita ho fatto molte cose, ma sicuramente non è nelle mie aspirazioni ma anche nelle mie capacità quello di fare il DT di una federazione, ancor di più dopo aver avuto l’opportunità di conoscere professionalmente il presidente Luciano Buonfiglio che pensa che tutti siano pupazzi manovrabili da lui; sono rimasto talmente disgustato, tanto da dimettermi dopo 3 mesi di direzione del Centro studi.
Il mio ruolo è quello di dare la mia consulenza al DT o all'allenatore che la vuole (molti attualmente in questa federazione allenano senza competenza e senza conoscenza, avendo solo fatto anni di canoa ma senza avere alcun esperienza da allenatore di livello, ma solo la presunzione); in accordo e su indicazioni dell’allenatore, il mio compito è quello di dare la mia consulenza sui sistemi di allenamento specifici, soprattutto di studiarli, ed anche di valutare sempre più da vicino le risposte individuali, così come di cercare di trasmettere queste informazioni agli allenatori che le vogliono sentire. Altro non so fare né intendo fare.
La cosa divertente è che evidentemente in molti a cui è capitato di leggere il blog e magari anche gli studi fatti con Elisabetta Introini sulla canoa ormai da oltre 20 anni forse hanno ritenuto una novità importante quella di votare per me in una percentuale che mi sembra bulgara.
Forse qualcuno ha associato anche alla mia vis polemica di questa estate su Facebook, in cui stigmatizzavo una serie di comportamenti errati da parte di chi fa le scelte, e cioè il presidente Buonfiglio che oramai è nella stanza dei bottoni da quasi 30 anni, con una piccola interruzione quando fu trombato nel 1988 da Orsi; magari la gente della canoa ha voglia di cambiare le facce ossequienti di chi lo circonda.
Naturalmente reputo questa situazione divertente, ma anche forse utile affinché effettivamente in questo mondo rattrappito si muova qualcosa soprattutto nell'ambito dell’allenamento dove ancora, come nel canottaggio, uno pensa l’allenamento, lo scrive su un programma e gli altri lo debbono eseguire!!! Come se fossimo tutti uguali da un punto di vista tecnico, fisiologico ed emotivo, ed avessimo gli stessi anni di allenamento alle spalle.
Voglio quindi ringraziare tutti quelli che mi vorrebbero collocato in un posto non mio, penso che l’idea fosse quella di dare un segnale che quello che c’è adesso e c’è stato prima non va bene.
Voglio ricordare a tutti che nel 2009 il presidente federale Buonfiglio appena rieletto ebbe l’infelice idea di dare la direzione tecnica al Dr Mazzoni, medico federale conconiano che nel 2000 fu allontanato dalla FICK per una serie di contestazioni che furono addirittura oggetto di interpellanza parlamentare da parte del sen. Cortiana su un uso eccessivo di farmaci non necessari nell’esercizio delle sue funzioni di medico federale sugli atleti della canoa, e dopo anche essere stato più volte menzionato nella sentenza dei giudici di Ferrara al processo guidato dal PM Soprani: tale sentenza purtroppo è andata in prescrizione proprio pochi giorni prima, ma il giudice ha fedelmente trascritto nel suo dispositivo della sentenza ormai prescritta, dove veniva di fatto appurato un uso fraudolento da parte di Conconi e del suo staff di pratiche nocive della salute degli atleti, ed anche in accordo con i vertici del CONI di allora.
Voglio ricordare a tutti che Elisabetta Introini fu l'unica persona che in quella riunione del 2009, nonostante nominata tecnico federale per le donne si alzo dal tavolo e rifiutò la proposta e lo stipendio, perché offesa nel suo ruolo di tecnico di essere diretta da un non-tecnico come Mazzoni (l’unica che ebbe le palle di farlo), e di non voler condividere le ombre del passato di questo personaggio invece stranamente molto benvoluto a livello del CONI (speriamo che dopo il tracollo di Roma 2020 vadano via tutti).
È a lei che andrebbe affidato tale ruolo, avendone competenza, passione ed esperienza e capacità di collaborare ed ascoltare i tecnici, come ha dimostrato ampiamente nei suoi 4 anni di attività di tecnico federale per la categoria juniores. Ma gli estensori del blog non l’hanno neanche menzionata (naturalmente ognuno a casa sua fa quello che vuole per carità, io spero in una dimenticanza, mentre hanno inserito Guerrini che oramai a detta di tutti è in grado di gestire solo sua moglie come atleta ma si sa muovere molto bene negli ambiti che contano).
Ciò naturalmente può avvenire solo se Buonfiglio va in pensione e non si fa più viaggetti in Australia a spese federali per vedere come procede la preparazione degli atleti (forse era meglio andarci l’anno scorso quando un olimpionico fu beccato per possesso di farmaci dopanti nella sua borsa): ciò spalancherebbe il ritorno di Mazzoni ad occuparsi delle cose che sa fare bene nella sua amata università di Ferrara dove ha anche un ruolo accademico che gli compete e gli fornisce già un ottimo stipendio.
Se gli allenatori fanno anche i medici come La Mura ben vengano, ma chi fa il medico e vuol fare l’allenatore faccia il corso normale di allenatore, la gavetta e poi ne riparliamo.

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7 Responses to Ancora tabella intermittente ma anche: «Grazie a tutti ma non è il mio mestiere».

  1. Giorgio Zito 18 febbraio 2012 at 23:10 #

    Caro Prof. Roberto ripensando alle tue tabelle volevo chiederti se secondo te si può pensare di organizzare un lavoro metabolico intenso anche con la palla creando esercitazioni per esempio a campo ridotto e con numero di giocatori pari o in sottonumero a secondo dell’obiettivo tattico, utilizzando i tempi di lavoro della tabella navetta intermittente? Se si, a quali valori bisogna fare riferimento per avere un approssimazione più vicina alla realtà? Faccio un esempio un esercizio 3 c 3 con 30 sec. di lavoro e 15 di recupero o 20/20 etc. etc. quanti watt sono e che consumo di ossigeno impiegano? Oppure hai qualche esempio su come si può costruire.
    Grazie Giorgio
    P.S. In merito a quello accaduto sul blog della canoa io credo che la gente di Sport è alla ricerca di persone competenti che sappiano organizzare, delegare, responsabilizzare e soprattutto che siano vere ( con le palle!!!) probabilmente questo è il motivo del tuo coinvolgimento e credo che non abbiano poi affatto torto !!!!
    Cmq sempre complimenti per il lavoro del Blog che è arrivato a cifre molto importanti in così poco tempo !!!
    Un saluto

  2. Davide Fantini 24 febbraio 2012 at 03:54 #

    Salve prof.
    Off topic…in una delle sue ultime lezioni, il compianto prof. Bosco mi accennò a risposte ormonali differenti fra l’allenamento metabolico svolto “a secco” e quello effettuato con l’attrezzo da gara (in questo caso si parlava di allenamento giovanile nel calcio). Egli sosteneva che, a parità di intensità dell’esercizio, fosse da privilegiare l’allenamento metabolico in regime tecnico, in quanto le risposte ormonali andavano nel senso della produzione di testosterone e non del GH e questo permetteva la fenotipizzazione delle fibre indifferenziate in fibre veloci. La spiegazione, secondo il prof., stava nel fatto che l’allenamento metabolico svolto con l’attrezzo di gara era decisamente più apprezzato rispetto ad uno organizzato su ripetute o altri mezzi “a secco”, da cui le risposte ormonali differenti. Non ho mai saputo se questa fosse una comunicazione derivante da una convinzione personale o se fosse sorretta da studi specifici sull’argomento. Lei sa se il prof. Bosco ha fatto in tempo a pubblicare studi in merito e se si indicarmi quali? L’argomento mi attira moltissimo, perchè sia nel calcio sia nel tennis, per i soggetti non dotati geneticamente di un buon patrimonio di fibre veloci, far prendere la giusta strada a quella percentuale di fibre potrebbe essere importante…Grazie e complimenti ancora per l’ottimo lavoro!

    • laltrametodologia 27 febbraio 2012 at 11:44 #

      scusa il ritsardo ma mi sono proprio dimenticato , invero di quello di cui tu parli non ho notizie , anche conoscendo il prof Bosco abbastanza bene , di questo specifico di cui parli credo proprio che anzi lui non fosse del tutto favorevole al lavoro cosi specifico con la presenza della palla ( mi ricordo che mi cazziava ogni tanto su questo aspetto ) . Sicuro invece il discoso della fenotipizzazione delle fibre veloci , ma direi che il problema è meno fisiologico ( fibre veloci) più funzionale e specifico al movimento e richede quindi una scleta metodologica chiara : effettuare lavori specifici a ritmi intensi , come già presneti negli sport di situazioni con grande alternanze di intensità e recuperi brevi .

      • Davide 2 marzo 2012 at 01:01 #

        Grazie per la risposta. Riesce a darmi qualche riferimento su dove poter trovare i lavori sulla fenotipizzazione delle fibre in funzione delle risposte ormonali all’esercizio? Mi piacerebbe approfondire l’argomento. Grazie ancora

  3. Davide 2 marzo 2012 at 01:07 #

    Intendevo qualche suggerimento sulle parole chiave da digitare in Pubmed: sto facendo fatica a trovare le ricerche di Bosco su questi argomenti…

    • laltrametodologia 2 marzo 2012 at 19:05 #

      no Davide Bosco non ha mai fatto ricerche dirette su questo argomento con tanto di valutazione ormonale , ma citava altri studi che sinceramente non saprei proprio a chi attribuire , trovi sul suo libro qualcosa ed anche in bibliografia sicuramente , ma ricordati che anche in parte si tratta di considerazioni deduttive nell’ambito dello sport , non so se Armando ha qualche informazione in piu su questo argomento

      • Davide Fantini 3 marzo 2012 at 01:31 #

        Ecco perchè non trovavo nulla :D grazie comunque

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